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"sanità pubblica allo sbando"

Cup e liste d’attesa, Ugolini: “Spezzini costretti a rimandare esami vitali mentre la Regione dà soldi al privato”

Paolo Ugolini

“In Asl5, i disservizi sono all’ordine del giorno: si fa fatica a prenotare persino esami vitali come un’eco cuore e un elettrocardiogramma sotto sforzo. Interrogato in merito, e per l’ennesima volta, l’assessore Toti ha letto la solita risposta ben confezionata, sciorinando in Aula le ormai logore “belle parole” chiudendole con il mantra preferito: “speriamo di risolvere i problemi nei prossimi mesi”. Intanto, però, gli spezzini sono costretti a rimandare esami importantissimi”.
Lo dichiara il consigliere regionale del M5S Paolo Ugolini, che poi commenta anche i dati riportati: “L’assessore afferma che il numero verde risolve il 65% dei casi. Significa dunque che il 35% resta senza risposta. E ci sia consentito far notare che questa non è una cifra di poco conto. Un terzo degli spezzini non riesce infatti a prenotare una visita specialistica, nemmeno chiamando più volte, e non riceve informazioni circa eventuali percorsi alternativi. Il buio più totale, con i cittadini, molti dei quali anche gravemente malati, abbandonati a sé stessi!”.

“Basta poi con la litania del Covid: vero che la pandemia ha acuito le difficoltà, ma la verità è che le liste d’attesa in Asl5 erano critiche anche prima dell’emergenza pandemica. Che semmai ha solo peggiorato una situazione già critica e per risolvere la quale Regione Liguria ha pensato bene di elargire soldi ai privati: è notizia di questi giorni, infatti, che l’Ente stanzia 11,7 milioni di euro alla sanità privata proprio per l’abbattimento delle liste di attesa, di cui 2,7 milioni andranno alla struttura Alma Mater di Spezia per interventi di chirurgia generale, oculistica e attività ortopediche. Morale: anziché potenziare la sanità pubblica e rimettere in sesto i nostri ospedali, ripristinando ad esempio i rapporti numerici medico-paziente, infermiere-paziente e Oss-paziente, si preferisce coinvolgere e privilegiare il privato.
“Oggi, è sempre più chiaro il modello di sanità che sta perseguendo questa Giunta, vale a dire depotenziare la sanità pubblica per favorire quella privata”, conclude.

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