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Pandemia e guerra in ucraina

Tamponi di fronte alla Questura per i profughi ucraini

Sono sette i positivi già rilevati tra chi scappa dalla guerra, ma ci sono anche malati oncologici e cardiopatici. ”Non è generalmente facile fargli accettare di fare il vaccino e spesso rifiutano anche il tampone”, spiega la direttrice Asl5 Massei. L’appello della prefetta Inversini: “È fondamentale che chi ospita i profughi lo dichiari immediatamente”.

Massei, Fargnoli, Inversini, Peccenini
Un tampone direttamente davanti alla questura per i profughi dell’Ucraina. Uno stand opportunamente dedicato sarà installato di fronte all’edificio di Viale Italia da Asl 5 a partire dalla settimana ventura, per intercettare il flusso di stranieri che vengono ad effettuare la dichiarazione di presenza. “È fondamentale che chi ospita i profughi lo dichiari immediatamente”, l’appello della prefetta Maria Luisa Inversini, che oggi nell’auditorium dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure orientale, ha riunito gli amministratori della provincia per aggiornarli sulle procedure relative alla gestione d’emergenza umanitaria.
La prefetta Inversini col dottor Fargnoli

Sono 110 le persone accolte ad oggi, quasi tutti donne e bambini, molte ospitate presso parenti già presenti in Italia. “Si presentano già insieme ad ucraini presenti in provincia, quindi hanno alloggio, e chi può fare da interprete – dice Gianluca Fargnoli, responsabile dell’ufficio immigrazione della questura -. Il sistema ha ben funzionato fino ad oggi“. Il presidio sanitario servirà soprattutto ad accorciare i tempi. “Abbiamo già svolto triage clinici e identificato alcuni malati oncologici, cardiopatici e persone in attesa di intervento chirurgico, che hanno bisogno di medicinali – ha spiegato la direttrice sociosanitaria di Asl5, Maria Alessandra Massei -. La maggior parte non è vaccinata, sono sette i positivi rilevato ad oggi. Due sono al Mazzini da asintomatici. Purtroppo non è generalmente facile fargli accettare di fare il vaccino e spesso rifiutano anche il tampone”.

Massei, Fargnoli, Inversini, Peccenini

In vista di un aumento del flusso in arrivo, un’area dell’ex Fitram, l’hub vaccinale del comune capoluogo, verrà adibita ad ambulatorio, per svolgere visite mediche e vaccinazione. L’Azienda sanitaria locale ha oltretutto disponibilità di personale che parla lingua ucraina e, in generale, molti dei profughi parlano inglese. “Il sistema scolastico ha avviato due censimenti presso le scuole statali per capire quando sono i posti disponibili – ha spiegato Roberto Peccenini, responsabile provinciale dell’ufficio scolastico -. Le scuole del capoluogo sono piuttosto sature, mentre nei territori periferici non ci sono problemi. Tutti i minori hanno il diritto di frequentare la scuola secondo il Testo unico sull’immigrazione. Può esserci una verifica sul livello di scolarizzazione prima dell’inserimento in classe, solitamente corrispondente all’età dell’alunno”.

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