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Caporalato nei cantieri degli yacht, parte la formazione per le maestranze dell’indotto

Firmato questa mattina in prefettura l’accordo di attuazione del protocollo d’intesa presentato nel luglio scorso, frutto del lavoro congiunto di Prefettura, Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, Ispettorato del lavoro, Asl 5, Inps, Inail, Confindustria e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. La prefetta Inversini: “Un salto culturale nella direzione della legalità,  grazie all’impegno di tutta la società civile spezzina”.

Un anno e mezzo dopo l’inchiesta della Guardia di Finanza, che nel novembre del 2020 aveva svelato una presunta rete di sfruttamento di manodopera nei cantieri degli yacht di lusso, la Spezia si dota degli strumenti per contrastare il ripetersi del fenomeno. Firmato questa mattina in prefettura l’accordo di attuazione del protocollo d’intesa presentato nel luglio scorso, frutto del lavoro congiunto di Prefettura, Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, Ispettorato del lavoro, Asl 5, Inps, Inail, Confindustria e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Dopo la fase di elaborazione, sotto l’impulso del Ministero dell’Interno e di quello del Lavoro, sono arrivati anche i fondi, tramite bando europeo per l’inclusione, per far partire nelle prossime settimane i primi corsi di formazione a favore della manodopera delle ditte dell’indotto e dei quadri d’azienda che tengono con loro i rapporti. “Con questo protocollo cerchiamo di fare un salto culturale nella direzione della legalità,  grazie all’impegno di tutta la società civile spezzina, per contrastare questo fenomeno. Un lavoro condiviso tra gli attori del territorio, partito sulla base di un episodio circoscritto”, ha detto la prefetta Maria Luisa Inversini.

“La manodopera più vulnerabile è ovviamente quella straniera”, ha sottolineato Inversini. L’inchiesta delle Fiamme Gialle aveva portato a galla in effetti i casi decine di cittadini, soprattutto bengalesi, sfruttati e totalmente ignari di propri diritti di lavoratori e delle tutele della legge italiana. La formazione della manodopera in questo senso sarà appannaggio della Scuola Edile Spezzina, ente gestito da Ance insieme ai sindacati, mentre la cooperativa Mondo Aperto offrirà la necessaria mediazione culturale. “La nautica è una realtà di successo in questo territorio ed i lavoratori stranieri hanno maggiore difficoltà nel comprendere le regole che la muovono”, le parole di Mario Gerini, presidente Confindustria La Spezia.

“Saranno moduli di quattro ore, che diano gli strumenti ai lavoratori per capire quali sono i loro diritti ed i loro doveri – spiega Paolo Faconti, direttore di Confindustria –  Il corso è bipartito, quindi ci sarà una parte dedicata agli uomini di azienda che hanno rapporti con le ditte dell’indotto.” Le aziende stesse finanzieranno la parte dedicata alle nozioni tecniche, mentre i fondi del ministero copriranno le spese della mediazione culturale.

Molto soddisfatti i sindacati.  “Il primo protocollo di questo tipo firmato in questo settore, un risultato importante per la nostra provincia e non solo”, ha detto Luca Comiti, segretario provinciale Cgil. “Una pietra miliare per il territorio”, la definisce Antonio Carro della Cisl. Mario Ghini della Uil auspica ci sia “la capacità di estendere questo protocollo ad altri settori in cui c’è il rischio di derive simili e ad altre città”.  L’inchiesta della Fiamme Gialle toccò anche Ancona, Savona e Carrara.