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Rete rinascita Vallegrande: “Il prossimo sindaco apra un tavolo con Enel per la bonifica”

"Come rete unitaria riteniamo di aver contribuito ad ottenere le condizioni perché la chiusura della centrale rappresenti l'opportunità di rilancio non solo della qualità ambientale, ma anche per la creazione di nuove soluzioni e destinazioni produttive che includano anche le energie sostenibili di cui anche il conflitto in corso ha evidenziato la necessità e l'urgenza".

Centrale Enel

Come rete per la rinascita dell’area di Vallegrande riteniamo di aver ottenuto un risultato importante del nostro percorso con la definitiva chiusura della centrale a carbone della Spezia. Per fortuna, anche grazie alla battaglia fatta in questi mesi ed alle contingenze politiche economiche e sociali, è stata scongiurata anche l’ipotesi di una riapertura del carbone come qualcuno paventava, sulla base dei problemi creati dal conflitto in Ucraina. Nello stesso tempo l’ipotesi della costruzione di una nuova centrale a turbogas si sta allontanando, anche per la decisione di Enel di non partecipare alle aste dei prossimi anni del capacity market.

Chiediamo con forza alla Regione Liguria di esprimersi, attraverso una delibera da fare subito, per il No all’intesa sulla centrale a gas, così come chiesto all’unanimità dal consiglio regionale. Oggi resta dunque aperta la questione della bonifica e della riconversione di quell’area che, anche per le sue caratteristiche logistiche, essendo collegata sia al mare, che alla ferrovia, che all’autostrada, può risultare assai appetibile. Ciò sia con il recupero di spazi boschivi e verdi per garantire il fondamentale contributo dell’area alla rete ecologica della città, sia per una destinazione produttiva alternativa che sia coerente con la necessaria transizione ecologica.

Enel, dopo sessant’anni di servitù che la città ha subito, dovrà concorrere a questo scopo e perciò auspichiamo che i candidati a sindaco, e soprattutto chi sarà eletto per il prossimo quinquennio, garantisca la rapida attivazione del famoso tavolo di concertazione con tutti gli enti, le forze sociali e produttive e le forze sindacali e della partecipazione. Un tavolo necessario per discutere il destino di quell’area che può e deve rappresentare un’opportunità, anche per salvaguardare i posti di lavoro esistenti, ma anche per crearne di nuovi puliti e sostenibili.

Lavoro nuovo dunque, come abbiamo detto in occasione del nostro convegno del 18 dicembre 2021, che ha visto dichiarazioni unitarie di tutte le forze politiche, dei consiglieri comunali, regionali e dei parlamentari oltre che dei sindaci della Spezia e di Arcola che sono i più direttamente coinvolti dalla presenza della centrale. Come rete unitaria riteniamo di aver contribuito ad ottenere le condizioni perché la chiusura della centrale rappresenti l’opportunità di rilancio non solo della qualità ambientale, ma anche per la creazione di nuove soluzioni e destinazioni produttive che includano anche le energie sostenibili di cui anche il conflitto in corso ha evidenziato la necessità e l’urgenza.

Per tutto questo riteniamo di avere titolo, insieme alle associazioni ambientaliste e alle forze del volontariato e della partecipazione, per essere anche nel prossimo futuro protagonisti e interlocutori rispetto ai progetti che il tavolo dovrà elaborare e presentare ai cittadini tutti.

 

Rete rinascita Vallegrande

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