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A De Paolis l’Exodus 2022: “Sulle stragi nazifasciste aperta una porta di verità”

Al magistrato 'cacciatore di nazisti', l'onorificenza per la sua "sete di giustizia e integrità di storico". Ha indagato su Marzabotto, Sant'Anna di Stazzema, Cefalonia, Civitella in Val di Chiana, Vinca, Padule di Fucecchio e decine di altri eccidi. Al CAMeC la consegna del premio: "Quella che si fa dopo 70 anni è solo un frammento di giustizia - ha detto -. Ma è il minimo che lo Stato doveva fare".

Premio Exodus 2022

Il procuratore generale militare Marco De Paolis è il Premio Exodus 2022. Il più importante riconoscimento della città della Spezia va al magistrato “cacciatore di nazisti” che dal 1988 al 2008 ha lavorato presso il Tribunale militare della Spezia, prima come giudice per le indagini preliminari e poi come procuratore militare capo della procura militare, per diventare, tra il 2010 ed il 2018, procuratore militare capo della Procura militare della Repubblica presso il Tribunale militare di Roma. Sue le indagini relative ad oltre 450 procedimenti per eccidi di popolazione civile e di militari italiani commessi in Italia e all’estero dopo l’8 settembre 1943.

“E’ molto importante conoscere per poter ricordare e soprattutto poter codificare i valori della democrazia. Mi emoziona ricevere questo riconoscimento perché sono molto legato a questa città per tanti motivi. Sono stato accolto qui trent’anni fa e questo per me non può che essere è un momento molto particolare. Sono consapevole che questo riconoscimento ha una motivazione importante che si lega oggi all’attualità che viviamo in Europa, ma che in realtà avrebbe comunque un significato molto forte. Su certi eventi bisogna fare memoria. I processi sulle stragi nazifasciste, la doverosa attività di giustizia che è stata portata avanti, è una sorta di porta della verità. Questa porta alla Spezia è stata aperta, dopo la guerra, per consentire a migliaia di ebrei di poter trovare una patria e una vita dignitosa”, ha detto De Paolis durante la consegna del premio avvenuta al CAMeC.

Ha poi ricordato la sua attività di magistrato, che ha fatto luce su alcune pagine oscure e terrificanti della nostra storia e della storia di tutta l’umanità. “Abbiamo avviato 400 procedimenti per indagini e celebrato o avviato 11 processi che sono ancor oggi i più grandi processi della storia repubblicana”. Proprio al CAMeC si svolge in questi giorni una mostra in merito a questa incredibile vicenda giudiziaria. “Numeri impressionanti: 25mila vittime civili, oltre 50mila militari italiani, sono solo alcuni. In quegli anni si è verificato qualcosa di straordinario: sono processi che sono entrati nella storia”.

Marco De Paolis

 

La motivazione per l’onorificenza a De Paolis è questa: “In riconoscimento della sua sete di giustizia e della sua integrità di storico nella ricerca sui più gravi crimini di guerra nazifascisti compiuti in Italia”. “Quella che si fa dopo 70 anni è solo un frammento di giustizia – dice il magistrato -. Ma è il minimo che lo Stato doveva fare davanti a queste vicende. Quello che era accaduto nei campi di sterminio non era stato compreso in Europa, ecco perché i profughi hanno scelto la navigazione per andare in Palestina. Se si fossero sentiti sicuri non avrebbero lasciato le loro case”.

Fra i principali processi istruiti quale pubblico ministero: Marzabotto-Monte Sole, Bologna (oltre 800 vittime – 10 condanne all’ergastolo), Sant’Anna di Stazzema, Lucca (circa 470 vittime – 10 condanne all’ergastolo), San Terenzo e Vinca, Massa (oltre 350 vittime – 9 condanne all’ergastolo), Civitella in Val di Chiana, Arezzo (circa 200 vittime – 1 condanna all’ergastolo), Vallucciole, Stia e Monchio, nell’Appennino tosco-emiliano, (360 vittime – 17 condanne all’ergastolo), Padule di Fucecchio, Pistoia (circa 176 vittime – 3 condanne all’ergastolo) e, da ultimo, quello per l’eccidio di Cefalonia (Grecia), ove vennero fucilati centinaia di militari italiani (1 condanna all’ergastolo). –

Ha inoltre istruito indagini in ordine a crimini di guerra commessi dalle truppe italiane in Grecia (Domenikon), ed altre sui crimini di guerra commessi dai tedeschi all’estero in danno di militari italiani e di popolazione civile italiana, in Grecia (massacri di Kos, Leros e altre località), in Albania (massacri di Sarande, Kuc ed altre) e Francia (Oradour sûr Glane).

“Un grande magistrato militare che ha avuto il coraggio di andare a recuperare tante storie, aprendo gli armadi della vergogna e chiedere giustizia per le vittime e per la democrazia – ha detto il sindaco Pierluigi Peracchini -. La Spezia è nota come Porta di Sion e questo restituisce un significato particolare a quello che stiamo vivendo. Stiamo aiutando l’Ucraina a sopravvivere e a sopportare l’esilio e nei prossimi mesi vedremo gli effetti di questa guerra. Questo premio e’ anche un monito alla politica per far cessare quella guerra”.

Nelle precedenti edizioni erano stati premiati Noemi Di Segni (2020), Lia Levi (2019), Liliana Segre (2018), Maurizio Molinari (2017) e Giorgio Napolitano (2016). L’edizione del 2021 non si era tenuta a causa della pandemia.

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