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"serve riequilibrio tra città militare e civile"

“Vasca oceanica idea apprezzabile, ci auguriamo si trovi sito adatto”

Il circolo Pd Marola, Cadimare e Campiglia: "Quando si fanno cambiamenti va consultata la popolazione, non si può giocare alle costruzioni sulla testa dei cittadini".

Marola e la base navale

“Nei giorni scorsi la stampa locale ha riportato la notizia della possibilità che nella nostra città venga costruita una vasca navale oceanica, vale a dire uno strumento che testa il comportamento dei materiali, della forma e della struttura delle imbarcazioni quando vengono sollecitate dal movimento del mare. Qualcosa di molto più preciso ed affidabile di una simulazione al computer. L’ipotesi, comunicata dopo una riunione del Ministero della Difesa col Comune, l’Università di Genova e la Marina Militare, è interessante ed ha il pregio, più unico che raro, di guardare al futuro. Infatti l’Amministrazione Comunale di Centro Destra in carica ed in prossima scadenza ci ha abituati ad un volo rasoterra e non ci ha ancora illuminati su quale idea di città abbia”. Così in una nota il circolo Pd Marola-Cadimare-Campiglia.

“Per il sito dove costruire la struttura – si legge ancora – si è pensato alle vasche di stagionatura dei legnami all’interno dell’Arsenale Militare. L’articolo riferisce di ostacoli di carattere tecnico per le dimensioni dell’impianto e giuridico perché le vasche sono sotto tutela della Sovraintendenza Archeologica, belle arti e Paesaggio perché costruite intorno al 1860. Noi aggiungiamo, per precisione, che l’area è stata sede di un insediamento romano, infatti, durante gli scavi per la costruzione degli invasi furono ritrovati numerosi e importanti reperti ora custoditi nei musei comunali. Nel merito la cosa è apprezzabile e costituirebbe un salto notevole dell’offerta tecnologica del territorio. Ci auguriamo che si trovi un sito adatto. Sul metodo alcune osservazioni: la evidente sproporzione tra le aree occupate da vincolo militare e il ruolo attualmente svolto dall’Arsenale è tale da favorire le più svariate proposte di utilizzo. Basta avere pazienza e sfogliare le rassegne della stampa locale dagli anni ’70 del secolo scorso ai giorni nostri e avremo una collezione di idee, tutte sensate, ma quasi sempre con un difetto. Soprattutto quelle che comporterebbero un uso civile di parti rilevanti mancano di una visione generale di come si potrebbero armonizzare con le particolari esigenze delle attività militari e con la città”.

“A nostro parere per avere seguito le proposte devono essere contestuali alla riorganizzazione delle strutture militari che stanno su di un’area disegnata un secolo e mezzo fa, quando La Spezia doveva diventare la principale piazzaforte marittima d’Italia. Altrimenti le proposte anche molto interessanti finiscono solo per dimostrare quanto sia anacronistico sacrificare tanto territorio. Serve un riequilibrio tra la città militare e quella civile: una sorta di piano regolatore concordato. Nel 2008 l’Amministrazione Comunale di centrosinistra con Sindaco Massimo Federici ha fatto un tentativo in questo senso che si è arenato per sostanziale indisponibilità della Marina Militare. Il problema è rimasto. Infine, quando si fanno cambiamenti va consultata la popolazione, non si può giocare alle costruzioni sulla testa dei cittadini. Soprattutto va sentita la popolazione di Marola che ritiene da tempo matura la propria aspirazione a recuperare il mare perduto con la costruzione dell’Arsenale”, concludono dal circolo.

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