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Pecini tiene tutti sulla corda: "Se ci rilassiamo, torniamo quelli di due mesi fa" - Citta della Spezia
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Battere il ferro finché è caldo

Pecini tiene tutti sulla corda: “Se ci rilassiamo, torniamo quelli di due mesi fa”

L'uomo mercato è un ex: "Contro la Sampdoria è la partita più importante dell'anno, Giampaolo ritrova tanti giocatori che ha già allenato. Contento per loro siano rientrati Romei e Osti". Fiducioso sui rinnovi di Verde, Gyasi e Maggiore, ha respinto sondaggi per Antiste e Holm, ora in prestito in Danimarca. "Normale si parli del fischio di Serra, ma a San Siro ho visto uno Spezia che non è sceso in campo sentendosi battuto".

Riccardo Pecini

Indietro non si torna e un bel pezzo di salvezza si gioca ora. Il calendario lo diceva già un mese fa e lo dice anche oggi, che nel frattempo sono arrivati i sei punti insperati di Napoli e Milano. Contro la Sampdoria si doveva giocare per provare il sorpasso, invece si giocherà per mantenere il vantaggio. Ma mentalmente non deve cambiare nulla per lo Spezia. E’ l’auspicio del chief football operations officer Riccardo Pecini, che non si lascia andare a facili entusiasmi.

Anzi, mette un carico da niente sul match di domenica: “Se ci rilassiamo, torniamo quelli di due mesi fa. Contro la Samp è la partita più importante dell’anno”, dice a Città della Spezia. Tra le trattative per i rinnovi di Gyasi, Verde e Maggiore, i sondaggi respinti per Holm e Antiste e un po’ di scaramanzia. Come quando ha chiesto al presidente Philip Platek di rimandare il rientro negli USA: “Gli abbiamo chiesto di rimanere per la partita di domenica. Doveva partire in questi giorni, speriamo di averlo convinto”.

 

Il fischio dell’arbitro Serra rischia di aver messo in secondo piano l’ottima prova dello Spezia, che a San Siro ha creato sei occasioni da gol, contro le otto sei padroni di casa, e ne ha segnati due.

“L’episodio è clamoroso ed è comprensibile che ottenga tanta attenzione. Però ho visto in effetti una squadra equilibrata, vogliosa. Entrata in campo sapendo che era una partita che si poteva non perdere. Questa è una qualità che stiamo acquisendo, quella di capire le partite, parlo proprio delle sensazioni in campo dei calciatori. Certo sei a San Siro contro il Milan, ma intuisci che non è il miglior Milan e che ti lascerà degli spazi. Una squadra più matura insomma, che ora deve confermarsi”.

 

Aveva detto in tempi non sospetti che il vero Spezia si sarebbe visto a febbraio. L’hanno anticipata o ci sono ancora margini di miglioramento?

“Il tempo ed il lavoro hanno aiutato a diventare gruppo. Questo si è visto principalmente nell’ultimo mese e mezzo per una semplice ragione: a novembre ci allenavamo ancora in quindici a Follo. Alzare il livello degli allenamenti ti cambia la vita. E poi conoscersi, frequentarsi, competere e prendere coscienza che sei una squadra che si può salvare. Quando sei in pochi al campo, e tanti sono ragazzini aggregati, è più difficile percepire il tuo margine di miglioramento. Poi chiaramente c’è l’aver trovato un equilibrio tattico, la continuità di formazione che permette di creare automatismi”.

MILAN - SPEZIA 1-2 (17/01/2022)

 

 

A proposito di equilibrio, la scelta di Thiago Motta di affidarsi a Kiwior davanti alla difesa è una delle chiavi. Se lo aspettava così duttile quando ha deciso di portarlo in Italia la scorsa estate?

“Sta facendo partite incredibili. Non dimentichiamo che ha giocato a San Siro contro Inter e Milan, all’Olimpico contro la Roma, al Maradona contro il Napoli e a Genova contro il Genoa. Sono partite in cui fa più comodo avere un mediano puro, ma lui se l’è cavata molto bene. E’ un ragazzo serio, a parte l’episodio di Capodanno. Non sbaglia un allenamento, si vede che su di lui si può contare. Anche per il futuro”.

 

Antiste è stato il primo giovane a mettersi in vetrina, ora è arretrato nelle gerarchie. Strelec invece ha faticato più degli altri. Cosa si aspetta da loro nel resto della stagione?

“A questi ragazzi giovani, la cosa più difficile è dare loro continuità e ottenere da loro continuità. Nel momento in cui eravamo in difficoltà, ci hanno dato una mano e sono sicuro ce la ridaranno nei prossimi mesi. Io spero che l’equilibrio trovato oggi duri fino alla fine, ma ci sarà necessità di far rifiatare qualche singolo, ci saranno infortuni da affrontare. Quando abbiamo acquistato Strelec, non pensavamo avrebbe fatto 25 presenze al primo anno. Non siamo così arroganti. Abbiamo fatto di necessità virtù e comunque questa esperienza gli servirà”.

 

A che punto sono le trattative per i rinnovi? Verde, Gyasi, ma anche Maggiore. Vede gli spazi per prolungare i gli accordi in essere?

“Per Gyasi e Verde siamo un po’ più avanti. Con Maggiore stiamo parlando. A oggi non ho alcun segnale di grossi problemi a trovare un accordo. E’ il capitano, viene da qua ed è giusto premiare il percorso che ha fatto fino ad oggi. Queste sono le priorità, anche legate ai contratti più vecchi. Chiusi questi capitoli, vorremmo sederci a parlare con altri giocatori”.

GENOA - SPEZIA 0-1 (09/01/2022)

 

 

Lo svedese Emil Holm, attualmente in Danimarca in prestito, è sulla bocca di molti. C’è la possibilità che venga ceduto? Oppure lo vedremo la prossima stagione con la maglia dello Spezia?

“Qualche sondaggio c’è stato, ma a gennaio siamo fermi nella posizione di non cedere nessuno. Vale per lui e per chi nello Spezia c’è già. Per quanto riguarda il futuro, penso che per la carriera di Holm sia importante fare un passaggio in Italia”.

 

Domenica c’è la Sampdoria, in cui lei ha lavorato per anni. Come si sente di fronte al finale burrascoso dell’era Ferrero, che è stato il suo presidente per tanti anni?

“Intanto sono contento del rientro di Romeo e Osti, perché sono persone che ci tengono e sono professionisti serissimi e competenti. Con Ferrero ho fatto tanti anni, dal punto di vista personale, quando condividi tanto con una persona, speri che vada sempre bene. Sui fatti che lo riguardano non mi esprimo perché non li conosco”.

 

Tra tutte le squadre nella parte bassa della classifica, la Sampdoria ha la rosa sulla carta più competitiva insieme al Cagliari.

“La presenza della Sampdoria in fondo alla classifica è temporanea. Dimostra più che altro che in un ambiente serve equilibrio, tranquillità e lavoro. Hanno avuto troppi problemi esterni per avere un percorso lineare in campo. Sono sicuro che riprenderanno a marciare, spero solo lo facciano dopo la sosta. Non dimentichiamo che l’anno scorso la Sampdoria ha fatto 52 punti e ha cambiato poco”.

 

Marco Giampaolo è un tecnico di cui ha grande stima, non vi sono segreti in merito. Si aspettava si rimettesse in gioco? Lui che, dichiaratamente, non ama subentrare a stagione in corso?

“Conoscendolo, dico di sì. Per prima cosa è innamorato della Sampdoria e del suo ambiente. Poi ritrova tanti giocatori che ha già allenato, quindi dal punto di vista tecnico ha più di una garanzia. Conoscono i suoi concetti di gioco e credo che sarà a suo agio nell’inserirsi con la rosa che ha disposizione”.

SAMPDORIA - SPEZIA 2-1 (22/10/2021)

 

 

Quando il presidente Philip Platek le chiede la quota salvezza, cosa le risponde?

“In settimana gli ho ripetuto che la quota è sempre 40. Quella di domenica è la partita più importante dell’anno. Se lo Spezia saprà dare continuità e battere quella che, almeno oggi, è un’avversaria diretta, può acquisire ulteriore consapevolezza e aumentare il margine. Che non basterà di certo, ma sarà comunque un passo in più. Il Cagliari ha trovato la quadra, la Salernitana mi sembra avere un altro ambiente attorno a sé, il Venezia farà il suo campionato come all’andata. Davvero, sarei sorpreso se ci si salvasse a 35”.

 

Stesso concetto immagino vogliate trasmetterlo alla squadra.

“Non siamo una squadra che può permettersi di rilassarsi. Se ci rilassiamo, torniamo quelli di due mesi fa. Non penso siamo salvi oggi, come non pensavo fossimo retrocessi tre settimane fa. La strada è ancora lunga”.