Quantcast
Turismo, formazione e lavoro, il confronto tra i candidati under 30 - Citta della Spezia
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
Verso le elezioni comunali

Turismo, formazione e lavoro, il confronto tra i candidati under 30

Sabato scorso all'Arci Guernica di Arcola.

Dibattito tra candidati Under 30 all'Arci Guernica

Dibattito tra candidati under 30 l’altra mattina all’Arci Guernica di Arcola, evento organizzato dall’associazione locale ‘Non è un paese per giovani’, per la quale è intervenuto Emanuele Nebbia Colomba, consigliere comunale a Lerici, e moderato da Ginevra Masciullo. Ospiti Gianmaria Cristina (Spezia con te, lista a sostegno di Piera Sommovigo), Sebastiano Donati (Lista Toti, a sostegno di Pierluigi Peracchini), Nicolò Di Valentino (Forza Italia, a sostegno di Pierluigi Peracchini), Luca Gazzano (Pd-Articolo Uno, a sostegno di Piera Sommovigo), Davide Giuliano (Spezia al centro, a sostegno di Paolo Pazzaglia) e Raffaele Mele (Leali, a sostegno di Piera Sommovigo).

Primo tema trattato, crociere e turismo. “Bene le crociere a livello di turismo, non come ambiente – ha esordito Mele -. Io abito in zona ospedale e siamo sommersi di fumo ogni giorno. Sì quindi allo sviluppo delle crociere, ma con banchine elettrificate e programmi di turismo ecosostenibile. E sul turismo bisogna lavorare affinché ci sia tutto l’anno, non solo da giugno a settembre”. “Dovremmo andare oltre la visione di Spezia dormitorio delle Cinque Terre – così Cristina – e il capoluogo dovrebbe farsi capofila di un sistema turistico che faccia rete con realtà quali Lunigiana e Val di Vara, anche per attuare quel turismo sostenibile di cui tanto si parla ma che non si attua mai. E bisogna andare oltre il fallimento della Dmo, creando una sorta di distretto turistico che riunisca tutti i sindaci del territorio e riesca a trattenere i turisti e a far vivere il territorio. Venendo alla crociere: sono forse stata la più grande novità a livello economico degli ultimi anni alla Spezia, ma chiaramente vanno integrate a livello ambientale, urbanistico e come ricadute sul territorio. A livello ambientale dovremmo portare avanti quel protocollo siglato anni fa che prevedeva scadenze, poi non rispettate, su elettrificazione delle banchine, cappe aspiranti per i fumi e combustibili più green per le navi; immaginando magari dare una sorta di premio o ridurre tassazione alle navi che impattano meno. Poi, per quanto riguarda le ricadute, si devono immaginare soluzioni, come i pacchetti turistici, per far restare i crocieristi sul territorio, puntando altresì sull’importante aspetto dell’offerta per gli equipaggi, circa 1.800 persone che ogni settimana vengono qua”. “In questi ultimi anni ho notato che le persone si fermano di più, ma bisogna comunque lavorare per far restare i crocieristi in città – ha osservato Giuliano -. Necessario anche migliorare la situazione della stazione e dei collegamenti con le Cinque Terre, visto che ci sono situazioni di degrado e le persone che viaggiano appiccicate sui treni. Altro punto, quando i turisti arrivano a Spezia la domenica, trovano aperto il bancomat e poco altro, lavorano solo cinesi e pakistani, che sono sempre aperti. Niente contro di loro, hanno una diversa concezione dei lavoro. Ma bisognerebbe che le attività trovassero una quadra, stabilendo giorni di apertura e chiusura, in modo da fornire sempre dei servizi. Infine, Spezia dovrebbe guardare anche al turismo giovanile, ad esempio prendendo esempio da Rimini, immaginando attività ricreative in mare. Certo, ci sono tanti vincoli, come quelli della Marina Militare e dell’Autorità Portuale. Ma la città al turismo giovanile si presterebbe bene, bisogna sapersi organizzare”.
Quindi Gazzano: “Il turismo, assieme alla cantieristica nautica e a Leonardo, è l’attuale asse economico della città. Ma a Spezia vedo un turismo non strutturato, ci aspettiamo che le persone vengano e si arrangino. E i turisti spesso ci vedono come un dormitorio, perché qua costa meno, da cui muovere per le Cinque Terre o altre destinazioni. Questo perché manca una visione complessiva, un’idea seria sull’organizzazione di pacchetti, percorsi, offerte. Eppure ci sono possibilità straordinarie, non solo come Cinque Terre – così delicate ma sommerse dai turisti – e Golfo, ma anche come entroterra. Occorre un sistema turistico creato d’accordo con il resto della provincia e con la Regione, anche con accordi con altre regioni, di cui Spezia sia uno dei vertici”. E sulle crociere: “Ormai ci sono livelli di inquinamento altissimi. Elettrificazione e cappe vanno fatte prima possibile, non dobbiamo aspettare di avere quattro navi in Calata Paita. E qua c’è un tema urbanistico: Calata Paita doveva essere restituita alla città dall’Autorità portuale, ma lì ci verrà un molo per quattro navi da crociera con conseguente terminal. Non viene quindi data alla città, ma alle crociere. E chi abita in zona, guardando verso il mare troverà un muro di Berlino. Infine, sulle ricadute economiche, c’è da considerare il fatto che a bordo il crocierista trova beni detassati, quindi difficilmente farà un certo tipo di acquisti in città”.
“La città deve essere pronta a fornire servizi di qualità elevata a chi arriva con le crociere – così Donati -. L’ambiente? Nel 2020 l’Organizzazione marittima internazionale ha varato una normativa che prevede l’abbattimento del livello di zolfo nel carburante dal 3,5 allo 0,5 per cento. Quindi parliamo di un non-tema: il nostro ordinamento ha recepito la normativa e dal 2023 tutte le navi da crociera dovranno adottare queste caratteristiche. In più diamo atto al senatore Forcieri di aver portato a Spezia l’indotto economico delle crociere, ma anche di non aver pensato a un modo per ridurne l’impatto ambientale (“No, Forcieri aveva iniziato il percorso per l’elettrificazione e in merito la giunta precedente a quella Peracchini aveva varato un protocollo ben definito”, la replica di Cristina). In merito, l’amministrazione Peracchini dal 2018 ha intrapreso un percorso per l’elettrificazione delle banchine”.
A chiudere il primo giro il liceale costiano Di Valentino, il più giovane del gruppo: “E’ vero che l’Arsenale ha limitato le possibilità del turismo, ma è anche vero che ha creato Spezia: ci vuole rispetto verso quel che l’Arsenale rappresenta – ha esordito -. Ad ogni modo Spezia dovrebbe riorganizzarsi per avere una vita notturna da grande città, anche a livello di concerti – perché non ospitarli al Picco? – Spezia, rispetto ai luoghi limitrofi, può offrire servizi di intrattenimento di massa. E se è vero che non potrà mai avere l’attrattiva di Pisa o Firenze, ha comunque aspetti che possono essere valorizzati, come il suo Liberty. E dovrebbe anche essere rilanciato il poco sfruttato Spezia Expo. D’accordo poi con Donati sul fatto che l’aspetto ambientale delle crociere sia un non-tema e sull’impegno l’amministrazione Peracchini su eventuali problematiche che potrebbero presentarsi. Segnalo poi il tema interessante dal carburante all’idrogeno: si parla di un’intesa tra Enel Green Power e Fincantieri per trasformare Spezia nel principale produttore di questo carburante green a costo sostenibile. In tal modo Spezia potrebbe diventare uno dei porti più avanzati dal punto di vista ecologico, partendo da una situazione attuale comunque non critica: parliamo del 18mo porto più inquinato in Italia secondo la Transport Enviroment e del 5° come produzione di ossidi di zolfo”.

Secondo capitolo, lavoro e formazione. Per Di Valentino “è necessario favorire l’integrazione nell’assetto cittadino degli studenti che si trovano a dover tornare a Spezia, facendo altresì in modo che la comunità cittadina sia presente nelle vite dei giovani sin da subito, formandoli come cittadini spezzini prima che escano dalla città. Sarebbe anche da potenziare il Campus Marconi, andando a capire quali preferenze abbiano gli studenti, in modo da creare qua altre facoltà e tenere i giovani a Spezia. Ma è anche normale che i ragazzi vadano a cercare opportunità fuori. Creiamo quindi prima, a livello di scuole superiori, un tessuto sociale giovanile”. “Le facoltà nascono dove a monte c’è una determinata tradizione culturale – ha osservato Donati -. Spezia ha una forte tradizione nautica, marittima, ha l’Arsenale… perché non lavoriamo con quello che abbiamo? Non penso che Spezia possa offrire formazione in ambiti in cui la città non ha tradizione. E’ normale quindi che i giovani spezzini per determinati percorsi vadano altrove. E sul lavoro giovanile sono necessari ragionamenti importanti, servono assolutamente proposte; ambiti questi sui quali è viva il lavoro all’interno del movimento giovanile di Cambiamo/Lista Toti”.
“Il Polo Marconi, inaugurato nel 2013, ha dato una risposta al bisogno di ingegneri meccanici, ingegneri navali, designer, insomma tutte quelle figure inerenti la vocazione spezzina nella cantieristica e della Difesa. Ma non è detto che intraprendendo altri percorsi, certo percorsi lunghi, non si possano creare altre vocazioni, e quindi altre necessità, necessità di filosofi, di storici, di scienziati politici”, ha rilevato Gazzano.
“Penso che questa città avrebbe le capacità di attrare investimenti e aziende – le parole di Giuliano -, è un aspetto sul quale come lista stiamo lavorando. Ma in Itali c’è anche un problema di mancanza di rispetto da ambo i lati: sia il giovane che capisce poco il senso della gavetta e del sacrificio, sia la maggior parte dei datori di lavoro che non valorizzano le persone, le trattano come macchine e le pagano 500 euro al mese con contratto da stagista. Ecco, io a Spezia vorrei un ufficio che aiutasse i giovani a sviluppare le loro idee, anche alla luce delle risorse disponibili con i bandi europei”.
“La città – l’intervento di Cristina -, nel campo nautico e non solo, ha un’università delle migliori in Europa, ma sembra non accorgersene. Per tanti motivi, ad esempio perché l’università non è ben integrata con la città e perché non sono stati migliorati alcuni servizi. Un esempio banale: non ci sono una mensa o un luogo di ristoro, non c’è una rete di alloggi con affitti calmierati, aspetto che sul quale un’amministrazione, se vuole, può intervenire. A Spezia poi abbiamo una delle più altre percentuali di Neet, giovani che non studiano né lavorano, e un alto tasso di emigrazione giovanile. I giovani non credono nel futuro della città. Vanno quindi invogliati a restare. Anche a questo fine potrebbe essere un’idea efficace la realizzazione di incubatori di impresa per permettere di trasformare le tesi universitarie in progetti di blue economy. E noi avevamo anche proposto un hub della formazione in Arsenale, il Cisita era d’accordo, la Difesa era d’accordo, ma purtroppo c’è stato poco supporto dall’amministrazione comunale. Altro punto sarebbe realizzare delle accademie professionalizzanti”.
“L’università è dimenticata, c’è il problema della mensa, quello degli alloggi – ha concluso il giro Mele -. Imbarazzante che uno studente che arriva da fuori regione debba pagare 3-400 euro di affitto. Imbarazzante anche che l’amministrazione non si faccia avanti per aiutare queste persone. Imbarazzante che in questi anni i giovani abbiano dovuto fare una raccolta firme per prolungare l’orario della biblioteca comunale. Spezia manca di idee per i giovani. E sul fronte lavoro marca male: nella nautica è facile trovare impiego, in altri ambiti no. E’ anche vero che la maggior parte dei giovani si è un po’ adagiata, oppure lavora da maggio a settembre alle Cinque Terre, poi prende la disoccupazione, stringe i denti e ricomincia con la stagione. Segnalo infine che rispetto alle scorse elezioni, quest’anno c’è un 35 per cento di giovani in più, un dato che spiazza, significa che i giovani sono in cerca di riscatto. L’unica soluzione è votarli, che siano a destra o a sinistra”.

Infine, un rapido passaggio sui temi cardine dell’impegno politico di ognuno e dell’eventuale esperienza consiliare. Così Mele: “Alloggi per gli studenti, lavoro, tutela degli animali, Polizia locale”. Quindi Cristina: “Bisogna dare alla città un’idea di sviluppo e battersi su vertenze occupazionali quali Oss, ex Oto, Arsenale. Questa non è una città per giovani, ma nemmeno per anziani, perché nelle città per anziani la sanità dovrebbe funzionare. Sanità che è il tema politico più importante di tutti”. Poi Giuliano: “Vorrei aiutare i giovani a diventare imprenditori e sviluppare le loro idee. Questo è quello che so fare e che posso dare”. Gazzano: “Quel che reputo fondamentale, perché sono di sinistra, è combattere le diseguaglianze. Pensiamo a cosa significano ad esempio in sanità: c’è gente che rinuncia a curarsi”. Donati mette al centro lo sport, ad esempio “la questione del testo di legge dell’onorevole Gagliardi per l’inserimento della pratica sportiva in Costituzione. Tutte le amministrazioni comunali sarebbero così tenute a garantire alla cittadinanza una tutela in questo ambito. Poi ho vari sogni utopistici, come sdemanializzare la piscina Mori, della Marina Militare. E, visto che un centro sportivo nuovo non si può fare data anche l’errata pianificazione urbanistica delle amministrazioni precedenti, noi proponiamo una riqualificazione degli impianti esistenti”. Infine Di Valentino: “Occorre maggior dialogo tra scuola e il tessuto extrascolastico, anche istituzionale. I giovani tendono a non essere spezzini perché non sanno cosa sia Spezia, cominciano a viverla tardi. E ancora, è necessario favorire il lato meno economico della società, lato che la scuola promuove ma che la società stessa spesso lascia da parte. Serve inoltre maggior tutela degli artisti e della loro attività”.

Il video integrale del dibattito è disponibile sul canale Instagram di ‘Non è un paese per giovani’.

leggi anche
Camera di commercio Riviere di Liguria
Economia
“Transizione green e digitale, doppia opportunità per le imprese di ogni dimensione e settore economico”, webinar gratuito il 26 maggio alle 10
Traghetti a Monterosso
Parte la sperimentazione
Una seconda card per il Parco nazionale delle Cinque Terre che integrerà traghetti e treni
Avis a scuola
Campagna
Avis a scuola per corretti stili di vita e donazione di sangue