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Infermieri in piazza: "Se il governo abbandona noi, abbandona anche voi" - Citta della Spezia
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Comizio in piazza mentana

Infermieri in piazza: “Se il governo abbandona noi, abbandona anche voi”

Lo sciopero nazionale indetto da Nursind per chiedere stipendi più alti e assunzioni. "Quando è scoppiata la pandemia e noi dovevamo metterci i sacchetti dell'immondizia addosso, perché non c'erano i dispositivi di protezione individuale da indossare, noi non abbiamo chiesto ai pazienti di aspettare. Ora il ministro Brunetta non lo chieda a noi".

Assunta Chiocca (Nursind)

Il paradosso che dicono di vivere è quello di essere, sempre più spesso, l’oggetto delle ire della cittadinanza, estenuata dai disservizi del sistema sanitario. Loro, che invece si sentono i primi (e a volte gli unici) a battersi affinché al comparto siano concesse le risorse necessarie a dare risposte alla popolazione. Stretti dunque tra il malcontento che vedono montare dal basso e il disinteresse che percepiscono venire dall’alto. Sono gli infermieri del servizio sanitario pubblico, una parte dei quali è oggi scesa in piazza in tutta Italia per chiedere assunzioni e maggiori garanzie economiche.

Sotto le bandiere azzurre di Nursind, sindacato nato in corsia – lo rivendicano orgogliosamente – tanto da avere un infermiere come segretario nazionale. “Un governo che non mette gli infermieri al centro della sanità, non tutela la salute pubblica – scandisce in Piazza Mentana Assunta Chiocca, segretaria provinciale della Spezia – . Siamo qui per far sapere ai cittadini che il governo ci ha abbandonato completamente nella nostra richiesta di garantire loro un servizio efficiente. Chiediamo assunzioni e riceviamo tagli, chiediamo concorsi pubblici e ci offrono contratti a tempo determinato. Noi che da due anni siamo al fronte contro il Covid, noi che siamo la categoria professionale più colpita dal virus, noi che abbiamo pianto decine di colleghi morti”.

Sciopero Nursind del 28/01/2022

 

Con l’agitazione odierna, che culmina con una manifestazione a Roma, chiedono in particolare al governo di adeguare gli stipendi alla media dei colleghi europei. “Gli infermieri italiani guadagnano 1500 euro al mese con la proposta di un’indennità di 75 euro – tuona Chiocca -. In Francia si sono trovati 183 euro in più, più altri 100 per chi opera nelle terapie intensive. I colleghi tedeschi prendono dai 2000 ai 2800 euro al mese, gli inglesi ne prendono 2200. E per le figure apicali si arriva a 122.000 euro l’anno. Noi siamo dovuti andare sotto la Regione Liguria per pretendere l’elemosina di 300 euro, mentre ancora piangevamo i colleghi che avevano contratto il Covid e non ce l’avevano fatta”.

Donatella Riccio

 

La realtà spezzina ha le proprie peculiari problematiche, che saranno oggetto di una nuova manifestazione più avanti. Nursind, che è passata da quattro iscritti ad oltre 350 in ASL5 nel giro di un anno, promette di non fermarsi. “La media nel rapporto infermiere paziente di uno a dodici è scandalosa – dice Donatella Riccio -, contando che per  i parametri assistenziali dovrebbe di uno a sei. E ci dobbiamo anche sentire proporre 26 centesimi di aumento netto. Questo ci offende: noi siamo oro e ci stanno trattando come ferro grezzo. Al ministro Brunetta diciamo che non può chiederci di aspettare. Quando è scoppiata la pandemia e noi dovevamo metterci i sacchetti dell’immondizia addosso, perché non c’erano i dispositivi di protezione individuale da indossare, noi non abbiamo chiesto ai pazienti di aspettare. Abbiamo fatto il nostro dovere, rischiando in prima persona”.

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