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Giardino pantesco, Legambiente: "A Porto Venere occorre amministrare con uno sguardo più ampio" - Citta della Spezia
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Cozzani tacciato di localismo

Giardino pantesco, Legambiente: “A Porto Venere occorre amministrare con uno sguardo più ampio”

Giardino Pantesco, Castello Doria e promontorio di San Pietro a Porto Venere

Sull’area della Crocetta di Porto Venere, posta tra Castello Doria e Muzzerone, Legambiente risponde al sindaco  Matteo Cozzani e alle sue dichiarazioni in merito alla volontà di proseguire con l’asta pubblica.

“Quella parte di territorio è speciale e deve essere recuperata mantenendola in mani pubbliche – asserisce l’associazione -. Non ha senso giustificare la vendita perché per decenni nessuna amministrazione (compresa quella di Cozzani da 9 anni a questa parte) è stata capace di gestirla adeguatamente: forse che in questo momento tanti Comuni italiani non stanno attingendo a risorse cospicue messe a disposizione dal Governo per la valorizzazione in chiave sostenibile dei territori?”.

Legambiente si riferisce anche al recente studio di un gruppo di esperti che ne ha messo in luce i valori. “Ci è stato dimostrato come quell’area, comprendente anche l’edificio, non rappresenti una parte di territorio comunale a caso, ma sommi una quantità di valori naturalistici, paesaggistici, storici ed identitari unici”. “Perplime che un Comune abbia messo in vendita un luogo del genere, che comprende anche il cosiddetto ‘Muro pantesco’, senza nemmeno menzionare i valori che lo costituiscono, senza fare scaturire questa scelta da un dibattito pubblico sul miglior modo per valorizzarlo”. “E’ solo mancata conoscenza o c’è dell’altro? Perché il sindaco, ad esempio, non ha convocato gli autori della ricerca per confrontarsi sulle migliori forme di gestione? O anche solo per approfondire i dati a disposizione?” .

Ma Legambiente contesta anche quello che definisce “il localismo del sindaco”: “Porto Venere è un ‘bene dell’umanità’, il signor sindaco è attualmente ‘site manager’ del sito Unesco, il Comune gestisce il Parco Regionale, esempio di bene comune: perché questa ostinazione a riferirsi esclusivamente ad un consenso locale? Il ruolo di un sindaco che amministra quel territorio è ben più alto, come certificato dagli incarichi che gli vengono concessi; una responsabilità nei confronti di una comunità più ampia di quella comunale, che l’amministratore si deve assumere e dimostrare di saper gestire. A cominciare dal ritiro della messa in vendita dell’edificio e dall’attivazione di un momento di confronto che metta insieme cittadini, associazioni, esperti per l’elaborazione di una adeguato progetto sul quale ricercare le necessarie risorse”.