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Svolta a sinistra

Locomotiva Reca: “Che intesa con Basto! Questo Spezia non è come il Crotone”

Il polacco cresce ogni giorno, con Bastoni e Verde quella fascia ha una forte vocazione offensiva. "Il mio periodo difficile è alle spalle, credo che ci si possa salvare se cresciamo ancora". Reduce da due retrocessioni con Spal e Crotone. "Rispetto alla scorsa stagione in Calabria, in squadra ci sono molti più giovani. C'è grande energia e anche quando commettiamo un errore, c'è sempre il modo di recuperare con il lavoro fisico".

GENOA - SPEZIA 0-1 (09/01/2022)

Nome da imperatore bizantino, Arkadiusz Reca ha appena iniziato il proprio governo della fascia sinistra. La domanda veniva spontanea in estate, anche nelle settimane della lunga trattativa per portare in maglia bianca il terzino polacco. Sì, ma allora Bastoni? Tra tutti gli esperimenti, o presunti tali, di questi mesi, quello di spostare la gloria di Piana Battolla nel ruolo di mezzala è tra i più riusciti. “Simone è una grande calciatore! Anche lui può fare il difensore di sinistra e quando giochiamo assieme penso ci completiamo bene. Se io avanzo, lui mi copre e così faccio io quando sale lui. E sono sicuro che possiamo ancora migliorare la nostra intesa”, dice a CDS il 26enne.

Un bell’inseguimento in estate. Curiosamente, già Meluso-Italiano lo avevano individuato come rinforzo per la stagione in corso. Poi sono arrivati Pecini-Motta e il mirino non si è spostato. Con l’Atalanta la quadra si è trovata subito (1 milione subito, riscatto obbligatorio a fine stagione), con il procuratore Marci Kubacki stretta di mano ad inizio agosto sulla base di un mandato da 450mila euro. “Io? Avevo altre opzioni, volevo ragionare sul mio futuro in maniera lucida. Soprattutto parlare con la mia famiglia, che per me è la cosa più importante, e con lo stesso procuratore. Alla fine ho fatto la mia scelta e ne sono contento. I primi tempi non sono stati facili. Sono tornato dopo l’infortunio e ho preso il Covid. Appena passato il virus, subito un nuovo infortunio. Ora sto bene, mi alleno senza problemi da un po’. Speriamo di essersi lasciati tutti i problemi alle spalle per questa stagione”.

Arkadiusz Reca e il Ds Riccardo Pecini

 

Scelta sempre delicata quella di cambiare casacca, tanto più a titolo definitivo. E poi se vieni da due retrocessioni di fila con Spal e Crotone… “Cosa c’è di diverso quest’anno? Lo spogliatoio. Rispetto alla scorsa stagione in Calabria, in squadra ci sono molto più giovani. C’è grande energia e anche quando commettiamo un errore, c’è sempre il modo di recuperare con il lavoro fisico. Senza questa caratteristica, si fa molta più fatica. Allo Spezia, ogni giocatore ha qualcosa a livello individuale che può fare la differenza. Ovviamente dobbiamo lavorare molto, perché non ti puoi mai rilassare. Ma io credo nella salvezza. Abbiamo trovato punti importanti ultimamente e sono sicuro che ne faremo ancora”.

A proposito, qualcosa da chiedere a sé stesso ce l’ha. “Vorrei iniziare a fare qualche assist e anche qualche gol. In Polonia giocavo ala e ho segnato tanto in carriera. Poi in Italia ho iniziato a fare il terzino o il quinto di sinistra. Anche da quella posizione puoi renderti utile davanti”. Tra gli obiettivi, anche quello di riconquistare la nazionale e magari andare al Mondiale in Qatar. Sempre che i playoff, destino comune con l’Italia, vadano per il meglio. “Sì, ma in questo momento ho in testa solo la salvezza con lo Spezia. Per due volte ho dovuto rinunciare alla convocazione per infortuni o Covid. Importante ora fare bene in campionato, il resto viene di conseguenza. Ora facciamo abbastanza bene, ma c’è ancora una lunga strada”.

SPEZIA - SASSUOLO 2-2 (05/12/2021)

 

Legatissimo alla moglie Kasia e alle loro bambine, Reca ha affrontato le difficoltà che molti giovani genitori si sono trovati di fronte in questi mesi di pandemia. “Quando sono risultato positivo siamo dovuti rimanere tutti a casa. Personalmente ho avuto sintomi solo per due giorni, però dovevo comunque rimanere in isolamento nella mia camera. Ho iniziato a fare un po’ di attività fisica per non perdere la forma. E’ stata più dura come papà, non poter correre di là a giocare con le mie figlie. Fortunatamente tutto si è risolto”.

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