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Cinque Terre, una monorotaia elettrica trasporterà le persone. Via dell'Amore: no al "numero chiuso", sì al "numero giusto" - Citta della Spezia
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Cinque Terre, una monorotaia elettrica trasporterà le persone. Via dell’Amore: no al “numero chiuso”, sì al “numero giusto”

Presente e futuro del Parco nazionale delle Cinque Terre in una lunga chiacchierata con il direttore Patrizio Scarpellini.

Una monorotaia elettrica che accompagnerà i visitatori ai santuari delle Cinque Terre. Il futuro della Via dell’Amore, al rapporto con Trenitalia, senza trascurare la dematerializzazione dei servizi fino ai sentieri e il monitoraggio dei flussi.  Sono le grandi manovre in corso al Parco Nazionale delle Cinque Terre sulle quali fa il punto il direttore Patrizio Scarpellini in una lunga chiacchierata con Città della Spezia.

Potenziamento della monorotaia per gli agricoltori. Arriva quella elettrica per le persone. “Nell’ambito del finanziamento della programmazione del Ministero “Parchi per il clima” abbiamo inserito nella richiesta che è andata a buon fine il potenziamento delle monorotaie – spiega il direttore del Parco nazionale -. Sono fondamentali per l’agricoltura e per riportare a coltura i terreni. Senza non può esserci una ripresa sostenibile. C’è una novità perché quest’anno abbiamo cercato di creare delle monorotaie, in tutti i paesi che arrivano ai santuari, adibite anche al trasporto delle persone. Stiamo per affidare le progettazioni e tutti gli accessi ai santuari  saranno garantiti da una monorotaia elettrica. Così anche per chi non potesse arrivarci a piedi potrà farlo con questi mezzi. E’ un grosso passo avanti anche per la valorizzazione del patrimonio culturale ed ecclesiastico delle Cinque Terre”.

Numeri giusti per la Via dell’Amore. I lavori sono partiti e si pensa già quando il tratto più famoso del mondo verrà restituito prima  di tutto ai residenti in area Parco e ai visitatori. Per quel futuro che comincia a sembrare meno lontano non si parlerà di numero chiuso.

“Il Parco si sta impegnando a fare una cronostoria dei lavori – spiega Scarpellini – di supporto, oltre a quelli che faranno le imprese e la direzioni dei lavori. Produrremo una documentazione dell’andamento più divulgativa, rispetto a una più tecnica per far capire meglio come si evolve la situazione e come ci si dovrà preparare all’evento di riapertura”.

“La Via dell’Amore è prima di tutto un risultato per i residenti, perché collega due frazioni raggiungibili così in pochi minuti. E questa è una delle soddisfazioni più grandi per il Parco – aggiunge -. Per i turisti è un naturale deflusso della pressione antropica, perché chi scende a Riomaggiore arriva a Manarola a piedi. Questo consente di limitare gli assembramenti nelle frazioni che nel sottopasso creavano preoccupazione”.

Per gli accessi è già esistente un protocollo con il Comune di Riomaggiore e la Regione  – prosegue –  all’inizio del percorso per arrivare al finanziamento, dove il Parco avrà la gestione della Via dell’Amore come per il Sentiero Azzurro. C’è da capire quali oneri saranno indotti dai lavori perché saranno messi dei sensori, verrà fatto un monitoraggio accurato e sarà da capire quale piano seguire. Di conseguenza stabiliremo gli accessi e valuteremo se farlo controllato su prenotazione. Ma sono discussioni in atto”.

Non sarà un numero chiuso ma: “Sarà un numero giusto e tale dentro la Via Dell’Amore  – sottolinea Scarpellini – che consenta una fruizione in tranquillità e per chi la percorrerà di provare quell’emozione unica che sa dare quel tratto. Se è troppo affollata questa magia non avviene. Stiamo lavorando molto anche per inserirla, assieme a Regione Liguria, in percorsi culturali creando dei percorsi che la comprenderanno e che toccheranno l’area vasta. Un esempio saranno i mulini ad acqua. Lavoriamo per ridare alla Via dell’Amore quell’identità culturale che merita, non soltanto come attrazione turistica anche per evitare quel fenomeno dei lucchetti attaccati alle ringhiere. C’è grande attesa e ci faremo trovare tutti preparati”.

Finché la Via dell’Amore non aprirà, il treno resterà il mezzo principe per raggiungere le Cinque Terre. Di fatto le tariffe del Cinque Terre Express aumentano. In merito, il Parco Nazionale ha fatto una scelta precisa: “Abbiamo preso atto di questi aumenti – prosegue Scarpellini – del Cinque Terre Express da parte di Trenitalia, previsto nel piano dei servizi. Abbiamo aumentato il costo della Cinque Terre Card solo nel corrispettivo del treno e non del Parco. In questo momento e in fase di ripresa non ritenevamo giusto dover affrontare aumenti anche nella nostra parte.  Riteniamo anche di avviare con Trenitalia una discussione anche per le nuove convinzioni per capire se, all’interno del costo complessivo della carta, Trenitalia riuscisse a rinunciare a una piccola parte per degli interventi sul territorio. Affronteremo questo tema a brevissimo e capiremo il costo complessivo e definitivo della carta“.

 Il trasporto in treno resta un sorvegliato speciale. “E’ un tema sul quale dovranno lavorare Trenitalia e Rfi. Il Parco solleverà la questione, come abbiamo sempre fatto  – aggiunge – . Se le presenze aumenteranno significherà che c’è una forte ripresa ed è un buon segno verso la normalità.  I dati di gennaio della vendita delle carte hanno recuperato molto rispetto al 2020 e al 2021. Rispetto al 2019 la flessione è appena del 20 per cento. Senza l’apporto dei turisti stranieri, gennaio era il mese degli orientali. Sono molto aumentati i camminatori.   Il mio auspicio è che il tavolo sul tema dei flussi si apra il prima possibile, tenendo anche conto della capienza dei treni. Ci sono tante incognite che andranno affrontati con i sindaci, la prefettura, la Regione, Rfi e Trenitalia”.

Contro gli assembramenti il Parco nazionale delle Cinque Terre da tempo sta lavorando sulla dematerializzazione dei servizi senza perdere d’occhio i flussi e i sentieri.  “Stiamo cercando di evitare gli assembramenti nelle  nostre accoglienze – sottolinea il direttore –  abbiamo installato dei totem in stazione per la vendita dei biglietti sia alla Spezia che a Levanto, prosegue l’esperienza di My pass che è andata bene e la riproporremo anche nel 2022, pur essendo partita ad agosto. Ci poterà a stipulare nuovi accordi anche con l’acquario di Genova. Stiamo aggiornando tutte nostre le app e nell’ambito del Pnrr stiamo lavorando alla completa digitalizzazione di tutti i servizi, soprattutto sulla misurazione dei flussi e la gestione attraverso app per dare l’informazione diretta ai visitatori del Parco”.

“Siamo già pronti e preparati sui sentieri – prosegue -. Sul sentiero Azzurro la filosofia rimane invariata e si basa sul concetto del ‘numero giusto’ che si sviluppa nel concetto del museo: se una sala è piena ci si orienta su un’altra e si ritorna alla precedente quando si svuota. Stiamo curando i sentieri in maniera forte, giusto ieri abbiamo firmato gli accordi con tutti i manutentori. Sono 19 e in questa fase abbiamo concluso anche le specializzazioni e abbiamo concentrato molti lavori sul sentiero Azzurro per renderlo ancora più sicuro. Stiamo lavorando anche sulla ricostruzione dei muri, sulle piante pericolanti e sul ripristino della regimazione delle acque, lungo la rete sentieristica in modo da evitare che gli sciacqui d’acqua vadano contro i muri a secco. L’allestimento della rete sentieristica va avanti e si implementa rispetto anche ai risultati positivi dello scorso anno. Stiamo lavorando anche sulla nostra nuova app anche quella racconterà il sentiero mentre si percorre e stiamo lavorando anche sui sentieri del mare. La carta cartacea dei sentieri non ci sarà più, sarà limitata solo alle accoglienze ma diventerà sempre più spinta la sua versione digitale tramite app e totem“.

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