momenti culturali
|A Tellaro la presentazione del libro “Il brodo di Natale in Emilia-Romagna”
Saranno i locali della Locanda Miranda di chef Gianni d’Amato ad ospitare giovedì 6 gennaio, a partire dalle 17.30 a Tellaro, la prevista la presentazione del libro “Il brodo di Natale in Emilia-Romagna”. Quella di Tellaro è l’unica data del book tour prevista in Liguria. Il libro nasce da un’idea della parmigiana Irene Fossa e del piemontese Mattia Fiandaca, accomunati dalla passione per la cucina di casa e il suo racconto. “Il brodo di Natale in Emilia-Romagna” è un viaggio ideale lungo la via Emilia, le sue città e le sue diversità gastronomiche raccontate attraverso le ricette dei primi piatti in brodo che sono il must della tavola natalizia di questa terra. A impreziosire il testo sono gli interventi di numerosi contributori, tra storici, scrittori, giornalisti e gastronomi: Alberto Capatti, Luca Cesari, Lia Cortesi, Martina Liverani, Massimo Montanari, Alberto Natale, Paolo Tegoni e Giulia Ubaldi. Il progetto editoriale è nato dal basso: una raccolta fondi lanciata sulla piattaforma di crowdfunding Idea Ginger, che ha permesso di superare 8.000 euro di donazioni. L’altro elemento distintivo de “Il brodo di Natale in Emilia-Romagna” è la sua natura benefica. Per ogni donazione ricevuta e per ogni copia del libro venduta, parte del ricavato viene devoluto a Il Tortellante di Modena, laboratorio abilitativo dove giovani e adulti nello spettro autistico imparano a produrre pasta fresca fatta a mano e in particolare, non a caso, i tortellini modenesi. Il progetto, avviato a gennaio 2016 dall’associazione Aut Aut, sostenuto e promosso fin dall’inizio dallo chef tristellato modenese Massimo Bottura, si è dimostrato anche una buona pratica di inclusione, coinvolgendo tutta la comunità, e un’iniziativa che ha permesso di aumentare in queste persone le attività abilitative e migliorarne le autonomie.
“Il brodo di Natale in Emilia-Romagna” è quindi un progetto di cuore che coinvolge con un lavoro di sistema in primis un’intera Regione, ma anche tutti coloro che in questa terra, in questa tavola e in queste ricette si rispecchiano perché vedono parte della loro storia, nonché tutti gli emiliano-romagnoli sparsi per il mondo e tutte le persone che si vogliono emozionare leggendo e sfogliando
storie di cucina. Anolini, cappelletti, tortellini, in ogni città – ma sarebbe meglio dire in ogni famiglia – diventano protagonisti di un racconto che si snoda coinvolgendo, non solo conosciuti protagonisti del mondo gastronomico emiliano-romagnolo, ma anche non addetti ai lavori, persone comuni per cui il cibo, la sua preparazione e la sua narrazione, sono parte integrante della propria vita. Una ricetta per ogni città, accompagnata da un ricordo e da una storia personale: il tutto impreziosito da una diversa opera realizzata appositamente da Lucia Catellani, grafica e illustratrice di Reggio Emilia che da anni si occupa in particolare di rappresentare il cibo, tavole e piatti. Quello che scorre nelle pagine de “Il brodo di Natale in Emilia-Romagna” non sono tanto e
semplicemente numeri, grammi o centilitri dei diversi ingredienti. Ogni ricetta è infatti anche storia, racconto, aneddoto famigliare in cui riconoscersi o immedesimarsi. Ed è grazie alla fermata nella città di Reggio Emilia che i due autori hanno potuto fare la conoscenza di Fulvia Salvarani, presidente dell’associazione del Cappelletto Reggiano ma anche compagna di vita e lavoro dello chef Gianni D’Amato che, meno di un anno fa, è approdato proprio alla Locanda Miranda di Tellaro. Quale migliore occasione, dunque, per presentare il libro fuori regione e offrire, ovviamente,
anche a chi è più distante da certe tradizioni e dai luoghi riportati nel libro un assaggio di cappelletti in brodo e del Natale come lo si vive in Emilia-Romagna.





