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I voti

Thiago azzecca tattica e sostituzioni. Provedel para tutto, Gyasi non si emoziona all’ultimo

Uno per uno i voti e i giudizi degli aquliotti vittoriosi a San Siro. Le parate di Provedel e gli scatti di Agudelo f anno disperare Pioli. Thiago Motta ha il merito di non ricorrere al turnover mandando un messaggio di coraggio alla squadra. E poi c'è la sorte d'accordo, ma la fortuna, si sa, aiuta gli audaci.

Provedel 7.5 – Se lo Spezia non va sotto nel primo tempo il merito è tutto suo: da applausi scroscianti il guizzo con cui si oppone al diagonale di Leao ma è soltanto l’inizio di un pomeriggio che ha dell’incredibile. Si ripeterà più tardi con il piede sulla sassata di Ibra dimostrando un ottimo piazzamento sul diagonale dello svedese e su Saelemaekers prima dell’intervallo. Nulla da dire sul rigore visto che colpisce nettamente Leao più veloce di lui ad avventarsi sul pallone e se il palo lo salva, nulla può poco dopo quando il talento portoghese lo fredda. Alla fine pensi che la parata più bella la faccia sulla conclusione di Saelemaekers allungandosi sulla sua destra per togliere ancora con il piede la palla dall’angolo ma non ci siamo ancora: guardate cosa fa su Ibra nell’ultima punizione e soprattutto sull’ultimo colpo di testa dello svedese in cui ringrazia anche la traversa per la collaborazione. Non prende 8 solo per quell’uscita ma se la ricorderà per tutta la vita questa serata.

Amian 6 – Sul suo binario galoppa un certo Leao, uno dei golden boys del football internazionale con le sue movenze, le sue serpentine irresisitibli. Cerca di rimanere concentrato sul pallone ma le finte del lusitano al 15’ lo fanno sedere ma non lo fanno sentire peggio, anzi. Sopporta le sue falcate imprendibili con umiltà e dedizione ma non rinuncia a partecipare all’azione offensiva segno che comunque è cresciuto tanto in personalità: è suo il tentativo più nitido per arrivare al pareggio con un’imbucata non casuale che impegna seriamente il portiere di casa. Finisce in crescendo, segno che anche la condizione lo supporta. Oggi era uno di quei test col coefficiente proibitivo e il francesino è rimasto in piedi come un soldato al fronte.

Erlic 6.5 – Gli tocca la marcatura “vip” per la 150esima in rossonero di Ibrahimovic: il croato non sente l’emozione e limita lo svedese, capace di andargli via soltanto una volta, di forza. Quando Pioli mette dentro tutti gli attaccanti che ha, il coefficiente di difficoltà salirebbe ancora ma paradossalmente lo Spezia regge meglio l’urto: un conto è dover fermare un Milan debordante sulle fasce, un altro difendersi dai traversoni. L’applicazione sfiora la perfezione, qualcosa lo concede nel recupero prima del contropiede fatale che trasforma una serata segnata in un’impresa sportiva. Altro capitolo indimenticabile vissuto da protagonista, l’ennesimo da quando veste la casacca bianca.

Nikolaou 6 – Il Milan va in vantaggio nel recupero del primo tempo e dopo aver sbagliato un rigore: già questo ha dell’assurdo. Se poi a Leao gli concedi un’occasione del genere lisciando la chiusura c’è poco da recriminare. Apre il secondo tempo con un altro errore grave in uscita che propizia inopinatamente il contropiede del Diavolo. Peccato perché aveva cominciato il match meglio del compagno di reparto. Quando entra anche Giroud riesce a mettergli la museruola, chiudendo ogni pertugio poi quel lancio improvviso che promette liberazione e invece diventa spada di conquista.

Gyasi e Theo Hernandez

Gyasi 7 – Un palleggio meccanico nella zona rossa del centrocampo lo costringe al giallo sul break di Bakayoko pronto a volare in contropiede. La sua area di competenza è la più fertile perché fra le linee i rossoneri devono uscire dalle marcature e lo Spezia può trovare la superiorità numerica. Prezioso perché è il primo degli uomini avanzati a portare pressing sul primo possesso milanista. L’apporto offensivo cresce col passare del tempo anche se, a conti fatti, la prima volta che entra in area è nell’ultimo minuto di recupero e dopo una partita di corsa e sacrifici, protezioni e inseguimenti, bacia la biglia che sbanca San Siro, con una freddezza quasi irreale. Lo sa Ema quali e quanti campioni hanno segnato in quella porta?

Maggiore 6.5 – Un primo tempo in cui l’impegno più sostanziale e’ di tenere i reparti appiccicati. L’apporto offensivo è a corrente alternata perché il Milan concede le briciole ma ci sono palle recuperate, movimenti anticipati, le cose che un centrocampista moderno deve saper fare anche in contesti improbi come quello del “Meazza”. La crescita della squadra nella ripresa è anche la sua anche se il pericolo è dietro l’angolo: inevitabile l’ammonizione quando ferma Theo che lo terrà fuori nel derby. Ma visto com’è andata, può gioire: l’impresa è compiuta. Il ragazzo gioca bene. (Dal 34’st Kovakenko 6.5 – Si possono giocare 10′ senza essere notati oppure si può entrare in campo con l’elmetto e gettarsi in battaglia, sfruttando con il cinismo algido di un ucraino la palla giusta che radiocomanda a Gyasi e che vale molto più dei minuti giocati. Pronto per sostituire il capitano per il derby).

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Kiwior 6.5 – Ancora una volta davanti alla difesa, la cosa più importante del suo primo tempo la fa però da difensore centrale: è l’ultimo baluardo su cui va a sbattere Saelamaekers dopo una grande giocata personale in area di rigore. Un mese e mezzo fa San Siro battezzò la sua prima in maglia bianca contro l’Inter, il crescendo delle sue prestazioni è sotto gli occhi di tutti. L’idea è contenere l’estro di Brahim Diaz, missione compiuta visto che lo spagnolo è il peggiore del Milan.

Bastoni 6.5 – Limita la corsa di Florenzi e si mette a disposizione dei compagni soprattutto quando c’è da sporcare le linee di passaggio di un Milan che quando si distende fa paura. Ma è nella ripresa che esce allo scoperto, trovando il passo e le ormai consuete incursioni che tolgono certezze all’avversario e fanno guadagnare metri. Classe 1996, tanta serie C alle spalle e ora i frutti di una gavetta vissuta con la professionalità di sempre: che l’avversario si chiamio SudTirol o Milan, per lui non cambia nulla.

Reca 6.5 – Che scontro sulla fascia con il milanista Saelamaekers, uno dei più imprendibili del Diavolo, eppure estromesso piuttosto presto da Pioli. Quando il duellante esce di scena lui ringrazia e sale in cattedra, pulsando sulla sinistra e obbligando Pioli alle contromisure. Nella sua prova di sostanza si ricorda il tentativo con cui impegna seriamente Maignan e tanto lavoro oscuro. Abbandona soltanto perché finisce a terra dopo un brutto colpo: la spalla gli fa male e Motta no vuole rischiare oltre. (Dal 31’st Ferrer – n.g.).

Verde 6.5 – Nel primo tempo si accende raramente, troppo isolato per inventare la giocata contro un Milan sfacciatamente arremnbanete. Ma a quelli come lui per fare la differenza basta un guizzo, un numero che spiazza la folla, una giocata che risolve. Come quel pallone messo nel mezzo alla perfezione che manda in porta l’amico Agudelo. Gioia condivisa, il ’10’ aquilotto è di nuovo protagonista!

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Manaj 6 – Modalità autoscontro al cospetto della coppia Gabbia-Bakayoko, riesce a fare un grande lavoro in appoggio che tiene alto lo Spezia, costringe Kalulu al cartellino. Servito col contagocce, gioca nella parte della gara meno congegnale ai desideri dell’attaccante ma a volte va bene anche così. A differenza di Maggiore, evita il cartellino giallo e dunque ci sarà contro la Samp. (Dal 13’st Agudelo 7.5 – Entra come sa quando sono le giornate migliori e da una sua giocata insistita arriva la più bella occasione della partita. Parte da destra, ma in realtà svaria come una libellula su tutte le zone d’ombra di un Milan devastante davanti ma perforabile dietro. Costringe Gabbia al placcaggio con cartellino ma soprattutto buca il Milan facendosi trovare pronto alla stoccata su assist al bacio di Verde che da quella posizione aveva già reso grande Bastoni a Marassi).

All. Thiago Motta 7 – Contro una macchina perfetta capace di accelerazioni improvvise con i suoi fuoriclasse ci vuole un’aggressività fuori dal comune e anche il coraggio di chi non si limita ad erigere un muro. Il Milan, che ha segnato tre gol a partita nelle ultime tre in campionato, crea la bellezza di nove occasioni in mezz’ora ma alla fine segna sull’errore personale. Lo Spezia non è del tutto una comparsa ma davanti l’indice di pericolosità molto vicino allo zero. Ben diversa la ripresa che lo Spezia affronta con il coraggio che serve per uscire da San Siro a testa alta: sale il baricentro, salgono i giocatori per appoggiare la fase offensiva, entra Agudelo e pareggia. Un gol che regala coraggio e tiene alti e perniciosi i ragazzi di Motta, pronti ad infilare le armature e a prepararsi alla guerra finale. Provedel tiene in piedi la squadra sino alla fine ma ci sono anche i meriti personali di aver saputo dare una continuità tecnico-tattica alla squadra, confermando a Milano gli stessi di Marassi quando tutti speravano nel turnover. Il capolavoro lo fa con i cambi: Agudelo prima e Kovalenko dopo, sono stati decisivi nelle azioni che hanno permesso la rimonta. E’ la terza pesantissima vittoria nelle ultime quattro gare, la seconda consecutiva (non era mai successo) e lontano dal Golfo dopo il Napoli cade anche il Milan. Messias e quel gol virtuale avrebbero raccontato un altro epilogo ma dicono che la fortuna aiuti gli audaci…

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