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Lerici

“Una variante al Puc tardiva e che lascia aperte troppe incognite”

L'intervento del gruppo consiliare 'Siamo il Golfo dei poeti': "Solo cinque giorni di tempo per studiare le risposte dell'amministrazione alle osservazioni".

Comune di Lerici

“Giovedì 30 dicembre, in Consiglio Comunale, abbiamo avuto la conferma che tutte le nostre osservazioni alla variante al Puc, 14 punti sviluppati in sette pagine, frutto di un lavoro attento e approfondito di oltre un mese, sono state respinte, come anche quelle di Italia Nostra e Legambiente. Condividiamo l’intenzione di questa variante, ancorché tardiva, che va nel senso di limitare gli effetti abnormi della applicazione della 49/09 in modo estensivo. Ma evidenziamo che si è persa l’occasione per provare ad intervenire per salvaguardare meglio il territorio: quando vediamo le ruspe in azione, come sta avvenendo, è troppo tardi, e purtroppo è già troppo tardi: questa variante per limitare la Legge 49/09 infatti giunge con anni di colpevole ritardo che hanno causato danni irreversibili all’ambiente”. Si apre così la nota del gruppo consiliare ‘Siamo il Golfo dei poeti’.

“L’amministrazione comunale – proseguono i consiglieri Vara, Nebbia Colomba e Ratti – poteva intervenire 5 – 6 anni fa, anni che hanno consentito sfregi ambientali. Solo l’indignazione dei cittadini a fronte delle nostre interrogazioni e mozioni (su Salita Canata), della manifestazione popolare, del ricorso al Tar di Legambiente, del blocco dei lavori, hanno sortito questa variante, con colpevole ritardo. Oltretutto con tempistiche imbarazzanti: per esprimere le considerazioni i tecnici comunali e gli amministratori hanno avuto tempo dal 18/11 al 24/12 , invece noi abbiamo ricevuto le considerazioni elaborate dell’amministrazione solo il 24/12 (Vigilia di Natale!) con solo cinque giorni di tempo per studiare le risposte. E soprattutto non è stata promossa nessuna discussione o confronto pubblico sul tema”.

“Sarebbe stato opportuno – proseguono dal gruppo di opposizione – prevedere sin da subito mitigazioni e compensazioni di questi impatti, limitare e disciplinare in maniera più cautelativa questi potenziali spostamenti di volume, che provocherebbero comunque operazioni di demolizione e trasferimento volumi in territori delicatissimi sotto il profilo territoriale, paesaggistico e ambientale. Questa variante lascia aperte troppe incognite. Se al Guercio potrebbero atterrare ‘solo’ 3612 mq, cosa può succedere al territorio di Lerici nell’ipotesi di una rilocalizzazione con ampliamento dei restanti 69.586 (73018-3162) mq di edifici? Non è solo un problema di quantità, ma anche di qualità: dove e con che impatti atterrerebbero i nuovi volumi demoliti e ricostruiti? Come interferirebbero con il paesaggio dei versanti a mare? Siamo così sicuri che spostare e ampliare edifici da zone a rischio geomorfologico ad altre aree nei loro ambiti di appartenenza non esponga al rischio di impatti paesaggistici gravosi i versanti costieri? E’ evidente che nella valutazione ambientale si sarebbe dovuto porre un minimo di attenzione alla qualità del paesaggio”.

“Quali meccanismi di controllo, infatti – concludono da ‘Siamo il Golfo dei poeti’ -, la variante pone in essere per i volumi che si sposterebbero da una zona all’altra dei versanti costieri? Ripetiamo: è stata fatta una valutazione dell’impatto potenziale sul paesaggio? Vengono poste regole di mitigazione degli effetti di trasferimento dei volumi? Vengono previste esclusioni per le parti paesaggisticamente più rilevanti? Vista la evidente mancanza di risposta a queste domande e la scarsa attenzione a questi interrogativi che si evidenzia nelle risposte, riteniamo che questa variante non rispetti l’obbligo di legge e cioè di modificare i piani per l’applicazione del Piano Casa ‘tenuto conto dei caratteri ambientali, paesaggistici ed urbanistici del proprio territorio’ (art. 1 comma 2 della l.r. 49/2009).
Si è fatta quindi una variante al Puc senza tenere in debita considerazione i 0caratteri ambientali, paesaggistici ed urbanistici del proprio territorio’ (art. 1 comma 2 della l.r. 49/2009). Si dice che la legge non prevede interventi ‘compensativi’ e che non ne sono stati previsti un nella normativa adottata: ci sembra un approccio sbagliato, contrario allo spirito stesso della legge sopra richiamata. Infine, tutto ciò ci sembra una preoccupante premessa di quello che potrebbe avvenire al momento della revisione complessiva del Puc che, lo ricordiamo, sarà lo strumento per salvaguardare o distruggere il nostro ambiente. Noi continueremo a vigilare e a proporre”.

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