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Formazione al centro del progetto di rigenerazione di Castelnuovo

Tra i partner l'Università dei Genova. Ma nell'idea elaborata dall'amministrazione c'è tanto altro, come il doppio studio su salute e qualità dell'aria, gli incentivi alle imprese che vogliono aprire in paese, il coinvolgimento dell'Agrario.

Castelnuovo Magra

Anche Castelnuovo in corsa per intercettare i fondi del Pnrr dedicati alla rigenerazione dei borghi nell’ambito dell’avviso pubblico del Ministero della Cultura. Il progetto, elaborato da Palazzo civico con il contributo delle associazioni del territorio, è dedicato al paese capoluogo e mette al centro la cultura. Sia in senso stretto, andando a implementare e rafforzare i valori e le iniziative culturali del territorio, che tra le varie cose vanta il legame con Dante e la presenza della Crocifissione di Brueghel il giovane. Sia cultura nel senso di formazione; in particolare, il progetto, con le risorse del Pnrr, intende andare a ristrutturare e recuperare una serie di immobili del paese in modo da dedicarli ad attività formativa di vario tipo. Ad esempio nell’ambito della scuola superiore, con il coinvolgimento del Parentucelli Arzelà, andando in particolare a ospitare per due giorni a settimana le lezioni dell’Agrario in un immobile che Palazzo civico acquisterebbe dalla Curia per circa 400mila euro; e naturalmente, visto il ramo di studi, non sarebbe solo teoria, ma anche pratica, che si dipanerebbe nei vigneti e negli oliveti annessi all’edificio.
E ancora, la formazione sarebbe anche professionale, con spazi messi a disposizione degli enti di formazione del territorio. Terzo aspetto, progetti di formazione che vedranno protagonista l’Università di Genova; l’idea è fornire al prestigioso partner spazi in cui allestire attività quali corsi di perfezionamento, seminari, corsi post laurea e così via.

Ed è nata come spin off all’interno dell’ateneo genovese Micamo Lab, altro attore del progetto castelnovese. La società andrebbe infatti a installare in paese una serie di sensori che valutano la qualità dell’aria, andando altresì a studiare la popolazione degli insetti; una ulteriore azione vedrebbe poi Micamo realizzare una analisi della condizione sanitaria della popolazione. Queste due indagini – di durata quinquennale – andrebbero quindi a verificare, da un lato, cosa significhi in termini di salute e benessere vivere in un borgo; dall’altro, a studiare le ricadute sulla qualità dell’ambiente delle azioni volte alla sostenibilità, altro settore toccato dal progetto di rigenerazione, ad esempio attraverso lo sviluppo della mobilità elettrica.

Altri punti del progetto, tra i tanti, sono la creazione di un parcheggio, interventi sulla rete sentieristica, incentivi alla creazione di B&B, creazione di una foresteria, incentivi economici a imprese che vogliano aprire nel borgo – già una ventina di realtà, spiegano da Palazzo civico, hanno manifestato interesse in questo senso.

Valore complessivo del progetto 21 milioni e 200mila euro, con l’ente comunale pronto a un cofinanziamento rispetto alle risorse eventualmente intercettate, che possono arrivare a un massimo di 20 milioni di euro.

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