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Segnalazione alla corte dei conti

Biodigestore, comitati e associazioni diffidano la Provincia: “Rispetti l’appalto”

Corteo No Biodigestore

Comitati e associazioni alzano il tiro per costringere la Provincia a tenere finalmente conto delle due sentenze emesse da due diversi collegi del TAR Liguria, che hanno ribadito non solo la piena validità del Piano d’area approvato dal Consiglio provinciale il 6 agosto 2018 a conclusione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica, ma e soprattutto della gara europea del 2016 aggiudicata a Iren-Recos. Una diffida ad adempiere “ai doveri d’ufficio” è stata inoltrata al presidente della Provincia Pierluigi Peracchini, al segretario generale e al dirigente del settore ambiente dell’Ente di via Veneto. Per conoscenza – e questo è davvero un alzare il tiro – il documento è stato inoltrato alla Procura della Corte dei Conti della Liguria, ai consiglieri provinciali e all’assemblea dei sindaci dei Comuni serviti dal contratto con Iren, che hanno compiti di controllo sull’operato dell’amministrazione provinciale.
Nella diffida si richiamano i passaggi chiave dell’ultima sentenza del TAR, ma soprattutto tutti gli atti della Provincia e gli impegni assunti da Iren-Recos in sede di gara, che Peracchini dovrebbe far rispettare a tutto vantaggio dei comuni e, di riflesso, dei contribuenti spezzini.
Insomma comitati e associazioni imputano a Peracchini di non tutelare gli interessi pubblici degli spezzini, né economici, né ambientali. Iren/Recos in sede di gara e di contratto si era impegnata con la costruzione di un digestore a Boscalino a praticare ai comuni una tariffa di conferimento della Forsu di 89 euro a tonnellata. Attualmente per portare i rifiuti organici fuori provincia i comuni pagano 110 euro a tonnellata. Col progetto Saliceti ne pagherebbero 105 euro. Inoltre con la realizzazione dell’impianto a Boscalino il ciclo dei rifiuti nella nostra provincia sarebbe già chiuso da almeno tre anni. Recos si era impegnata a risanare il sito, abbattendo il vecchio forno inceneritore e bonificando l’area. Viceversa col progetto Saliceti espone a potenziale danno ambientale la falda del fiume Magra e la biodiversità del Parco sotto tutela della Comunità Europea.
“Avevamo già inviato una diffida ad adempiere al presidente Peracchini e ai dirigenti della Provincia nel dicembre 2020. E ne avevamo investito i consiglieri provinciali dell’epoca. Peracchini ha sempre evitato, anche con decisioni discutibili, che avrebbero meritato altre censure da più elevati consessi, il confronto in aula”, notano in un comunicato gli esponenti delle associazioni Cittadinanzattiva, Italia Nostra, e dei comitati Sarzana, che botta! No Biodigestore Saliceti e Acqua Bene Comune. Alla luce della seconda sentenza del TAR, che richiama il ruolo della Provincia quale titolare per legge della scelta del sito e di garante dei comuni spezzini dell’attuazione del contratto seguito alla gara europea del 2016, aggiudicata a Iren in virtù del progetto di digestore a Boscalino di Arcola, leggere che il presidente Peracchini con proprio decreto ha ingaggiato con 20.000 euro delle tasche dei contribuenti un avvocato genovese per ricorrere al Consiglio di Stato, andando contro gli interessi degli spezzini, ha segnato per i movimenti il punto di non ritorno. Un atto d’imperio, neppure condiviso con la sua maggioranza, come ha denunciato il capogruppo della Lega in Provincia Alessandro Rosson, che è suonato come un ceffone mollato da Peracchini ai territori.
“Non c’interessa fare speculazione politica – scrivono i comitati – Non c’interessa speculare se Peracchini si sia sottomesso ai voleri di Toti. Noi constatiamo che è venuto meno ai doveri del suo ruolo di far rispettare la decisione dell’Ente che presiede. In questa situazione, inoltre, il privato non mantiene gli impegni contrattuali assunti con la gara, traendone vantaggio a danno dei Comuni e quindi dei cittadini”.