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"attua furberie e stratagemmi"

Sommovigo: “Peracchini e la sua campagna far west, irrispettosa di qualsiasi regola”

Un menifesto elettorale di Piera Sommovigo divelto

“A tre settimane dal voto mi rammarica constatare che le occasioni di mancato rispetto delle regole da parte di Peracchini siano state tante, anche se prevedo si affretterà a negare l’evidenza. Dopo Piazza Verdi diventata improvvisamente spazio elettorale per comizi pubblici senza nessun avviso per gli altri candidati sindaci, Peracchini e la sua coalizione non hanno rispettato neppure un’altra semplice regola onorata invece da tutti noi comuni mortali: l’obbligo di sostituire i manifesti figurativi con altro tipo di manifesto elettorale dopo il 12 maggio.

Mentre il mio staff si affrettava nei giorni precedenti a tale data a cambiare il materiale di stampa della mia campagna coprendo il mio viso con il simbolo della mia lista o stampando nuovi manifesti, il mezzobusto di Peracchini e dei suoi sostenitori hanno difatti continuato a campeggiare per diversi giorni nei vari punti elettorali da loro occupati, accampando scuse, stratagemmi, trucchetti, le solite furberie elettorali di una certa destra arrogante. Anche a questo punto, un ripasso è d’uopo. Il Protocollo d’intesa sulla disciplina della propaganda elettorale recita questo: ‘Si precisa che l’esposizione di materiale di propaganda elettorale figurativa è vietata anche nelle vetrine dei cosiddetti Point elettorali che possono esporre all’esterno solo l’insegna del partito, dal 30esimo giorno precedente la data fissata per le elezioni. In ultimo, ulteriore dimostrazione di scarso rispetto politico, la mancata dimostrazione di solidarietà nei miei confronti da parte di Peracchini per i miei manifesti e quelli della mia coalizione più volti danneggiati se non addirittura rimossi, tanto da essere arrivati a fare denuncia alla Digos”.

In sintesi, quella di Peracchini e dei suoi fedelissimi è una campagna far west irrispettosa di ogni regola e degli altri candidati, come dimostrano le sue continue assenze ad ogni confronto pubblico tra candidati, come il prossimo del 29 maggio organizzato da Legambiente, dove il suo nome è sparito da un giorno all’altro tra quello dei relatori.