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Nautica, le imprese chiedono spazi. Toti: "Marina, aprirsi è necessità e dovere" - Citta della Spezia
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Nautica, le imprese chiedono spazi. Toti: “Marina, aprirsi è necessità e dovere”

Se ne è parlato nel corso del convegno 'La Spezia, la nautica, il mare: presente e futuro'. Il sindaco Peracchini: "Qualcosa bisogna fare, così non si può stare, anche perché solo la base navale sono 95 ettari, più della stessa città".

Convegno La Spezia, la nautica, il mare: presente e futuro, parlano le imprese

Tra i grandi temi affrontati ieri a Porto Lotti al convegno La Spezia, la nautica, il mare: presente e futuro, moderato da Nicola Porro, il bisogno di spazi dei cantieri della nautica e la formazione. Aspetti tutt’altro che slegati e dei quali si è diffusamente parlato anche nel terzo e ultimo talk della giornata, che ha visto intervenire, oltre agli attori istituzionali, i rappresentanti delle imprese del territorio.

In apertura, Saverio Cecchi, presidente di Confindustria Nautica, ha descritto i lineamenti di un comparto in salute: “Il settore dal 2015 al 2019 ha fatto registrare una crescita a due cifre. Nel 2020 ha tenuto nonostante la pandemia, mantenendo il fatturato del 2019, e nel 2021 è cresciuto di oltre il 25 per cento, per un fatturato vicino ai 6 miliardi, cioè il record toccato nel 2008. L’Italia è leader mondiale per quanto riguarda superyacht, unità pneumatiche, accessori, componentistica. E nel 2022, su mille imbarcazioni realizzati al mondo, oltre 500 vengono fatte in Italia. Siamo i primi al mondo perché abbiamo la migliore manodopera specializzata, i miglior imprenditori, manager, designer. Ma perché il nostro prodotto continui ad essere apprezzato dobbiamo tenere alta l’asticella. Ora c’è il problema che risulta difficile trovare elettricisti, idraulici, carpentieri, verniciatori, tappezzieri, che sono la nostra forza. Bisogna quindi intervenire, fare incontri nelle scuole, con le famiglie. I genitori vogliono tutti che i figli vadano al liceo o diventino calciatori, ma bisogna far capire che un buon elettricista o un buon idraulico guadagnano bene”. L’aspetto della formazione è stato affrontato anche da Mario Gerini, presidente Confindustria La Spezia, che ha parlato “del delicato risvolto della reperibilità di personale qualificato. L’aspetto della formazione è fondamentale. Dobbiamo riconoscere che abbiamo talvolta difficoltà ad avere il numero di iscritti ai corsi degli enti di formazione. Bisognerebbe fare arrivare il messaggio alle famiglie. Abbiamo l’impressione ci siano aspettative di grossi risultati attraverso l’iscrizione a facoltà universitarie probabilmente non alla portata di tutti. Perché oggi l’idea è questa, ci si iscrive all’università indipendentemente dalle capacità”.

“Per i ragazzi servono officine dove possono imparare a usare il tornio o diventare idraulici, elettricisti. E per le officine servono spazi- ha detto Massimo Perotti, presidente esecutivo Sanlorenzo -. Ho incontrato il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Mario Sommariva, ed è stato di grande aiuto, mettendo a disposizione tutto quello che poteva; viceversa da Marina e sindaco Peracchini abbiamo avuto un po’ meno aiuto, non per mancanza di volontà, ma per un problema di regole, di istituzioni che si devono mettere d’accordo. Perciò faccio qui un appello perché si provi a fare un tavolo pubblico-privato, uno sforzo per trovare gli spazi per le officine, dove formare, idraulici, elettricisti. Anche con l’aiuto dell’Arsenale che ha tante aree che forse possono essere messe a disposizione. E di spazi c’è bisogno anche per il refitting: potrebbe essere fatto in Italia, ma la maggior parte è a Barcellona e Marsiglia. In quest’ottica penso ancora all’Arsenale, che ha ampi spazi in acque ferme. Possono essere dati ai cantieri, naturalmente con condizioni economiche di ritorno, nessuno vuole le cose gratis”. Di spazi per l’impresa nautica nelle aree militari ha parlato anche Alberto Galassi, Ad Ferretti, fresca di quotazione alla Borsa di Hong Kong: “Cosa ha fatto il sindaco Brugnaro a Venezia? Sostanzialmente ha reso agibile l’Arsenale. Qua invece la Marina è stata un po’ più rigida. Capisco che parliamo di un’area più strategica rispetto a Venezia, ma uno spazio per un utilizzo duale c’è, senza impedire le priorità e le legittime esigenze della Difesa. Il potenziale è enorme”.

“Questo territorio ha nel suo dna la costruzione navale, ma ora, nel momento del passaggio generazionale, c’è il rischio che questa manualità si perda. Bisogna quindi trovare spazi e modalità perché i giovani possano accedere con più preparazione al mondo della cantieristica. La politica apra maggiormente gli occhi verso il settore”, ha aggiunto di Diego Michele Deprati, Ad Baglietto. Della necessità di spazi ha parlato anche Marco Agnese dei Cantieri Navali di La Spezia, che si occupa esclusivamente di refitting. “Per la formazione ci vuole la pratica, niente è come l’esperienza sul campo”, ha osservato, rilevando altresì che “la mancanza di spazi porta a dover respingere parte della domanda”. Luca Maggiolo, direttore dello stabilimento Fincantieri Muggiano, ha evidenziato “la difficoltà ad aver risorse qualificate”, affermando che “occorre lavorare per far percepire ai nostri figli che quello dei cantieri navali è un bel mestiere e va valorizzato. Il Miglio blu deve diventare una forza attrattiva che invogli i giovani a diventare operai specializzati, ingegneri, supervisori di produzione, figure che oggi non hanno grande appeal”. Fronte imprese intervenuti anche Filippo Menchelli, presidente The Italian Sea Group, arrivato a Spezia in seguito all’acquisizione di Perini Navi: “Sposiamo a pieno titolo l’idea del distretto nautico. Entriamo nel Miglio Blu, un progetto che se applicato nella realtà può dare davvero grandissime soddisfazioni”. Quindi Aldo Manna, partner e sales director di Antonini Navi, nata due anni fa con l’obbiettivo di rivolgersi a “una nicchia di ricchi che non vogliono obbligatoriamente vivere il mare a cinque stelle, ma vogliono anche navigare, spostarsi; quindi immaginiamo unità molto funzionali”.

Poi l’intervento del sindaco Pierluigi Peracchini. “Mettere in piedi il ragionamento che fa razionalmente Perotti è impossibile per questioni parlamentari e normative, perché le norme non si adeguano al mercato con la stessa velocità dell’impresa. Ma noi faremo tutto il possibile e il Miglio blu intente mettere tutti assieme, per un lavoro sinergico che cerca di semplificare la vita a chi fa impresa. E sono convinto che la Marina militare, pur mantenendo le sue priorità e riserve sulla base navale, su progetti seri sicuramente ci ascolterà. Ci sono tante aree fuori dall’arsenale, occorre fare un ragionamento strategico: se servono tutte allora facciamo un ragionamento diverso che guardi dentro l’arsenale, perché spazio ce n’è; oppure vedere se si può portare tutto dentro l’arsenale e liberare aree fuori. Ma qualcosa bisogna fare, così non si può stare, anche perché solo la base navale sono 95 ettari, più della stessa città”. Quindi il presidente Giovanni Toti: “Da parte della Marina militare – ha detto – c’è volontà di collaborare. E credo sia non solo una necessità, ma anche un dovere di aprirsi da parte della Marina, perché un grande marchio e un pezzo di tradizione del Paese”. E a proposito di spazi per la formazione e di rappresentanza, il presidente ha delineato la possibilità di individuarne all’interno del Sant’Andrea quando all’ospedale si libereranno spazi in seguito alla realizzazione del nuovo Felettino.

Qua sotto il video integrale dell’evento, moderato da Nicola Porro, con tutti gli interventi dei protagonisti, qua riportati limitatamente alla questione spazi e formazione.

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