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“Al concorso ordinario, nel test di matematica, hanno vietato l’utilizzo di carta e penna. Siamo stati tutti bocciati”

Su undici candidati nessuno ha passato il test. Il docente di matematica Boticchio del Casini della Spezia in una lunga lettera racconta quella che definisce "un'ingiustizia": "Come si fa a pensare che per risolvere quesiti di matematica non possa essere concessa la carta e la  penna? Magari anche con carta e penna non avrei passato la prova, ma sarei riuscito per lo meno a  ridurre il tempo di esecuzione dei quesiti e a non tralasciare le ultime 7 domande perché il tempo  ormai era finito"

Scuola

“Buongiorno ragazzi, passato bene il weekend?” 

“Si Prof. comincia a fare caldo e siamo andati in spiaggia” 

“Molto bene allora siamo pronti per iniziare un argomento nuovo, le disequazioni…” “Prendiamo appunti?” 

“Certo come sempre, perché ciò che passa dalla vostra mano vi aiuta a ragionare meglio” 

Quante volte ci siamo approcciati così ai nostri ragazzi in classe, quante volte abbiamo pensato come  introdurre un nuovo argomento e far si che i ragazzi accettassero la nuova sfida che stavamo  proponendo loro? Con questo pensiero e questo spirito ho affrontato il concorso ordinario per  docenti in questa primavera. 

Insegnare ed educare è sempre stata una delle mie passioni e grazie alla laurea in Ingegneria ho  potuto, a pochi mesi dalla laurea nel 2016, intraprendere questo meraviglioso viaggio. Ho mosso i  primi passi nel mondo della Formazione Professionale toccando con mano la vera sfida che  l’insegnamento ci propone: insegnare ed educare pur insegnando una materia che ai ragazzi risulta  sempre difficile, complessa e inarrivabile come la matematica. Nel 2020 sono entrato nel mondo  della scuola statale come docente annuale continuando a portare avanti la sfida educativa  intrapresa nel 2016 fino ad oggi. Arriva finalmente il momento di testare le mie conoscenze e  capacità per esserne parte definitivamente in un mondo che mi piace e che mi appassiona ogni  giorno di più, il concorso ordinario per docenti! Il 16 Marzo mi iscrivo al concorso, il 4 Maggio mi  attende la prova scritta: 50 domande a crocette in 100 minuti. I tempi sono stretti, lo studio si fa  sempre più serrato e compatibilmente con gli impegni di servizio a scuola riesco a studiare il  programma ministeriale per il concorso e sentirmi pronto alla sfida che il Ministero dell’Istruzione  stava proponendo a me come io faccio con i miei alunni giornalmente. 

Il 28 Aprile, come un fulmine a ciel sereno a una settimana di distanza l’Ufficio scolastico regionale  pubblica quanto segue: “La Commissione Nazionale di cui all’art. 7 del D.M. n. 326 del 9/11/2021  ha comunicato che i quesiti sono stati redatti in modo da non necessitare l’uso di carta da scrivere  e penna”. Si conferma dunque il divieto di usare carta e penna anche per le classi di concorso STEM.”  

Fino a quel giorno tutta la mia preparazione era stata incentrata sullo studio e ripasso della teoria e  sullo svolgimento di esercizi basandomi anche sui concorsi degli anni precedenti. E ora? Come  potevo cambiare il mio metodo di studio e ragionamento non passando dallo strumento principe  della matematica, un foglio su cui scrivere e sviluppare il mio ragionamento per svolgere esercizi  complessi? La risposta per l’ufficio scolastico era chiara cioè i quesiti sono stati redatti in modo da non necessitare l’uso della carta e penna, ma una volta di fronte ai quesiti del concorso per il 99%  dei bocciati come me forse la risposta non era chiara quanto al ministero. I quesiti che ci sono stati  proposti per la classe di concorso A026 Matematica prevedevano necessariamente l’uso di carta e  penna: calcolo di limiti, calcolo di integrali, calcolo di derivate e problemi di geometria da risolvere  a mente nel giro di due minuti per non perdere la possibilità di rispondere a tutte e 50 le domande  previste nei 100 minuti. 

Nella mia aula concorsuale eravamo in 11 e su 11, il punteggio più alto è stato 62/100 e il punteggio  minimo per passare all’orale era 70/100. Quindi non era necessaria la sufficienza ma qualcosa di  più. Zero promossi su 11, il 100% dei presenti e i nostri sguardi fissi nel vuoto dopo aver perso la sfida.  Sguardi di docenti precari o aspiranti docenti che hanno faticato per prepararsi al meglio, per  progettare un futuro, per mettere delle basi solide per le sfide che la vita ci propone.

Come si fa a pensare che per risolvere quesiti di matematica non possa essere concessa la carta e la  penna? Magari anche con carta e penna non avrei passato la prova, ma sarei riuscito per lo meno a  ridurre il tempo di esecuzione dei quesiti e a non tralasciare le ultime 7 domande perché il tempo  ormai era finito. 

Come si fa a pensare che siamo per primi noi docenti a chiedere costantemente ai ragazzi di aprire  il quaderno, di risolvere gli esercizi, di ragionare sugli esempi, “se un esercizio non ti torna, non  cercare l’errore, ma cancella e rifallo da capo” quante volte ce lo siamo sentiti dire e lo abbiamo  trasmesso ai nostri alunni?  

Come si fa a chiedere professionalità e competenza a un docente se messo di fronte a una batteria  di quiz nozionistici senza possibilità alcuna di ragionamento? 

Quel numero, quel punteggio che ho fatto al concorso non è il giudizio sulla mia persona ma sulla  prova e, spero di non peccare di superbia, ma non fa di me un docente migliore o peggiore ma solo  uno che ha perso la sfida e che si rimboccherà le maniche tornando in classe e cercando di  trasmettere il più possibile e nel modo migliore la matematica ai ragazzi. 

Qualcuno dei piani alti, del Ministero ha una vaga idea di cosa si faccia realmente in classe? 

Nahuel Botticchio

Docente di matematica all’istituto Alberghiero G. Casini della Spezia

 

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