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Mercoledì sera in consiglio comunale

Palmaria, l’opposizione chiede la sospensione della proposta di aggiornamento del Piano del Parco

L’opposizione consiliare di Porto Venere alza le difese rispetto alla proposta di aggiornamento del Piano del Parco regionale da parte dell’amministrazione comunale e lo fa con un ordine del giorno contenente una proposta di sospensione della pratica e l’individuazione di percorsi alternativi.
Secondo i quattro esponenti del centrosinistra, Saul Carassale, Francesca Sacconi, Fabio Carassale e Franco Talevi, esistono infatti “diverse condizioni pregiudiziali ad un corretto aggiornamento del Piano approvato dalla Regione Liguria con D.C.R. n. 38 del 11/10/2007”.
I tre punti sono elencati nell’ordine del giorno che la minoranza ha presentato in vista della seduta di Consiglio comunale delle 21 di questa sera, che si presenta particolarmente bollente.

Il primo è la “mancata approvazione/attuazione dei piani di gestione delle aree SIC (D.G.R. n. 537/2017)”, il secondo è la “mancata valutazione nella sua interezza del territorio ricadente in area parco/zone contigue e del suo rapporto con il restante territorio comunale” e il terzo è il “vizio pregiudiziale derivante dal non condiviso percorso precedentemente impostato riguardante Protocollo di Intesa e Masterplan”.
L’opposizione sostiene “che, in seguito alla D.G.R. n. 537/2017 è divenuto obbligatorio predisporre/aggiornare i piani di gestione dei siti SIC da integrarsi con il Piano del Parco, obbligo dal quale sono infatti scaturiti gli incarichi esterni a società del settore per le necessarie elaborazioni”, che peraltro “pare siano anche da tempo pervenute all’Ente ma evidentemente rimaste chiuse in un cassetto”.

Il centrosinistra fa inoltre notare che “un aggiornamento del Piano del Parco, a quindici anni dalla sua approvazione avrebbe dovuto partire da un aggiornamento dell’analisi sullo stato ambientale e sugli effetti della pianificazione stessa peraltro da estendersi quantomeno a tutto il territorio interessato dall’area parco se non addirittura all’intero territorio comunale”. “Limitare la valutazione alla sola Isola Palmaria – proseguono i quattro consiglieri – evidenzia ancora di più il rapporto tra la presente proposta di aggiornamento e il percorso non condiviso originato dagli obblighi pattuiti con il Protocollo di Intesa di cessione dei beni demaniali e la conseguente redazione del Masterplan riconducendo di fatto questa proposta ad un mero assoggettamento del Piano del Parco ai desiderata del Masterplan, ribaltando nei fatti la gerarchia pianificatoria/urbanistica/ambientale che prevede che il Piano del Parco sia sovraordinato alle pianificazioni urbanistiche”.

L’opposizione chiede ancora che i beni militari acquisiti siano considerati come “NUSA – nuclei storico archeologici”, sottraendoli alla precedente generica visione di “ASS – aree e strutture di servizio”, e rimarca la centralità urbanistica del Terrizzo e delle costruzioni presenti “a garanzia dell’unica ed evidente, dal punto vista funzionale e logistico, “ASS – aree e strutture di servizio”, nella quale dovrebbero trovare posto tutti i servizi pubblici dell’Isola, in primis garantendo le funzioni sociali, di accessibilità e di primo soccorso”.
Viene proposto l’inserimento di tutti gli altri fabbricati pervenuti dal Demanio e che non conservano elementi storico/architettonici di pregio in un nuovo piano complessivo volto alla residenzialità permanente del territorio attraverso interventi diretti e/o tramite gli strumenti disponibili, in modo da garantire il mantenimento di una comunità sull’Isola Palmaria, e con essa i servizi primari necessari e correlati, con funzione prioritaria di
presidio e salvaguardia ambientale.
“Ribadendo la necessità di mantenere le funzioni pubbliche già presenti nel Forte Umberto I e nel CEA – Centro di Educazione Ambientale, già frutto di importanti recuperi e restauri finanziati con denaro pubblico, auspicando la ripresa delle attività storicamente praticate proprio in funzione di studio e salvaguardia ambientale delle aree SIC e parco (ad es. inanellamento uccelli – Associazione LIPU) e manifestando un forte diniego al progetto recentemente approvato per la zona del Carlo Alberto che snatura completamente un sito di grande valore naturalistico data la presenza di molte specie tutelate dall’area SIC che in questi decenni hanno magistralmente naturalizzato l’intero areale di cava”, la minoranza consiliare chiede dunque la sospensione dell’aggiornamento del Piano del Parco e ne propone una revisione.

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