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Enel, il Consiglio si spacca di nuovo. Centrodestra e centrosinistra proseguono la battaglia con i rispettivi mulini a vento - Citta della Spezia
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Enel, il Consiglio si spacca di nuovo. Centrodestra e centrosinistra proseguono la battaglia con i rispettivi mulini a vento

Comune della Spezia

Nella presentazione della mozione urgente della maggioranza Fabio Cenerini aveva anche stigmatizzato una frase scritta da un giornale in cui si diceva che sulla questione Enel “centrodestra e centrosinistra giocano a scaricabarile. La colpa? Sempre degli altri”. L’ex azzurro ha invitato la stampa, sempre più presa di mira (anche recentemente, e per l’ennesima volta, dal sindaco nel corso di un incontro in Accademia Capellini), ad andare oltre al rito dei comunicati stampa. Il Consiglio comunale ieri, a detta del consigliere, voleva dare un colpo di reni, dimostrare a tutti che la politica che si fa a Palazzo civico è una cosa seria: su un tema come la riconversione dell’ormai ex centrale in impianto a turbogas maggioranza e opposizione avrebbero dimostrato di essere in grado di andare oltre alle differenze e di votare all’unanimità un documento che contenesse solamente i punti in comune delle due mozioni urgenti presentate durante i lavori.
Urgenti: si badi bene, perché da giovedì scorso, quando è stato firmato il decreto della Via dai ministri Cingolani e Franceschini, i rappresentanti degli spezzini in Comune non hanno trovato un momento per predisporre un testo condiviso. Già questo sarebbe stato sufficiente per sapere come sarebbe andata a finire: la logica del tentato agguato reciproco – di quelli che fa un gatto domestico alle pantofole della sua padrona, senza denti e senza unghie – non avrebbe comunque potuto portare lontano. E così è andata, con la maggioranza (ma solo quella extragovernativa) arroccata nel sottolineare i demeriti dei ministri (uno Pd, l’altro forse erroneamente accostato al M5S) e l’opposizione proiettata al futuro, con il dito puntato verso la Regione Liguria e il presidente Toti, di cui si sarebbe voluta la convocazione in commissione consiliare per affrontare l’annosa questione del turbogas. Tutti d’accordo sul fatto che il territorio ha già dato e che Enel deve rimanere senza fonti fossili, ma nei dispositivi delle mozioni stavano le differenze, ritenute insanabili. Tanto che quando a fine dibattito la consigliera pentastellata Jessica De Muro ha chiesto se si stesse andando alla votazione o verso la stesura di un ordine del giorno comune nessuno le ha risposto.
Il dibattito, d’altronde aveva ricalcato quelli già celebrati in passato, quando per un paio di volte il Consiglio comunale è riuscito nell’intento di approvare un testo contro il turbogas all’unanimità (al netto di qualche assenza strategica). Ma siamo a sei mesi dalle elezioni e ogni motivo è buono per distinguersi rispetto agli avversari. E la pratica Enel sembra fatta apposta: troppo complessa per essere davvero compresa e spiegata ai cittadini, strumentalizzabile e sventolabile da chicchessia come uno spauracchio e infine tecnicamente di competenza sia del governo che della Regione (che deve rilasciare l’intesa), dove siedono i padri politici di opposizione e maggioranza.
Quali saranno i prossimi passi lo ha spiegato nel suo intervento Pierluigi Peracchini. Dopo l’ok sulla Via si svolgerà la conferenza dei servizi nel corso della quale Comune, Provincia e Regione potranno porre le proprie osservazioni. Il sindaco ha assicurato il massimo dell’impegno nel far pesare la variante al Puc che impedisce la produzione di energia con fonti fossili, mentre Provincia e Regione daranno il loro parere negativo. “Andremo sino in fondo perché la realizzazione della centrale alla Spezia non è indispensabile per il sistema elettrico nazionale e a quel punto solo un decreto ministeriale, che è sovraordinato rispetto ai provvedimenti comunali, potrà imporre l’installazione del gruppo a gas. Ma è un atto che non si è mai visto in Italia”, ha ribadito convinto Peracchini.
Il tempo dirà chi ha ragione. Sino a ora le documentazioni tecniche prodotte e approvate a livello nazionale portano a una sola soluzione, mentre le voci che si alzano da Palazzo civico continuano a scagliarsi in ordine sparso contro i mulini a vento. Tanto quelli non rispondono.

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