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Una storia spezzina

Una storia spezzina

Dove dormì davvero Richard Wagner?

La statua dedicata a Wagner

Chi cerca di ricostruire il passato deve sempre rivolgersi alla fonte, al documento che dev’essere verificato nella sua esattezza. Siccome, però, non è sempre facile compiere questa operazione, il ricercatore deve avvertire di questa incapacità che spesso dipende non dalla sua attività di indagine ma da impossibilità tecniche. Per questo, quando mi chiedono, ed è cosa che succede abbastanza di frequente, dove dormì Richard Wagner la famosa notte in cui fu alla Spezia nell’estate del 1853, la mia risposta è sempre la solita: “Boh!”: perché l’unica cosa che sappiamo di certo è dove non dormì. L’albergo più prestigioso, il Croce di Malta oggi sede della Fondazione, era infatti interamente occupato dalla famiglia reale e dalla corte che qua trascorsero l’intera stagione dei bagni. Allora, il grande musicista che già allora era un grande delle note, quella notte dove la passò?

Ubaldo Mazzini scrive nel 1922 un libretto per smantellare l’idea che Wagner e Byron fossero stati ispirati nei loro lavori dall’atmosfera di Porto Venere dove invece non furono mai. Per il Richard cita un libretto del 1914 scritto dal giornalista ligure Mario Panizzardi. Questi asserisce che il musicista fu “all’albergo Nazionale in via Prione”, un hôtel posto accanto alla casa che a quella data era presso il Caffè Commercio, all’incrocio delle vie Prione e Chiodo. Panizzardi, tuttavia, non cita la fonte cui attinge limitandosi a dire che era “lecito” il congetturarlo. Come finisce la storia, si sa: Wagner non riesce a dormire, esce e la risacca gli ispira l’accordo in si bemolle maggiore che è il Preludio all’Oro del Reno. Immediatamente decide di partire per Zurigo dove butta giù la musica. Il tutto serve a Mazzini per dimostrare che è falsa la storia dell’ispirazione venuta a Portovenere.

Nel 1933 sulla Rivista del Comune, testata istituzionale, il Generale Mario Niccolò Conti sostiene sulla base di dotte argomentazioni che Wagner dimorò alla locanda “L’universo”. Tuttavia, neppure lui cita la fonte e senza la pistola fumante non si prova niente. Ventidue anni dopo l’Ingegner Terenzio del Chicca, politico e storico, ancora sulla Rivista del Comune dice che Wagner s’era fermato nell’albergo sorto nel palazzo Doria, via Prione angolo via Sapri, che la famiglia patrizia aveva lasciato negli anni Quaranta dell’Ottocento per trasferirsi fuori delle mura. Dunque, tre versioni tutte diverse fra loro ma di nessuna si sa quale fonte l’abbia ispirata. A chi interessi, dico che le tre ipotesi sono facilmente consultabili presso la Biblioteca Mazzini e sulla Digital Library, servizio in rete fornito dal Comune.

(Prima parte, continua…)

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