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Ricerca mineraria, il Ministero dice sì. Dal levante ligure: “Decisione pesantissima”

Tosi e Ugolini: "Sull'attività di ricerca mineraria richiesta dalla Energia Minerals nell'area montana tra le province di Genova e La Spezia, lo scorso novembre era stata votata all’unanimità una nostra mozione per tutelare il territorio”.

Val di Vara

“In Liguria, a tutti i livelli istituzionali, abbiamo sempre fatto quadrato sulla ripresa della ricerca mineraria dell’entroterra ligure, esprimendo chiaramente parere negativo. La notizia del benestare del Ministero della transizione ecologica di fatto calpesta la volontà di tutti gli attori”. Lo dichiarano il capogruppo regionale del M5S Fabio Tosi e il collega pentastellato Paolo Ugolini, che poi aggiungono: “Il MoVimento 5 Stelle Liguria, come già fatto in passato in merito alle ipotesi di ricerca nel Parco del Beigua e nella Val di Vara nello spezzino, esprime ancora una volta forte contrarietà e oggi ribadisce il suo no anche al Ministero. La mossa di Cingolani, di concerto con il Ministero dei Beni culturali, va contro i pareri negativi di Regione Liguria, Città metropolitana di Genova, dei Comuni interessati, del Parco dell’Aveto, di tutte le associazioni ambientaliste e del Comitato spontaneo”.

Paolo Ugolini

“Cercheremo, in base alle nostre possibilità, di aprire un ulteriore confronto con il dicastero per evitare che la ricerca mineraria prenda il via, anche perché darebbe un colpo di grazia a una zona ad alta valenza turistica. Giova ricordare che sull’attività di ricerca mineraria richiesta dalla Energia Minerals nell’area montana tra le province di Genova e la Spezia, lo scorso novembre era stata votata all’unanimità una nostra mozione per tutelare il territorio. Smettiamola di prenderci in giro: perché una multinazionale dovrebbe investire nella ricerca senza un ritorno? Non crediamo affatto che la Energia Minerals voglia “limitarsi alla catalogazione di dati già esistenti”. Temiamo semmai che si vogliano gettare le basi per un’operazione estrattiva impattante su tutto il territorio regionale e questo è inaccettabile”, concludono.

Claudio Muzio

“Il via libera da parte del Ministero della Transizione Ecologica e del Ministero della Cultura al progetto di ricerca mineraria nel Levante ligure presentato dalla società Energia Minerals disattende completamente le aspettative dei territori e della Regione, che avevano espresso chiaramente e puntualmente la loro contrarietà. È un metodo ormai consolidato quello di calare dall’alto decisioni che vanno in direzione ostinata e contraria rispetto ai pronunciamenti motivati delle Amministrazioni locali”. È quanto dichiara il consigliere regionale Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia e membro della Commissione Ambiente e Territorio. “La decisione del Governo – prosegue Muzio, che a maggio 2021 aveva presentato una Interrogazione sul tema – è fortunatamente solo il primo passo di un percorso che troverà molti, ma molti ostacoli sulla sua strada. In Regione faremo la nostra parte, col sostegno dell’assessore Marco Scajola”. “Ricordo – sottolinea ancora il capogruppo di Forza Italia – che la ricerca per la quale Energia Minerals ha presentato l’istanza non è compiuta per scopi scientifico-accademici o di conoscenza e tutela, ma col fine di valutare potenziali possibilità di sviluppo a fini estrattivi, come si legge nella stessa documentazione depositata dalla società”. “Ricordo inoltre che la zona interessata (i territori di Sestri Levante, Ne, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese nella Città Metropolitana di Genova e di Maissana e Varese Ligure nella Provincia della Spezia, per un totale di 8243 ettari) costituisce nell’insieme un’area di pregio, presenta una serie notevole di vincoli, anche sovrapposti, di tipo paesaggistico ed ambientale ed è caratterizzata ormai da anni da uno sviluppo economico basato principalmente sull’accoglienza turistica, sulla ricettività, sull’enogastronomia e su una produzione agricola di prodotti tipici sempre più orientata verso la sostenibilità e il biologico, con eccellenze riconosciute a livello internazionale”, dice ancora Muzio. “Per tutti questi motivi – conclude – ritengo giusto e doveroso proseguire nella battaglia in difesa del territorio, per scongiurare forme di sfruttamento minerario che mettano a rischio l’ecosistema di aree di pregio e ne compromettano il modello di sviluppo ambientale e turistico”.

“La decisione di consentire la ricerca mineraria nell’entroterra del Tigullio è un grave errore, perché dietro questa ricerca di metalli c’è un interesse esplicito all’avvio di nuove attività estrattive”, così il capogruppo del Partito Democratico Articolo Uno in Regione Liguria Luca Garibaldi dopo l’annuncio da parte del Ministero della Transizione Ecologica di voler autorizzare la ricerca mineraria in Val Graveglia, Val Petronio e Vara. “L’entroterra del Tigullio – riprende il capogruppo – non può avere sul proprio territorio nuove attività estrattive, sia perché è in gran parte un’area protetta, sia perché a tutti i livelli istituzionali si è già giunti alla conclusione che in quell’area non si possono aprire attività estrattive. Si tratta di territori che per decenni sono stati sfruttati e solo con difficoltà si è voltato pagina, come ad esempio la miniera di Gambatesa che è diventata un museo Minerario, non senza fatica; aspetto che ha permesso alla zona di rilanciarsi a livello turistico e culturale”. “Non si può tornare indietro, lo diremo a ogni livello: quello nazionale, scrivendo al Ministero, e quello regionale, dove da tempo la posizione di tutti è unanime su questo aspetto. Anzi – conclude Garibaldi – siamo a disposizione dei consiglieri regionali, di maggioranza e opposizione del Tigullio, per costruire insieme proposte, da portare in consiglio regionale, che rafforzino e tutelino la vocazione dell’entroterra del Tigullio, per consentire di rigettare una richiesta che diventerebbe pericolosa per lo sviluppo di un territorio che è già stato sfruttato abbastanza e che ora ha bisogno di trovare nuove strade di rilancio, che passano dalla sostenibilità ambientale e la valorizzazione del territorio”.

“Il Governo ha dato il via libera ai sondaggi minerari nella zona compresa tra il Tigullio e lo Spezzino, anche se Regione Liguria, Città Metropolitana di Genova, i Comuni della Val Petronio e della Val di Vara, con tutte le associazioni ambientaliste, hanno sostanzialmente espresso parere contrario. In consiglio regionale la Lega ha votato a favore dell’ordine del giorno che impegna la giunta ad adoperarsi in tutte le sedi affinché non vengano consentite le attività di studio, ricerca ed estrazione”. Lo hanno dichiarato i consiglieri regionali della Lega Gianmarco Medusei (presidente dell’Assemblea legislativa della Liguria) e Sandro Garibaldi (vice capogruppo). “Il valore paesaggistico ambientale, la particolarità e la fragilità degli ecosistemi in Val Petronio e Val di Vara anche con i loro prodotti biologici, non possono essere messe a rischio per autorizzare lavori di scavo, studio e ricerca di risorse minerarie, anche perché in questi luoghi non si potrà permettere alcuna attività estrattiva”.

“Apprendiamo con grande sdegno che il governo, attraverso i ministeri della Transizione Ecologica e dei Beni Culturali, ha dato il via libera ad attività finalizzate allo sfruttamento minerario del territorio montano fra l’entroterra del Tigullio e i Comuni spezzini di Maissana e Varese Ligure (Alta Val di Vara). Una decisione assunta ancora una volta contro la volontà delle nostre comunità locali, come è stato nel caso del parere favorevole espresso dagli stessi ministeri al progetto di centrale a gas nell’area di Vallegrande.” Così in una nota il consigliere comunale spezzino Giulio Guerri, capogruppo della lista civica Per la Nostra Città con Giulio Guerri. “È ben difficile trovare qualcosa di ecologico nell’idea che un territorio di grande pregio paesistico e che in questi anni ha maturato importanti vocazioni nei campi della salvaguardia del proprio patrimonio storico e naturalistico e della promozione del turismo sostenibile, sia condannato alla prospettiva di divenire sede di attività estrattive. Fra l’altro non è un aspetto secondario il fatto che ancora una volta la cittadinanza e le sue istituzioni rappresentative si ritrovino ad essere non ascoltate dal governo su una questione di grande rilevanza e impatto sul futuro del nostro territorio. Come nel caso della centrale a turbogas (contro la quale – colgo l’occasione per ricordarlo – il nostro gruppo ha peraltro promosso in città una nuova raccolta-firme), tutto quello che si potrà fare per far valere la volontà del nostro territorio, contro un’operazione che a nostro avviso si pone fuori dal tempo e in conflitto con le reali esigenze della nostra comunità e con i principi della salvaguardia ambientale, dovrà necessariamente essere fatto”.

 

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