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Container, Santo Stefano rinvia le pratiche con l’obbiettivo di una posizione unitaria

Quattro le mozioni sul tema presentate in consiglio comunale. E si è parlato anche di bretella: "Se fossimo intelligenti e capaci - così la sindaca Sisti - ci siederemmo attorno a un tavolo e forse capiremmo che non serve".

Santo Stefano, consiglio comunale 21 aprile 2022

Dibattito sui container ieri nel consiglio comunale di Santo Stefano, con quattro mozioni presentate sul tema. Il confronto è partito dal testo del consigliere di opposizione Emanuele Cucchi, capogruppo di Uniti per cambiare. “La situazione container è difficile e negli ultimi tempi si è aggravata nella zona più vicina alle aree residenziali – ha affermato –. Le altre mozioni presentate le condivido in linea di principio, ma la mia intende dare già una risposta chiara a un problema urgente, a tutela soprattutto dei residenti”. Le altre tre mozioni, presentate congiuntamente dal capogruppo di maggioranza Niccolò Menconi e dalla consigliera di maggioranza Eva Battistini, chiedevano all’amministrazione l’impegno per una “verifica procedurale” per “istituire un regolamento comunale specifico sull’area retroportuale”; secondo punto, “inserire norme che vadano a regolamentare la distanza minima tra le proprietà e le pile dei container” più la realizzazione di “interventi di mitigazione dell’impatto acustico e visivo”, e, terzo punto, “inserire nel regolamento di polizia urbana la possibilità di effettuare elevate sanzioni amministrative in caso di mancato rispetto delle regole stabilite dal Piano urbanistico comunale sulle altezze consentite alle pile dei container”.

“Lo stoccaggio e il deposito dei container è una attività importante che nessuno vuole impedire, ma altrettanto importante è porre dei limiti per garantire gli interessi dei residenti, il diritto all’aria, alla luce, a godere del paesaggio”, ha proseguito Cucchi, illustrando poi i limiti proposti dalla sua mozione, elaborati, ha spiegato il capogruppo, sulla base di altri regolamenti, quale quello dell’area retroportuale di Carrara. “Altezza massima delle pile dei container – ha illustrato il consigliere – 10 metri, quindi circa 4 contenitori; oggi il Puc prevede 12 metri. Poi, distanza minima dal confine con le aree comunali, come le strade, le residenze private, pari a 10 metri; oggi vedo file di container a ridosso delle strade, e sono vuoti, col vento potrebbero cadere, c’è quindi anche un problema di sicurezza; e ancora, prevedere aree verdi con alberi ad alto fusto, per mitigare gli impatti, tra aree container e residenze private; e sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme. Queste non sono verità assolute, se ne può discutere, ma quel che è certo è che occorre una regolamentazione”. Cucchi ha altresì ricordato “che lo scorso anno Bolano con una delibera ha detto no alla possibilità di sovrapporre container sul suo territorio. Santo Stefano chiaramente questo non può farlo, le nostre aree sono già destinate a container e capisco l’importanza di uno sfruttamento in questo senso, ma è un segnale, perché se a Bolano non andranno container, verrà sempre più sfruttata la nostra area”. “Come hanno capito che sarà realizzato il ponte tra Santo Stefano e Ceparana, i Comuni di Bolano, Follo e Vezzano hanno posto il limite di 4 metri alle pile dei container, ci hanno fregato”, ha proseguito il collega di gruppo Silvio Ratti, aggiungendo, in merito al piazzale liberato per il futuro insediamento Amazon (che, come emerso in consiglio ieri, dovrebbe inaugurare nella primavera 2023), che “la proprietà Spinelli, spostando i container da una parte all’altra, ha limitato lo spazio di caricamento e scaricamento dei contenitori, così spesso la strada è bloccata dai camion in attesa, con file che arrivano fino al deposito Maris”.

“Bolano ha sentito l’arrivo della bretella e si è parato, ma al contempo della bretella è tra i più grandi promotori: vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, mentre noi a Santo Stefano restiamo con il lumino in mano”, così la consigliera Eva Battistini, che ha annunciato astensione sulla mozione di Cucchi (“condivisibile in linea di principio”), spiegando però che “la mozione che abbiamo presentato come maggioranza a proposito delle distanze fornisce un indirizzo politico: saranno poi gli uffici a dirci quali valori siano più idonei. Sulle altezze, in linea di principio, ci metterei la firma per avere pile di non oltre dieci metri, ma sappiamo bene che già l’attuale regola dei 12 metri non è rispettata; la nostra mozione vuole che la si rispetti, immaginando l’introduzione di sanzioni in caso contrario”. E in merito alla questione regolamento, Battistini ha detto che “un ragionamento in merito non sarebbe limitato alla questione container, ma andrebbe ad affrontare anche temi quali la Zona logistica speciale, l’igiene urbana, l’inquinamento, il risparmio energetico”.
“Bolano, fiutando il possibile arrivo di container, ha deciso di tutelarsi – così il capogruppo di maggioranza Niccolò Menconi -. La nostra è una situazione diversa, esistente da anni. Ad ogni modo un regolamento è necessario, anche alla luce del progetto di sviluppo del retroporto che si vuole portare avanti nei prossimi anni: senza regole si rischia di avere una cosa selvaggia. L’auspicio è che l’area Spinelli, quella che dà più problemi ai residenti, vada nel senso della logistica, permettendo di togliere container”.

“Qui – così la sindaca Sisti – nessuno non è consapevole delle difficoltà esistenti, resesi evidenti con gli spostamenti nell’area Spinelli. Ma il tema, e lo ho chiesto alla maggioranza, è non fare promesse né prendere impegni che non si possono mantenere. Come ci salviamo quindi? Continuando con una politica di collaborazione con gli attori del sistema portuale e portando avanti i nostri studi, in modo che l’area della proprietà Spinelli ora dedicata a container diventi interessante per l’insediamento di un hub Fincantieri: a quel punto i container sparirebbero”. La prima cittadina ha quindi proseguito: “Il retroporto è una ricchezza, ma è cresciuto in modo disordinato. Di qui gli incarichi al Cieli, che continuerà a lavorare per atti propedeutici alla revisione del piano regolatore dell’area retroportuale, con l’obbiettivo di arrivare a una organizzazione e uno sviluppo diversi, guardando all’interporto”. E sulle altezze delle pile di container, “il nostro legale ci dice che ad oggi tutto quello che possiamo fare è debole. Non mi sento quindi di garantire che è possibile fare un atto, su cui qualcuno sicuramente aprirà un contenzioso, con cui abbassare le pile dei container. Certo, sarebbe facile fare un’ordinanza e poi mandare gli agenti a verificare per tre giorni quanti container ci sono: ma sarebbe una presa in giro. Un regolamento non si può fare domani, ma questo non vuol dire che non avremo una posizione dura con Spinelli. Quel che occorre fare, ed è quanto propongono le mozioni della maggioranza, è elaborare un percorso di accompagnamento verso una trasformazione che arrivi anche a un regolamento, il tutto dentro una revisione del Puc che arriverà subito dopo il completamento degli studi del Cieli”.
Quindi il tasto ponte: “I bolanesi mi fanno un po’ arrabbiare. Fare la lotta per il ponte Santo Stefano-Ceparana senza interessarsi di cosa succede in territorio santostefanese è miope e contro i tuoi conterranei. Io non sono contro le grandi opere, e capisco che la viabilità di Bolano, Follo e Vezzano è un po’ sacrificata – tema però superabile con le rampe -, ma se fossimo intelligenti e capaci ci siederemmo attorno a un tavolo e forse capiremmo che il ponte non serve; ma non si riesce ad aprire la discussione, perché i bolanesi sono convinti sia l’opera delle opere. E di un’opera come il ponte si deve prendere sia il buono, sia un po’ di cattivo, fermo restando che se noi sul territorio abbiamo i container, Bolano non è che non abbia niente, ha la zona industriale”.

“Non ho presentato personalmente mozioni vedendo che la stessa maggioranza ne aveva avanzate con l’intento di risolvere questi problemi, che sono trasversali. Le mozioni di maggioranza e opposizione sono quasi speculari e le voterò favorevolmente”, ha affermato il capogruppo di Salute e ambiente, Luciano Mondini. E nel successivo intervento l’assessore all’Ambiente Gionni Giannarelli ha osservato che “riuscire a esprimersi unitarimente avrebbe forza maggiore, valutiamo questa possibilità”. Una ipotesi a cui ha favorevolmente replicato la consigliera Eva Battistini, suggerendo un percorso di approfondimento in commissione. Quindi la sindaca Sisti ha proposto, raccogliendo l’unanime consenso dell’assemblea, di sospendere discussione e votazione sui quattro testi, rimandandoli alla prossima seduta; in mezzo, appunto, le varie forze consiliari lavoreranno a un testo unitario.

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