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25 aprile

La forza della pace nel giorno della Liberazione

Le celebrazioni del 25 aprile tornano in presenza. Anche se la giornata si è aperta con una pioggia incessante la Spezia e il resto della provincia hanno voluto ricordare questo momento storico per tutto il paese. La mattinata si è aperta alle 10.30 al Piazzale del Marinaio, dove sono state deposte le corone al Monumento ai Caduti di tutte le Guerre “Vittoria Alata”.  Le celebrazioni sono proseguite in Via Santorre di Santarosa, con la deposizione della corona alla Lapide i “Caduti Partigiani della Colonna Giustizia e Libertà”. Le cerimonie sono proseguite verso Piazza Verdi alle lapidi apposte sul palazzo degli studi per poi concludersi al Monumento alla Resistenza ai Giardini pubblici. Sono intervenuti il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e Nicola Carozza membro del Comitato unitario della Resistenza.

“Oggi festeggiamo il 25 aprile in un contesto europeo e mondiale di eccezionale gravità – ha detto Carozza -. La pace è stata messa in pericolo e la guerra è tornata nel continente europeo. I partigiani si battevano in armi, sì, ma perché la guerra finisse e perché non ce ne fossero più. Un monito che rimane oggi di assoluta attualità. Dobbiamo far riemergere gli elementi più profondi e duraturi di quell’esperienza: la tutela della dignità della persona, il bene comune, la ricerca di uguaglianza formale e sostanziale, l’anelito alla pace, il nascente europeismo, ecc. Il passato non si può pensare e valutare se non in rapporto con il presente, con i problemi di oggi. Ecco perché oggi non possiamo non collegare la celebrazione del 25 aprile alla pace. L’art. 11 della Costituzione Repubblicana che sancisce “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” è senza dubbio figlio della lotta di liberazione. La costituzione parla di “ripudio” della guerra, in reazione alla devastante guerra fascista e nel desiderio di non trovarsi mai più in una situazione simile. E’ interessante notare che quell’articolo della costituzione non parla, a differenza di altri, di Repubblica o Stato ma di Italia intesa come comunità, come popolo…perchè la guerra ahimè è un fatto collettivo, le cui ricadute più deleterie, le vediamo anche in questi giorni a Mariupol, Kharkiv, Borodyanka, ricadono su bambini, anziani e civili inermi”.

Liberazione alla Spezia 2022

 

Da Genova l’intervento del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in occasione della Liberazione. “Siamo qui oggi a festeggiare la pace ma soprattutto festeggiamo la pace, come hanno ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la senatrice Liliana Segre, di chi non ha chinato la testa, di chi ha combattuto e di chi è morto per regalarci la libertà. Chi oggi pensa di risolvere con qualche fischio il suo disappunto per la strenua difesa dell’Ucraina contro l’invasore penso che non abbia compreso fino in fondo il significato della giornata di oggi. In questa piazza ci devono stare anche pensieri diversi ma è proprio questo che festeggiamo oggi, quella libertà per cui sono morti i nostri genitori e i nostri nonni”. Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti in occasione delle celebrazioni in piazza Matteotti per la Festa della Liberazione alla presenza anche dell’assessore alla Politiche Sociali Ilaria Cavo: “Se siamo qui a festeggiare insieme – ha aggiunto il presidente Toti -, lo dobbiamo anche a chi è sceso in piazza ascoltando le parole lette alla radio da Sandro Pertini che leggeva un comunicato in cui si chiedeva ai cittadini di riscattare il proprio onore liberandosi con le proprie forze. Credo che questo sia lo spirito con cui dobbiamo affrontare oggi la nostra giornata. W il 25 aprile, W la Repubblica. W l’Italia”.

Toti Liberazione
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