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Anpi: "No a escalation militare". Toti: "Doveroso combattere" - Citta della Spezia
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Anpi: “No a escalation militare”. Toti: “Doveroso combattere”

Lo scambio tra il presidente e l'associazione.

Manifestazione pro Ucraina davanti alla Regione Liguria

Botta e risposta tra Anpi e Toti sulla guerra in Ucraina. “Leggo sui giornali tante, troppe dichiarazioni, o sussurri a mezza bocca, contro la fornitura di armi ai combattenti ucraini che difendono il loro Paese e contro l’aumento delle spese militari per accrescere la capacità di difesa del nostro continente e delle nostre democrazie. Chi si dice contrario si appresta, di qui a tre settimane, a celebrare, con tutta la retorica del caso, il 25 aprile, la nostra Liberazione. Una Liberazione conquistata armi in pugno dai nostri nonni e bisnonni, con armi lanciate dagli aerei inglesi e americani. Lo dico da Genova, città medaglia d’oro per essersi liberata con le proprie forze e con le armi. Attenti amici del “né né”, della neutralità e del pacifismo un po’ peloso: sul fronte di Kiev si combatte per la libertà di una nazione, ma anche per la salvaguardia di un po’ di coerenza”, ha scritto due giorni fa sulla sua pagina Facebook il presidente di Regione Liguria, concetti poi ribaditi in un’intervista a La Repubblica.

“Caro presidente Toti – la replica delle quattro Anpi provinciali liguri -, non c’è prima di tutto alcuna retorica nel celebrare la Liberazione. Anpi (e tutte e tutti coloro che si riconoscono nei valori costituzionali) ricordano ogni 25 aprile la fine di un regime liberticida e violento che portò gli italiani in guerra. Essere accanto alla popolazione ucraina, come siamo e saremo anche promuovendo e sollecitando la solidarietà degli italiani, riconoscendo il diritto alla difesa degli aggrediti e condannando l’invasione russa, è una certezza ripetuta più volte in questi giorni del congresso nazionale Anpi a Riccione. Nessuna equidistanza, nessuna scusante: solo, come ha detto anche Papa Francesco, il no ad un’escalation militare e, invece, la richiesta di premere perché l’Europa, l’Onu, la diplomazia facciano ogni cosa per evitare l’innescarsi di un conflitto mondiale che potrebbe comportare anche il rischio nucleare. Il resto, i sospetti, le accuse, sono solo una vergognosa strumentalizzazione da una parte politica che, invece, nella Russia sovranista e nazionalista di Putin ha avuto amicizie e sostegni”.

Quindi un nuovo intervento del presidente Toti: “Con buona pace di chi ritiene di rappresentare i partigiani e i valori della Resistenza, la storia è una e una sola: di fronte alla prevaricazione, alla negazione dei diritti, alle invasioni, c’è un momento in cui il ricorso alle armi non solo è legittimo, ma doveroso. Cosa avrebbe sostenuto ANPI nei giorni precedenti al 25 aprile del 1945? Avrebbe forse sostenuto che gli americani facevano male a fornire armi ai nostri combattenti per la libertà? Avrebbe forse chiesto ai partigiani di non scendere dalle montagne, di non combattere?.Non credo sarebbe stato quello il messaggio, come nessuno allora avrebbe mai pensato che era meglio lasciare le città nelle mani degli occupanti nazisti anziché combattere per la libertà. Combattere! È chiara la parola? Perché ci sono valori e situazioni per le quali combattere è non solo lecito ma doveroso. Lo ripetiamo ogni 25 aprile, quando deponiamo corone di alloro per celebrare chi è morto combattendo, non chi riteneva che, anziché battersi, era meglio cedere all’invasore. Qualcuno sostiene oggi che non vi siano più valori per i quali è giusto combattere? E se ancora esistono, una invasione non è motivo sufficiente per battersi con le armi? Io credo solo che vi sia una ipocrisia di fondo in chi non ha il coraggio di ammettere che le democrazie occidentali, guidate dagli Stati Uniti, furono allora e sono oggi dalla parte giusta della storia. E per favore lasciamo in pace Papa Francesco, che fa il suo dovere. La chiesa rappresenta un magistero morale. Il Vangelo predica di offrire l’altra guancia. Ma tutti sanno che, se avessimo offerto l’altra guancia nel 1945, oggi l’Europa non sarebbe un continente libero. Vogliamo smetterla con l’ipocrisia e dire che vi sono momenti e luoghi in cui usare le armi non è solo legittimo, è un dovere civile e morale? L’Ucraina è uno dei quei luoghi. Oggi è uno di quei momenti”.

In risposta, Massimo Bisca, coordinatore di Anpi Liguria e membro del Comitato nazionale dell’associazione, ha dichiarato ad Adnkronos che Toti “dovrebbe leggersi la storia, non quella che si inventa quando fa riferimento alla guerra di Liberazione. Noi allora eravamo cobelligeranti”, sottolineando: “Io, da laico, sono d’accordo con Papa Francesco, ma qualcuno che va a messa tutte le domeniche, anche in campagna elettorale, può darsi che non capisca cosa dice il Papa” e aggiungendo che “Le sezioni dell’Anpi, oltre ad aver organizzato manifestazioni, stanno raccogliendo aiuti per le popolazioni dell’Ucraina”.

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