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La spezia cenerentola della liguria

Niente tavolo tecnico per la sanità, la maggioranza: “Non serve a niente, c’è la commissione”

La proposta del consigliere Vaira è stata bocciata dalle forze di maggioranza che hanno controbattutto con un ordine del giorno: "Viviamo una situazione insostenibile, con dati ufficiali non smentibili. In provincia ci sono il 30% di operatori in meno rispetto alla media ligure, con un negativo di cinquanta medici soltanto in ospedale". Cenerini: "I soliti inutili tavoli della sinistra, ci sono già gli strumenti". Il dibattito in consiglio comunale.

Chiamato ad esprimersi sulla necessità di istitutire un tavolo tecnico dedicato alla sanità, il consiglio comunale ha deliberato le proprie decisioni. La mozione, presentata dal consgliere comunale ed ex medico Franco Vaira, voleva impegnare il parlamentino di Piazza Europa a istituire uno strumento permanente specializzato sui temi sanitari, in un periodo delicatissimo come quello della pandemia che non ha fatto che aggravare la già estrema situazione che ogni giorno i cittadini sono obbligati a vivere. Dopo una discussione di quasi tre ore la mozione sarà però respinta, mentre invece passerà l’ordine del giorno presentato dal centrodestra, con primo firmatario il capogruppo Marco Frascatore con 21 voti favorevoli e dieci contrari.
Franco Vaira
La mozione di Vaira e l’ordine del giorno della maggioranza. “Viviamo una situazione insostenibile, con dati ufficiali non smentibili. In provincia ci sono il 30% di operatori in meno rispetto alla media ligure, con un negativo di cinquanta medici soltanto in ospedale. Nel 2019 gli infermieri erano 1063, oggi sono 1024 e siamo passati da 510 a 420 posti letto. E poi le dimissioni in serie di medici validissimi, una lista lunghissima. C’è anche chi si è sospeso per protesta, perché ritiene indegna la decisione della Regione di abbassare a 20 minuti il tempo di visita per persona: una scorciatoia indegna, che non guarda alla qualità del servizio. E che dire delle cooperative private che coprono turni notturni nei padiglioni di ostetricia e ginecologia? Mi chiedo come possa un privato a gettone integrarsi in una struttura complessa come quella ospedaliere. Alisa d’altro canto sta spostando il grosso del contributo economico (parliamo del 95%) per esternalizzare le prestazioni: non si assume e si garantisce ai privati una fetta consistente di fondi. In questa Asl assistiamo a pochi concorsi pubblici e spesso i posti sono con contratto a tempo determinato. Si aggiunga lo scarso appeal della nostra sanità, costretta a lavorare in strutture obsolete e disorganizzazione.. Ecco perché si fugge altrove ed ecco perché chiudono i reparti. Abbiamo 30mila radiografie arretrate, altri primari se ne stanno andando e il Sant’Andrea crolla. E’ un disastro ma l’Asl ha preso coscienza di tutto questo?”, si chiede Vaira nella sua lungo e appassionata arringa di presentazione. “Una grave e ormai cronica carenza di personale sanitario ospedaliero, in particolare di medici e infermieri, all’interno dell’Asl5 Spezzino – si legge nel testo presentato dal consigliere di Avantinsieme -. Anche i responsabili dell’azienda confermano che nella provincia spezzina, il personale è ridotto di circa il 30% rispetto alla media regionale. Ora, constatato che la dirigenza dell’Asl non sembra in grado di risolvere i problemi posti dai nostri medici e infermieri e preoccupato per il fatto che gli operatori hanno denunciato una situazione di perdurante stanchezza fisica e psicologica, chiediamo al sindaco di formalizzare un tavolo tecnico-politico allo scopo di affrontare nel dettaglio le criticità della sanità spezzina e proporre le iniziative che verranno ritenute idonee per migliorare lo stato delle cose. Un tavolo composto da sindaco, capigruppo delle forze politiche presenti nel Consiglio Comunale o loro delegati, un dirigente sindacale per ognuna delle sigle più rappresentative degli operatori della Sanità, il direttore Generale, Sanitario e Amministrativo dell’Asl e un rappresentante del Tribunale del Malato”. Una mozione che, come detto, sarà respinta dopo una pausa chiesta dalla maggioranza per eleborare un contro-documento da portare in votazione in cui si richiama la Iv Commissione come soggetto designato a seguire le vicende sanitarie senza bisogno di istituire un tavolo ad hoc, “visto e considerato che nella Conferenza dei sindaci del prossimo 10 marzo sarà presentato il piano straordinario degli investimenti di Asl5 e che nel Pnrr arriveranno in Liguria 189 milioni per la sanità e di conseguenza una parte per la nostra…” – si legge in uno stralcio dell’ordine del giorno siglato da tutti i capigruppo della maggioranza a sostegno del sindaco Peracchini.
Marco Frascatore
Il dibattito. Come spesso accade in questi casi la discussione coinvolge tanti consiglieri. Primo fra tutti il consigliere ‘dem’ Marco Raffaelli che rincara la dose rispetto alla mozione del collega Vaira: “In USL toscana nord ovest nell’ultimo anno ci sono stati 195 nuovi assunti a tempo indeterminato. Qui non salvaguardiamo nemmeno professionalità come le Oss spezzine che potrebbero essere internalizzate immediatamente con gli strumenti messi a disposizione con la pandemia. Per non parlare dei ritardi della messa a bando dell’ospedale del Felettino con il siparietto di Costa e Toti. Entro febbraio 2022 doveva esserci la messa a bando dell’opera ma ancora non abbiamo visto niente. A fronte di queste mancanze, continuiamo a frequentare strutture a dir poco fatiscenti”. Dagli scranni, seppur virtuali, della maggioranza, il consigliere Fabio Cenerini, richiama le colpe del passato: “Uno del Pd sulla sanità non dovrebbe aprir bocca. Non si ricorda il tempo di Burlando? Non servono a niente i tavoli tecnici, abbiamo ereditato una sanità non migliore di quella di oggi. Ricordo le fughe nelle Asl vicine e i ritardi sulla diagnostica anche allora. Burlando non ha fatto nulla per la sanità e per l’ospedale del Felettino per dieci anni salvo assegnare l’appalto del nuovo Felettino a Pessina ad una settimana dalle elezioni. Non è voler dare colpe agli altri, ma vorrei che non vi scordaste le tre varianti. Questo è il motivo per cui siamo in questa situazione. Il nuovo ospedale? Forse il progetto poteva essere migliore, forse la parte privatistica poteva essere meno presente ma ricordiamoci che la base di partenza era un appalto fatto male… qualcosa che si è ripercosso per anni. Poi certo, l’ho detto anche alle forze di maggioranza, si può sempre fare di più”. Niente tavolo tecnico nemmeno per Enzo Ceragioli, anch’egli consigliere di maggioranza, che “non serve se non a fare della propaganda” mentre Federica Pecunia, consigliera di minoranza per Italia Viva, sposa la mozione: “E voi continuate a guardare al passato, chi governa non può lasciare da solo il personale che ce la mette tutta per sopperire alle mancanze. Ne paghiamo tutti le conseguenze”. Massimo Lombardi giudica il tavolo una strada giusta, perché chi non vede i problemi che ci sono e il disastro che abbiamo davanti “mente sapendo di mentire. A mio avviso la centralità era proprio per fare il focus sulle situazioni di disagio e traguardare per il futuro in maniera continuativa un momento di confronto fra politica, azienda e mondo sindacale. Senza svilire in nessun modo la commissione”. Guido Melley boccia l’ordine del giorno della maggioranza giudicato “irricevibile perché non dice nulla. La mozione Vaira aveva il senso di coinvolgere tutti, come per esempio il Tribunale del Malato, e di unire i territori. La Conferenza dei sindaci è sempre stata mal programmata e poco coinvolta, addirittura mal sopportata dal sindaco. Non erano battaglie politiche contro il governatore di turno, ma farsi carico. Spero che nel futuro ci sia una rivoluzione nei ruoli su questioni così delicate per la cittadinanza”. Il compagno di partito Roberto Centi ritorna sulle criticità dell’iter del nuovo Felettino: “Esistono problemi su alcuni paletti formali e anche per quanto riguarda il passaggio dell’ordine del giorno sul Pnrr, non si dice nè quanti sarebbero i finanziamenti per lo Spezzino nè per fare cose”. Oscar Teja, presidente della IV Commissione Sanità, non ci sta: “A furia di proporre e di costruire tavoli i colleghi dell’opposizione si propongono come futuri falegnami, ruolo nobile, ma non è quello utile ad approfondire le tematiche di sanità, che è appunto la Commissione che presiedo. Ricordo che la commissione verte anche su Politiche Sociali, Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili, Infanzia, Formazione, Università e Cultura, Sicurezza sui luoghi di lavoro. A questo consesso partecipano i rappresentanti di tutti i gruppi consiliari oltre ai capigruppo ed è quindi un luogo dove poter approfondire, discutere e confrontarsi. Ricordo appunto qualche successo raggiunto, come il lavoro sul Pronto Soccorso Pediatrico che ha portato alla firma di un documento congiunto in Consiglio Comunale, il documento unitario di ricognizione dello stato della sicurezza delle aziende spezzine ed il regolamento delle case popolari”.
La pentastellata Jessica De Muro non ha dubbi sulla gravità della situazione esistente: “Il Sant’Andrea non sarebbe una struttura adeguata nemmeno se funzionasse tutto. Dalle cose più grandi alle piccole, siete mai andati a Bragarina a vedere la coda di pazienti che aspettano di fare gli esami? Persone anziane, costrette fuori al freddo e ovviamente nessuna protezione se piove. E’ possibile che dobbiamo venire a dire queste cose in consiglio comunale?”. Prima del voto, gli ultimi commenti: “Sono d’accordo su tantissime cose che ha detto Vaira, non sulle soluzioni che propone – ha aggiunto Cenerini -. Il consiglio comunale o la commissione consiliare sono gli organi di rappresentanza piu giusti, votati dai cittadini. Pensa che un tavolo tecnico, l’ennesimo, cambierebbe qualcosa? Quei classici tavoli della sinistra che non risolvono niente. Mi chiedo dove sta la differenza con gli strumenti che abbiamo? La commissione stessa non è un tavolo permanente? E’ stato un grave errore delle forze di maggioranza, non fare una commissione sanità ma non perchè fosse risolutiva, semmai perchè si è dati un alibi all’opposizione”. Infine Marco Frascatore: “Nessun arrocamento. La mia contrarietà al tavolo tecnico politico è fatto con coscienza. Sapete che significa mettere insieme 30 persone?”.
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