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Il Premio Exodus 2022 al Procuratore Marco De Paolis: "Rapporto d'affetto con Spezia da trentaquattro anni" - Citta della Spezia
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Il Premio Exodus 2022 al Procuratore Marco De Paolis: “Rapporto d’affetto con Spezia da trentaquattro anni”

Marco De Paolis

Venerdì 13 maggio alle 17 al CAMeC della Spezia il sindaco della Spezia conferirà il Premio Exodus 2022 (www.premioexodus.it) a Marco De Paolis, Procuratore Generale Militare, che dopo due anni torna finalmente in presenza. Nato nel 2000 allo scopo di celebrare, sempre con uno sguardo tra memoria e riflessione sul presente, la straordinaria pagina civile di cui la città della Spezia è stata protagonista e vuole ricordare l’aiuto prestato negli anni 1946-1948 ai superstiti ai lager nazisti. Forse non tutti ancora sanno che in mesi durissimi, la Spezia si trasformò nella “Porta di Sion”: partirono da Fossamastra le navi come la “Fede” e il “Fenice”, considerate l’inizio dello stato d’Israele, e la “Exodus”, simbolo di ogni moderna immigrazione. A De Paolis il riconoscimento per  la “sua sete di giustizia e della sua integrità di storico nella ricerca sui più gravi crimini di guerra nazifascisti compiuti in Italia”. C’è comprensibile soddisfazione per il procuratore militare, dal 2002 al 2008 alla Spezia, che indagò oltre 450 casi e portò avanti 18 processi per i più gravi crimini nazisti compiuti in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale e dopo l’armistizio: “Ho ricevuto davvero con grande piacere ed emozione la comunicazione del sindaco della  Spezia di conferimento del Premio Exodus alla mia persona. Sono legato alla Città della Spezia  e agli spezzini da un rapporto di affetto che inizia trentaquattro anni fa, allorché mi trasferii da Roma in Liguria, ed ora questo legame è suggellato da questo prestigioso importante riconoscimento, del quale sono davvero orgoglioso”.

Programma:

Ore 17 – Saluto del Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini

A seguire:

Conferimento del Premio Exodus 2022 a Marco De Paolis

Lectio Magistralis di Marco De Paolis

Visita alla mostra “Nonostante il tempo trascorso…”

Saluto del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti

 

Per chi non conoscsse Marco De Paolis.

Magistrato militare, Procuratore Generale Militare presso la Corte Militare di Appello di Roma – nato a Roma il 4.11.1959 – dal 1984 al febbraio 1988 è stato Consigliere (Funzionario Direttivo) presso il Ministero del Lavoro nella Direzione Generale della Cooperazione – dal 1984 al 1985 ha prestato il servizio militare quale Sottotenente di Complemento nel Corpo di Amministrazione Militare dell’Esercito; – dal febbraio del 1988 è Magistrato Militare e, quale primo incarico, ha svolto le funzioni di Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale Militare di La Spezia, fino al 2002; – dal 2002 al 2008, è stato Procuratore Militare Capo della Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di La Spezia, incarico direttivo che ha svolto sino al 2008; – dal 2010 al 2018 è stato Procuratore Militare Capo della Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di Roma. – dall’agosto 2018 è Procuratore Generale Militare presso la Corte Militare di Appello di Roma – dal 2008 al 2012 è stato Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Militari Italiani; – è stato, per molti anni, docente di Diritto penale, Procedura penale e Diritto penale militare presso Accademie e Scuole militari, ed è autore di varie pubblicazioni a carattere scientifico nella materia del diritto penale militare, sul diritto umanitario e sul tema dei crimini di guerra in Italia, fra cui recentemente vari volumi e saggi sulla ricostruzione giudiziale dei crimini nazifascisti in Italia; – collabora con varie Università degli Studi (Milano “Bicocca”, Sassari e “Roma Tre”) e con il Centro Alti Studi della Difesa (CASD) per le materie di Diritto Penale Sovranazionale e Diritto Umanitario; – è considerato uno dei maggiori esperti in Italia in materia giuridica di crimini di guerra della seconda guerra mondiale; infatti, in questo settore ha maturato una straordinaria conoscenza, anche per aver effettuato quale pubblico ministero (negli ultimi quindici anni), le indagini relative ad oltre 450 procedimenti per eccidi di popolazione civile e di militari italiani commessi in Italia e all’estero dopo l’8 settembre 1943, nonché per aver istruito e portato a dibattimento numerosi processi (in tutto 17, dal 2003 al 2013) per le più gravi stragi nazi-fasciste compiute dai tedeschi in Italia e all’estero durante la seconda guerra mondiale. – In questo lavoro ha ottenuto 57 condanne all’ergastolo nei processi di primo grado; – fra i principali processi istruiti quale pubblico ministero, vi sono quelli per le grandi stragi nazifasciste di: – Marzabotto-Monte Sole, Bologna (oltre 800 vittime – 10 condanne all’ergastolo), – Sant’Anna di Stazzema, Lucca (circa 470 vittime – 10 condanne all’ergastolo), – San Terenzo e Vinca, Massa (oltre 350 vittime – 9 condanne all’ergastolo), – Civitella in Val di Chiana, Arezzo (circa 200 vittime – 1 condanna all’ergastolo), – Vallucciole, Stia e Monchio, nell’Appennino tosco-emiliano, (360 vittime – 17 condanne all’ergastolo), – del Padule di Fucecchio, Pistoia (circa 176 vittime – 3 condanne all’ergastolo) e, da ultimo, – quello per l’eccidio di Cefalonia (Grecia), ove vennero fucilati centinaia di militari italiani (1 condanna all’ergastolo). – Ha altresì istruito indagini in ordine a crimini di guerra commessi dalle truppe italiane in Grecia (Domenikon), ed altre sui crimini di guerra commessi dai tedeschi all’estero in danno di militari italiani e di popolazione civile italiana, in Grecia (massacri di Kos, Leros e altre località), in Albania (massacri di Sarande, Kuc ed altre) e Francia (Oradour sûr Glane); – Ha svolto anche indagini sulle violenze sessuali commesse in Italia dopo il 1943 dalle truppe coloniali francesi (marocchine) sulla popolazione civile – femminile e maschile – italiana nelle provincie di Latina e Frosinone; – è socio della Société Internationale de Droit Militaire et de Droit de la Guerre; – per l’attività giudiziaria svolta soprattutto nel settore dei crimini di guerra, ha ricevuto vari importanti riconoscimenti internazionali; in particolare, nel maggio 2021 è stato insignito dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania per la sua meritevole attività giudiziaria svolta nella repressione dei crimini nazifascisti in Italia e all’estero. Nel 2016 a Praga il Premio Michel Vanderborght dell’International Federation of Resistance Fighters e nel 2017 a Pechino il Premio Speciale alla Carriera dell’International Association of Prosecutors.

Il Premio Exodus. Il Premio Exodus nasce nel 2000 con lo scopo di celebrare, sempre con uno sguardo tra memoria e riflessione sul presente, la straordinaria pagina civile di cui La Spezia è stata protagonista. Il Premio Exodus è un  riconoscimento a figure che si sono spese nel campo della solidarietà e della interculturalità e che abbiano offerto un contributo significativo nell’ottica del dialogo internazionale. Hanno ricevuto il Premio Exodus: Moni Ovadia, Elena Lowenthal, Gad Lerner, Emanuele Luzzati, Amos Luzzato, Predgrav Matvejevich, Clara Sereni, Yossi Harel (comandante della nave Exodus), Daniel Oren, Corrado Augias, Massimiliano Fuksas e David Grossman, Shirin Ebadi, Monsignor Vincenzo Paglia, Paolo Mieli. Il Premio Exodus, organizzato dal Comune della Spezia, dal 2010, vede, oltre quello della Regione Liguria, il patrocinio dell ‘U.C.E.I (Unione Comunità Ebraiche Cristiane). Dall’edizione 2014, avvenuta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Comune della Spezia ha deciso di collocare il Premio nella data della partenza delle navi dal porto della Spezia, l’8 maggio al fine di consolidare nel calendario civile della città. Nel 2014, il Premio Exodus, che si è arricchito della partnership della Fondazione Italia Israele per la Cultura e le Arti (Fondazione IIFCA), è stato conferito al l kibbutz Ramot Menashe, nato nel luglio 1948, a seguito dell’indipendenza di Israele. I suoi 64 fondatori, sopravvissuti all’Olocausto in Polonia, giunsero in Italia nel 1946 e l’8 maggio di quell’anno partirono dal porto della Spezia alla volta della Palestina. Nel 2015 è andato a Paolo De Benedetti, nel 2016 al Presidente Emerito Giorgio Napolitano e nel 2017 al giornalista e scrittore Maurizio Molinari. Nel 2018 il premio è stato conferito alla senatrice Liliana Segre, nel 2019 alla scrittrice Lia Levi e nel 2020/21 a Noemi Di Segni

 

La storia di Exodus.

Dall’estate del 1945 alla primavera del 1948 oltre ventitremila ebrei riuscirono dalle acque della Spezia a lasciare clandestinamente l’Italia diretti in Palestina. La potenza mandataria della Palestina, la Gran Bretagna, aveva infatti emesso il Libro Bianco del 17 Maggio 1939 per regolamentare l’afflusso controllato in Palestina di soli 75 mila ebrei in 5 anni. Una misura che fu messa in crisi dalla drammatica situazione europea e contrastata con ogni mezzo dal Mossad Le Aliyà Bet (Istituto per l’immigrazione illegale sorto nel 1938). A partire dal Maggio 1945 una notevole corrente di ebrei cominciò ad affollare la Penisola e il Mossad Le Aliyà Bet inviò un responsabile in Italia con base a Milano, Yehura Arazi. Altri membri del Mossad furono inviati in Italia tra i soldati della brigata ebraica al seguito degli alleati. La prima nave di profughi, il Dallin (già Sirius) partì da Monopoli il 21 Agosto 1945 con soli 35 immigrati a bordo. La questione dell’immigrazione ebraica scoppiò come caso internazionale nel Maggio 1946: l’epicentro della crisi divenne il porto della Spezia dove erano in allestimento due imbarcazioni, la Fede di Savona e il motoveliero Fenice, pronte a trasbordare 1014 profughi. Quell’operazione godette dell’aiuto di tutta la città della Spezia, già stremata dalla guerra e distrutta dai bombardamenti. Proprio il sostegno della gente, resistenza dei profughi, intervento dei giornalisti di tutto il mondo e la visita a bordo di Harold Lasky, presidente dell’esecutivo del Partito Laburista britannico, costrinsero le autorità londinesi – le cui navi bloccavano l’uscita dal porto della Spezia – a togliere il blocco alle due imbarcazioni che salparono dal molo Pirelli a Pagliari alle ore 10 dell’8 Maggio 1946.L’accoglienza della comunità e la solidarietà delle autorità spezzine convinsero gli organizzatori del Mossad a puntare sulla Spezia con operazioni di maggior peso. Così nella notte tra il 7 e l’8 Maggio 1947 la nave Trade Wins/Tikya , allestita in Portogallo, imbarcò 1414 profughi a Portovenere. Nelle stesse ore era giunta nelle acque del golfo della Spezia, proveniente da Marsiglia, la nave President Warfield, un goffo e pesante battello adatto a portare turisti giù per il Potomac, da Baltimora a Norfolk in Virginia. La nave venne ristrutturata nel cantiere dell’olivo a Portovenere per la più grande impresa biblica dell’emigrazione ebraica: trasportare 4515 profughi stipati su 4 piani di cuccette dall’altra parte del mediterraneo. L’imbarcazione divenne un simbolo, prese il nome di Exodus, raggiunse le coste della Palestina, venne attaccata dagli inglesi e avviò la nascita dello stato di Israele con tutte le conseguenze che sappiamo. A narrarci le peripezie dei profughi dello sterminio ebreo ci ha pensato nel 1958 Leon Uris con il celebre romanzo Exodus, tema ripreso nel libro il comandante dell’Exodus di Yoram Kaniuk. A Exodus è dedicato anche un bellissimo film del 1960 di Otto Preminger interpretato da Paul Newman, Peter Lawford ed Eva Marie Saint.La Exodus mosse dal golfo della Spezia ai primi di Luglio del 1947, sostò a Port-de-Bouc, caricò a Séte, fu assalita e speronata dai cacciatorpedinieri britannici davanti a Kfar Vitkin.Ci furono morti a bordo, gente che era sopravvissuta ai lager e che finì i suoi giorni a due passi dalla speranza nelle acque tra Netanya e Haifa. Dopodiché gli inglesi rimandarono i profughi ad Amburgo al campo di Poppendorf, un ex lager trasformato in campo di prigionia per gli ebrei. Il nome di Exodus da allora significò il desiderio di giustizia per l’emigrazione ebraica. Ma solo con la fine del mandato britannico i profughi sarebbero potuti tornare in Palestina.La Fede, il Fenice e la Exodus si mossero tutte dal golfo della Spezia, una dicitura che non compare nelle carte geografiche israeliane. La Spezia in Israele è infatti indicata col nome di “Schàar Zion”  Porta di Sion. Nel nome di Exodus la città della Spezia porta nel Mediterraneo l’idea della pace e della convivenza Il 25 Aprile 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito al Comune della Spezia la medaglia d’oro al merito civile per l’aiuto prestato dalla popolazione spezzina ai profughi ebrei scampati alla seconda guerra mondiale.

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