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La sprugola e le acque perdute

Le mappe della Sprugola (parte seconda)

Della città questa di Ferretti-Brusco è una pianta importante, ma la carta più famosa della Spezia è quella che sei anni dopo, nel 1773, realizzò Matteo Vinzoni. Originario di Levanto, colonnello cartografo al servizio della Lanterna, Vinzoni in quell’anno pubblica un grande atlante («Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in terraferma») in cui sono raffigurati tutti i centri, grandi e piccoli, che erano all’epoca sotto la potestà della Dominante. Nella mappa che Vinzoni ha disegnato, la Sprugola è rappresentata con una forma diversa da quella del 1767. Il laghetto mostra un aspetto che appare molto più “smilzo” rispetto alla precedente immagine.

La Sprugola del Vinzoni

Pure la sua linea non è perfettamente lineare come nell’altra carta, ma mostra un percorso un po’ accidentato, un perimetro quasi frastagliato. Nella parte occidentale, quella che guarda verso Fabiano, presenta un rigonfiamento che, però, presto si restringe per dare vita ad un “braccino”. Da questo fuoriesce l’emissario che origina il canale del fosso e che all’inizio del suo cammino alimenta un mulino che è messo in bella evidenza. A differenza della carta della coppia Ferretti-Brusco che pure nel disegno dell’area periferica è estremamente più dettagliata che quella del Vinzoni, il mulino non porta alcun nome, ma è contiguo ad un podere di cui si dice il nome dei proprietari: i Signori Campi.

L'area dei Signori Campi

È una famiglia che possiede il piccolo appezzamento che stava al di sopra della chiesetta della Madonna della Lagora, avendo alla propria sinistra la «Sprogora», come è riportato, lo si è detto, nella copia stesa nel 1898 della carta Ferretti-Brusco. Nella carta 1773 del Vinzoni a cui torniamo per una migliore descrizione, il corso della Sprugola, subito dopo l’uscita che alimenta il mulino, subisce un ingrossamento che, aprendosi verso settentrione, costituisce come una sorta di laghetto autonomo che è collegato al corpo principale da un sottile rivo. Dopo l’ingrossamento, il corso della Sprugola si restringe assai continuando il suo cammino per inoltrarsi verso Santa Maria. In conclusione, la carta del 1773 ci rappresenta la Sprugola in forma molto più vicina alla descrizione dello Zaccagna di quanto non lo sia il disegno steso dal duo Ferretti-Brusco.

La mappa del 1840

Se poi andiamo a consultare una carta successiva del 1840, si vede molto bene l’invaso che è formato da un paio di laghi che sono collegati da un sottile filo d’acqua. Dal primo, che è quello da cui origina tutto l’invaso, nella sua parte meridionale, esce l’emissario che va a correre lungo l’attuale via Colombo. Dall’altro esce invece l’acqua che va in città e che, poco dopo l’uscita, forma verso settentrione un terzo laghetto di forma maggiormente ridotta rispetto agli altri due. Questa carta è contenuta alla pagina 118 del «La Spezia» che Paolo Cevini ha pubblicato nel 1984. Un testo che è tutto sommato datato, quindi, ma sempre attendibile ed utile da consultarsi, anche per il materiale iconico di cui è fornito. Nello stesso libro a questa pianta succede (pagina 93) il «Piano Regolatore» del 20 settembre 1871 (ricordo che l’Arsenale venne inaugurato il 28 agosto del ’69) dove la Sprugola si mantiene con i suoi due grandi invasi circolari e con l’emissario che esce dalla parte settentrionale per terminare provvisoriamente il suo corso nel lato occidentale di uno stabile dell’attuale via Raffaele De Nobili, versante che è quello rivolto verso lo stabilimento militare dell’Arsenale.

La mappa del 1874

Non è facile capire come si evolve la situazione in quel periodo. Sono anni in cui, dopo che è stato costruito l’impianto della Marina, si aggiusta il resto della città ai nuovi bisogni che l’elevazione della Spezia a capitale della flotta necessariamente comporta. Risulta difficile, infatti, destreggiarsi fra quelle tante esigenze che ai nostri occhi non appare chiaro se siano solo progetti da eseguirsi, oppure soltanto rappresentazioni del reale. È una difficoltà che può spiegarci le contraddizioni che notiamo nelle piante che Cevini riproduce per documentare l’evoluzione urbanistica del territorio. Così, continuando l’analisi, ci imbattiamo alla pagina 127 di questo testo, in una carta che ricostruisce l’aspetto della città utilizzando la «Mappa originale dell’abitato di Spezia» del 9 aprile 1874. Siamo, dunque, a poco meno di cinque anni dall’inaugurazione dell’Arsenale, quando Capellini, che ha appena superato la quarantina, è testimone credibile di quanto ha visto, ma soprattutto di quel che vede. La raffigurazione della Sprugola nella carta corrisponde alla descrizione che ne fa nei suoi «Ricordi» l’illustre professore: un solo lago grande di forma circolare dalla cui parte occidentale fuoriesce un emissario che con percorso rettilineo scende fino a sotto via Duca di Genova (oggi fratelli Rosselli) per poi piegare a gomito, quasi ad angolo retto e da lì proseguire lungo la via Rattazzi fin quasi a toccare Santa Maria. A quel punto il rivo confluisce con il canale dei mulini che scende giù dalla Chiappa che notiamo essere del tutto scoperto per l’intero suo percorso.

 

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