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Ritorno al carbone, Caratozzolo: “Toti perora la causa di Enel sulle spalle degli spezzini”

“Rispondendo ad una interrogazione dell’onorevole Gagliardi, il governo, attraverso il ministero per la Transizione ecologica, disse: “Ci aspettiamo a breve autorizzazioni per nuovi impianti al Nord, stop a carbone ligure forse entro l’anno”. Era il maggio del 2021 e in effetti l’attività a carbone della centrale Enel di Vallegrande terminò poco prima del Natale scorso, addirittura con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza prevista. Va detto invero che ormai da molto tempo la centrale, peraltro tecnologicamente obsoleta, svolgeva attività ridotta con poche accensioni per lo più dovute al mantenimento in efficienza delle strutture attraverso i cicli manutentivi previsti. Ieri la doccia fredda”. Il consigliere comunale Massimo Baldino Caratozzolo interviene così a commento di quanto dichiarato nella giornata di ieri dal presidente della Regione Giovanni Toti riguardo alla riaccensione delle centrali a carbone (leggi qui).

“Quando si è passati dalla soddisfazione per la possibile rinuncia da parte di Enel al progetto di centrale a turbogas (qui), subito cavalcata come un suo personale successo dal sindaco Pierluigi Peracchini, al timore per un possibile ritorno addirittura al carbone. Insomma con lo scenario peggiore. A disilludere gli spezzini infatti ci ha pensato Toti che, più che il governatore dei liguri, pare un generale badogliano senza armata, visto l’ininfluente peso politico del proprio movimento. Toti infatti ha raffreddato tutti gli entusiasmi, provocando sudori freddi al suo sindaco-scudiero mimetizzato civico per ottenere la ricandidatura di coalizione, a cui potrebbe spettare di condurre l’ormai imminente campagna elettorale sotto il pennacchio del nostro tanto odiato Vesuvio cittadino di Vallegrande che dimostrerebbe l’ennesimo fallimento rispetto a quanto più volte annunciato. “Visto ciò che sta accadendo in Ucraina e la relativa crisi energetica che ne può conseguire, si riattivino tutte le centrali a carbone”, ha tuonato il governatore perorando così la causa Enel sulle spalle degli spezzini. Bisogna fare come la Germania ha twittato come un uccellino, il governatore, dopo essere stato rinnegato pubblicamente da Peracchini che nel frattempo inaugura anche le aperture dei dehor, assumendo così un gioco delle parti utile a non perdere il consenso dei cittadini sul candidato sindaco. In questa pantomima – prosegue Caratozzolo – mi aspetto che molte delle forze che lo sostengono, a cominciare dalla Lega, diranno in coro di no. Vista la totale sudditanza politica nei confronti di Toti, avremo le centrali liguri tutte aperte e funzionanti a breve con i meloniani silenti come spesso è accaduto anche quando le decisioni del governo erano avversate da Fratelli d’Italia e condivise alla Spezia e in Liguria. In tutto questo Forza Italia, priva di Grazzini, risulterà non pervenuta. Purtroppo, ancora una volta di mezzo ci vanno gli spezzini e il loro diritto alla salute. Come per l’ospedale del Felettino che non vedranno mai o per varianti a cui si lavora sei mesi ogni due anni bisestili. Il carbone nella nostra città ha inquinato, ucciso, senza che chi ha governato abbia saputo opporsi adeguatamente.
Non si è voluta produrre una vera indagine epidemiologica, volta a capire i reali effetti prodotti sulla salute degli spezzini dal 1999. Non si è saputo incentivare neppure uno studio scientifico, volto a capire quale realmente sia la sommatoria di vari fattori inquinanti che pesano sulla Spezia tra porto, Enel, crociere.
E’ appena il caso di sottolineare che, il messaggio di Toti potrebbe essere stato concordato con le sedi di potere romane in attesa di far capitolare Spezia in un attimo, con buona pace di Peracchini e delle sue varianti urbanistiche così che Spezia verrebbe presa come Kiev, ma senza sparare neppure un colpo”, conclude Caratozzolo.