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"progettazione partecipata"

“Quasi 40mila firme contro la vendita di Via della Crocetta, si interrompa procedura di gara”

Legambiente scrive a sindaco, giunta e consiglio comunale. Giovedì la discussione della mozione dell'opposizione sul piano delle alienazioni e delle valorizzazioni.

La manifestazione contro la vendita del giardino pantesco di Porto Venere

Legambiente La Spezia rivolge una lettera aperta, firmata dal presidente Stefano Sarti, al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale di Porto Venere. Il tema è l’alienazione di Via della Crocetta, di cui si è molto dibattuto in queste settimane e che nei giorni scorsi ha visto Palazzo civico intervenire modificando l’avviso d’asta, che ora riguarda il fabbricato e il terreno adiacente, ma non gli altri due terreni, in quanto inalienabili poiché privi di verifica dell’interesse culturale.
Nella lettera, Legambiente chiede di interrompere in toto la procedura e mantenere l’area di proprietà pubblica, promuovendone una progettazione partecipata. Trasmesse assieme alla missiva “le quasi 40.000 firme dell’appello contro la vendita di terreno e immobile in Via della Crocetta a Porto Venere. Tale appello ha visto sin qui l’adesione (a livello di soggetti promotori) di ben 28 sigle, e non solo appartenenti alla galassia ambientalista, a riprova dell’interesse trasversale che tale iniziativa ha raccolto. Infatti le 40.000 firme raccolgono le adesioni non solamente di numerosi cittadini residenti nel Comune di Porto Venere, negli altri del Golfo e in tutto il comprensorio che riconosce a questo magnifico luogo un significato fortemente identitario, ma anche di tantissimi cittadini italiani che hanno colto il significato di bene comune da noi attribuito a quel paesaggio. Sicuramente il simbolo di questa iniziativa – prosegue la lettera – è l’ormai famoso Muro semicircolare, estrema propaggine, e quindi baluardo, della fitta rete di terrazzamenti della parte di territorio prospiciente la baia di Porto Venere. Ma chi, mosso dalla curiosità, ha potuto visitare il sito ha realizzato l’unicità di quel luogo che nasce dalla connessione e interazione tra elementi naturali e antropici, un tutt’uno che comprende falesie, macchia mediterranea, resti delle attività di cava, il sistema di terrazzamenti con la coltivazione plurisecolare dell’olivo, compreso l’edificio rurale che è parte integrante dell’insieme”.

“Questa vicenda – prosegue la lettera– ha fatto affiorare ricordi negli abitanti di Porto Venere, di un mondo passato ma reso ancor vivo dalle testimonianze materiali che si possono ancora scorgere, segno della fatica e della sagacia delle popolazioni che sono riuscite (ancora almeno fino alla seconda guerra) a trarre reddito da un territorio così difficile. Chiediamo quindi al Sindaco e alla sua Giunta di raccogliere la richiesta che proviene da quell’ampia comunità che ha riconosciuto questi valori, per troppo tempo sottovalutati e non curati. La richiesta è quella di invertire questa tendenza, non attraverso la vendita a privati, ma con un progetto di natura pubblica nel quale coinvolgere l’ampia platea di soggetti che grazie a questa vicenda hanno preso consapevolezza del valore di quei luoghi. Vi rinnoviamo quindi le richieste dell’appello di: interrompere la procedura di gara avviata; mantenere alla proprietà pubblica dell’area; avviare una progettazione partecipata finalizzata all’uso conservativo di quella porzione di territorio, che ne favorisca la fruizione con finalità educative nel rispetto dei suoi valori e del genius loci. Allo scopo chiediamo al Comune di istituire un momento di confronto per valutare proposte e dare concretezza al percorso suggerito”.

E di alienazioni di parlerà anche giovedì prossimo 27 gennaio in consiglio comunale (ore 18.00) per mezzo di una mozione del gruppo di opposizione ‘Porto Venere bene comune’ che chiede di modificare il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari del triennio 2021/2023. La mozione, presentata il 10 gennaio scorso, chiede a sindaco e giunta di dare mandato agli uffici di sospendere ed annullare le procedure di asta pubblica avviate, e di modificare il piano delle alienazioni e valorizzazioni 2021/2023 dell’ente, con riferimento, appunto, a Via della Crocetta; questo, si legge nella mozione sottoscritta dai consiglieri Francesca Sacconi, Fabio Carassale, Saul Carassale e Franco Talevi, “ritenuto necessario un supplemento di istruttoria da parte della Sovraintendenza, il cui nulla osta riguarda solo il fabbricato al mappale 1015 e non il muro di contenimento dell’area incolta” e “considerato l’imponente numero di cittadini che hanno manifestato contrarietà a questa vendita, e che hanno sottoscritto una petizione  on line chiedendo la rinuncia alla vendita”.

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