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Ristoratore "costretto" a pubblicare sui social lo stipendio per i dipendenti: "Altrimenti non avrei trovato personale" - Citta della Spezia
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Lieto fine per l'osteria all'inferno

Ristoratore “costretto” a pubblicare sui social lo stipendio per i dipendenti: “Altrimenti non avrei trovato personale”

La vicenda dell'Osteria all'Inferno a pochi passi da Corso Cavour ha avuto un lieto fine. Gianluca D'Avanzo spiega: "Abbiamo assunto un ragazzo e una ragazza. Le persone non si presentavano ai colloqui perché temevano uno stipendio troppo basso. ci siamo interrogati più volte se aprire il giardino esterno. Era un servizio aggiuntivo, ma se non potevamo garantirlo non potevamo nemmeno organizzarlo".

Mancano camerieri, alcuni ristoranti decidono di depotenziare il servizio ma a volte c’è un lieto fine. E’ il caso dell’antica Osteria all’Inferno 1905 colonna della ristorazione del centro storico della Spezia, a pochi passi da Piazza Cavour, dove dopo un’estenuante ricerca durata più di due mesi ha trovato due camerieri, un ragazzo e una ragazza. Non è una cosa di poco conto perché il locale ha retto con gli anni duri della pandemia sulle spalle e ha tentennato sull’aprire il giardino esterno.

A raccontare la vicenda, partita sui social, è il titolare Gianluca D’Avanzo che nei giorni scorsi ha espresso preoccupazione e si è sfogato elencando punto per punto tutti dettagli sul personale che cercava. D’Avanzo ha messo nero su bianco nella piazza virtuale lo stipendio da 1.600 euro, garantendo come giorno di riposto settimanale la domenica, tredicesima, quattordicesima e tfr.

Da parte degli utenti non sono mancati commenti piccati, ma alla fine e senza clamore la vicenda si è chiusa positivamente per il locale. “Credo fortemente – racconta D’Avanzo a Città della Spezia – che se non avessi specificato lo stipendio e tutto il resto non avremmo trovato una soluzione. Avevo fatto una cosa analoga, due mesi fa, senza successo. Il buon riscontro c’è stato solo perché mi sono sfogato sui social”.

“In questi mesi – prosegue – non ho potuto fare a meno di notare che le persone non sono nemmeno venute a fare domande al locale, come se avessero timore di sentirsi dire che avrebbero avuto uno stipendio da poche centinaia di euro, il corrispettivo di uno stage. Penso che recarsi comunque a un colloquio sia fondamentale, perché solo dopo quello si possono fare delle valutazioni. Nel nostro locale ci sono anche degli stagisti che devono imparare e proprio perché sono in questa fase lavorativa hanno un trattamento differente, ma nel massimo rispetto”.

 Mesi difficili che hanno fatto tentennare, come detto, l’apertura del giardino esterno visibile tra le foto (presenti nell’articolo e tratte dal sito ufficiale del locale). “Non nego che abbiamo avuto della difficoltà – conclude – e ci siamo interrogati più volte se aprire il giardino esterno. Era un servizio aggiuntivo, ma se non potevamo garantirlo non potevamo nemmeno organizzarlo”.

La costante ricerca di personale nel settore ricettivo  non è una novità, in una provincia come quella spezzina che già da tempo sta cercando di canalizzare la sua vocazione turistica. Tra i diversi fattori che hanno contribuito a questa crisi, apparentemente, in maniera irreversibile c’è il Covid.

La pandemia e le conseguenti misure hanno creato grande incertezza sia tra i ristoratori che tra i lavoratori. Con meno sedute disponibili all’interno dei locali, i primi non potevano garantire il personale, i secondi appresa questa situazione non potevano rischiare di rimanere disoccupati per chissà quanto tempo e di conseguenza una buona parte ha cercato situazioni alternative e più stabili.

Così è stato sia per il 2020 quando la stagione turistica durò meno di due mesi e per il 2021 quando per turismo e ristorazione la situazione migliorò ma si presentava ancora lontana dai fasti pre pandemici.

Già dalla coda del 2021 e nei primi mesi del 2022 il turismo sembrava ripartito sotto la buona stella, almeno in materia di presenze. Il tasto dolente si è rivelata la ricerca di personale. Esattamente un mese fa, Antonella Simone di Confartigianato dipingeva questa situazione: “Tutti i giorni abbiamo decine di richieste di aziende che cercano receptionist, cuochi, aiuto cuochi, lavapiatti, addetti alle pulizie. Molte di queste imprese non negano di essere in grande difficoltà. Abbiamo raccolto anche la segnalazione di una struttura alberghiera che quest’anno ha deciso di non aprire il ristorante, perché non riesce a trovare personale”.

Da li a poco sono emerse altre situazioni delicate, con gli aspiranti lavoratori che lamentavano condizioni di sfruttamento che spingevano a rifiutare gli incarichi. I sindacati, attraverso le parole di  Giorgia Vallone di Cgil, Mirko Talamone di Fiscascat Cisl e Marco Callegari di Uiltucs hanno ribadito una semplice, quanto chiara, richiesta dei lavoratori: “Vogliono essere trattati in maniera adeguata“.

In questo turbine, si aggiungono le costanti proposte di lavoro del Centro per l’impiego che fin da tempi immemori mette a disposizione diritti e doveri di chi cerca un’occupazione e chi la offre. L’epilogo per la storica osteria del centro è positivo, ma in altre realtà la situazione non si è ancora sbloccata e potrebbe essere un problema basti pensare al tutto esaurito dei primi ponti primaverili e alle immagini che arrivano dalle spiagge, non per ultima quella di oggi della Venere Azzurra di Lerici.

Bagnanti in spiaggia alla Venere Azzurra
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