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Sindacati, pressing sulla Marina: “Assunzioni, soldi per le infrastrutture e un vero piano di rilancio”

Il Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio Credendino ha dichiarato che saranno destinate alla Base Navale ulteriori risorse da impiegare nell’ammodernamento delle infrastrutture dell’Arsenale, attraverso un nuovo finanziamento del cosiddetto Piano Brin per una cifra pari a 72 milioni di euro. Ma le parti sociali si dichiarano insoddisfatte: "Incontro poco approfondito".

Arsenale marittimo della Spezia

Giornata spezzina mercoledì mattina per il Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio Credendino, in visita alla Base Navale nel contesto di una serie di incontri, alla presenza del Comandante del Comando Marittimo Nord Ammiraglio Ribuffo e del Comandante del Comando Logistico della Marina Militare Ammiraglio Abbamonte. Ricevendo le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl FP e UilPa, il Capo di Stato Maggiore della Marina ha aperto la seduta dichiarando di essere perfettamente a conoscenza della situazione e dei fabbisogni della Base Navale spezzina e si è impegnato ad organizzare nel breve periodo una riunione operativa e pianificatrice delle richieste da avanzare per il futuro della Base spezzina, strategica e fondamentale nel Sistema di difesa nazionale. L’Ammiraglio Credendino ha dichiarato poi di stare seguendo le procedure avviate, rendendosene garante, per le assunzioni negli enti del territorio, pari a circa 220 unità, di cui un centinaio per il solo Arsenale della Spezia. Arsenale che oggi conta 540 dipendenti civili, che arrivano a circa 1700 considerando tutti gli enti della Base navale.

L’Ammiraglio ha inoltre dichiarato che saranno destinate alla Base Navale ulteriori risorse da impiegare nell’ammodernamento delle infrastrutture dell’Arsenale,
attraverso un nuovo finanziamento del cosiddetto Piano Brin per una cifra pari a 72 milioni di euro, cui andranno aggiunti almeno altri 300 milioni di euro, per l’ampliamento e l’adeguamento tecnologico delle infrastrutture arsenalizie del Paese. Le sigle sindacaali hanno sollecitato e proposto un’azione congiunta tra Marina e parti sociali nei confronti della politica sul futuro della base spezzina ed hanno fatto presente che le assunzioni programmate da tempo, benché sia auspicabile che si realizzino in tempi celeri, sono state calcolate su fabbisogni relativi a dati di qualche anno fa, mentre ad oggi le necessità occupazionali sono ben più elevate. “Sarebbe pertanto opportuno che il numero delle assunzioni fosse molto più ampio e realizzato in tempi celeri – spiegano, a margine dell’incontro, i sindacati – . Altrimenti il rischio concreto sarà quello di vedere bloccate la quasi totalità delle attività svolte dal personale civile della base. Anche riguardo gli investimenti è indispensabile un piano industriale di rilancio della base spezzina che preveda nel dettaglio quali attività saranno mantenute e sulle quali investire, comprese quelle formative, ripristinando ad esempio la scuola allievi operai”.

Rispetto al passato i finanziamenti del PNRR potrebbero liberare risorse da impiegare in tal senso. La carenza di finanziamenti ha di fatto reso sempre impossibile, in passato, un massiccio piano di investimenti, che sarebbe invece necessario: Oggi più che mai, in considerazione del fatto che la sinergia esistente tra Italia e Paesi stranieri, in ottica di creazione di un sistema di difesa europeo, candida La Spezia quale territorio ideale che possa fungere da perno di tale sinergia, tenuto altresì conto che sul territorio insiste un intero circuito industriale militare sia pubblico che privato. I sindacati, pur apprezzando la disponibilità mostrata dal Capo di Stato Maggiore della Marina, si sono dichiarate non soddisfatte del livello poco approfondito e dell’esito assolutamente non vincolante dell’incontro svolto e solleciteranno la convocazione di una prossima riunione, che in relazione all’impegno assunto dai vertici della Marina dovrà avvenire nel giro di un breve periodo e dovrà avere un carattere molto operativo”.

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