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Emergenza Ucraina, stangate sulle bollette e sfratti. I Servizi sociali sommersi dalle richieste

L'assessore Giorgi e la dirigente Branchini: "Servono interventi straordinari del governo".

Comune della Spezia

Sono 72 le persone che solo nella giornata di giovedì le persone che si sono rivolte all’infopoit messo a disposizione da Regione Liguria per l’accoglienza dei profughi ucraini. Quarantuno sono under 18. Persone per le quali tutte le istituzioni sono al lavoro per l’accoglienza, per 24 minorenni sono già partite le pratiche per l’inserimento scolastico. E oltre ai servizi già messi in essere martedì si terrà un nuovo incontro assieme ai Servizi sociali, del Comune della Spezia e al terzo settore. Infine sono già tante le famiglie che hanno espresso la volontà di diventare affidatarie e accogliere i minori non accompagnati. E’ quanto emerso dalla commissione congiunta che si è tenuta nel pomeriggio di ieri sul tema accoglienza nel corso della quale è stata rimarcata la solidarietà nei confronti di chi scappa dalla guerra.
Un’emergenza in tutti i sensi che si sommano con quelle del territorio segnato dal caro bollette. La discussione è stata pacata e volta ad approfondire il tema. Gli aspetti principali sono stati sottolineati dall’assessore Giulia Giorgi e dalla coordinatrice dei Servizi sociali Stefania Branchini.
L’assessore ha elencato tutti i servizi in essere, i dati e alcuni spigoli da smussare tra questi, le vaccinazioni. “Non sono di nostra diretta competenza, Asl 5 lavora anche con medici ucraini per facilitare la comunicazione. Alcune persone hanno la prima dose, altre Spuntnik. C’è molto da lavorare anche per le vaccinazioni non Covid per i minori che andranno a scuola”. Giorgi ha anche sottolineato: “Noi al momento stiamo gestendo solo con misure ordinare ma ne servirebbero di straordinarie”.
Il tema dell’accoglienza dei cittadini ucraini si lega anche a quello delle famiglie affidatarie: “In tanti hanno espresso questa richiesta e al momento non ci sono circostanze di minori non accompagnati – hanno sottolineato Giorgi e Branchini -. Sarà comunque importante continuare a ricevere disponibilità sulle potenziali famiglie affidatarie perché anche altri minori, non ucraini, che vivono queste condizioni ma non ci sono risposte”. La situazione è in continuo cambiamento ad esempio per gli alloggi, è aperto un confronto con Arte regionale.

Il punto fatto dalla dirigente Stefania Branchini ha messo in evidenza una serie di situazioni delicatissime che riguardano anche gli spezzini e ha ribadito: “Serve un intervento nazionale, una gestione ordinaria rischia di non essere più sufficiente“. La dirigente ha spiegato che nell’ultimo periodo con l’arrivo della stangata delle bollette gli uffici sono stati sommersi di nuove richieste: “Abbiamo avuto contatti con famiglie che prima non necessitavano dei nostri servizi. Ce ne sono tante altre che rischiano lo sfratto. Abbiamo dovuto dare appuntamenti a tre settimane. Siamo in presenza di continue emergenze che si sommano“.

 

Clicca il video per rivedere la versione integrale della commissione

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