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Biodigestore, Giampedrone: "Offensivo pensare ci siano state carenze istruttorie" - Citta della Spezia
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Biodigestore, Giampedrone: “Offensivo pensare ci siano state carenze istruttorie”

La risposta dell'assessore regionale all'interrogazione del consigliere Ugolini. Il pentastellato: "Smettiamola di prenderci in giro".

Giacomo Giampedrone

Un’interrogazione per sapere come Regione valuti “le carenze istruttorie emerse nell’audizione che hanno portato al rilascio del Paur sul progetto del biodigestore di Saliceti; e se il proponente possa avvalersi dei finanziamenti pubblici previsti dal Decreto Mite del 6 agosto 2021, rispettando i criteri previsti dallo stesso”. A presentarla stamani in consiglio regionale l’esponente del Movimento cinque stelle Paolo Ugolini. A fornirgli un’articolata risposta, l’assessore competente Giacomo Giampedrone. Premesso che nel marzo 2021 la presidenza del Consiglio dei ministri non ha accolto l’opposizione del Comune di Vezzano, che il Parco di Montemarcello, Magra e Vara “che aveva indicato nella fase iniziale la necessità di approfondimento, non l’ha più riscontrata in esito alle avvenute integrazioni da parte del proponente” e che, “la valutazione di eventuali impatti sulla biodiversità è stata effettuata conformemente alle vigenti disposizioni regionali dal Settore Parchi e Biodiversità della Regione e da Arpal come supporto tecnico”, l’esponente della giunta ha poi osservato, guardando all’aspetto sismico, che “l’ambito regionale è caratterizzato dall’assenza di tipologie di faglie attive capaci, secondo le condizioni indicate nelle linee guida nazionali e come desumibile nella delibera di giunta 534 del giugno 2021. Quindi con riferimento al rischio sismico si conferma l’assenza di vincoli preordinati ostativi ascrivibili alla pianificazione di settore”.
L’assessore Giampedrone ha poi toccato il punto del rischio idrogeologico, spiegando che c’è parere positivo dell’Autorità di Bacino. Il punto, qui, ha illustrato, è “una modesta porzione del fabbricato uffici ricadente in area P3A, inondabile con tempo di ritorno 200 anni, dove gli interventi di nuova edificazione, previo parere, sono consentiti qualora la pericolosità non si discosti significativamente da quella di cui alla classe P3B. Sono stati pertanto acquisiti i necessari approfondimenti consistenti nella sovrapposizione delle previsioni progettuali alla cartografia del Piano di assetto idrogeologico e nell’individuazione di accorgimenti tecnici e costruttivi di autoprotezione del volume edilizio interessato”. Con parere dell’Autorità di Bacino, come detto, positivo.

Giampedrone ha dunque sottolineato che tutto il percorso che ha portato all’ok all’impianto proposto da Recos “si è svolto nel pieno e rigoroso rispetto delle norme comunitarie, nazionali e regionali sulla tutela dell’ambiente e della popolazione, sul governo dei territorio, sulla salvaguardia e la tutela della biodiversità, oltre che nel rispetto dell’iter amministrativo. Si ritiene oltremodo offensiva l’affermazione circa la carenza di istruttoria, non solo verso i funzionari del Dipartimento Ambiente e Protezione civile ma anche nei confronti di tutte le amministrazioni pubbliche partecipanti alla conferenza dei servizi, si rigetta quindi ogni asserzione a riguardo”. Infine l’assessore ha detto, in merito ai finanziamenti pubblici, che “il Pnrr evidenzia fra le principali criticità proprio la carenza di impiantistica per la valorizzazione della frazione organica e a fronte di tale assenza una delle priorità individuata tra quelle finanziabili con il Piano sono gli impianti di biodigestione anaerobica. L’intervento in questione rispecchia i requisiti previsti e può utilmente concorrere ai finanziamenti a valere sul Pnrr”.

“Smettiamola di prenderci in giro – il commento di Ugolini -: il progetto del biodigestore è sovradimensionato rispetto al territorio e stupisce che l’Ente non voglia ascoltare comuni, comitati e cittadini. Lo è da un punto di vista paesaggistico e ambientale: avrà infatti le dimensioni di cinque-sei campi da calcio con ciminiere alte 25 metri che letteralmente vomiteranno veleni in un raggio di 30 km e a 150 m di distanza dal fiume Magra. E lo è dal punto di vista idrogeologico. Non a caso, a novembre, nell’audizione della competente Commissione, associazioni e comitati ambientalisti avevano chiaramente sollevato tre problematiche non affrontate dall’istruttoria che ha portato al rilascio del PAUR del progetto in oggetto. Le criticità sono note ma Regione continua fare finta di niente! Uno: le mappe aggiornate nel 2019 mostrano che il sito si trova alla confluenza di ben quattro “faglie attive e capaci” (nonostante ciò, il servizio geologico del Dipartimento Ambiente della Regione, ha dato parere favorevole al progetto senza adeguate valutazione dell’attualità della cartografia allegata). Due: nel caso dell’area di Saliceti la valutazione del rischio idrogeologico legato alle possibili inondazioni potrebbe risultare ampiamente sottostimata (il sito dove dovrebbe sorgere l’impianto appare allagato per la risalita della falda oltre il piano campagna a seguito dell’esondazione del fiume Magra che ha interessato anche il vicino casello autostradale). E tre: non è stato valutato il rischio biodiversità, come affrontato anche dal citato Parere dell’Ente Parco Regionale Montemarcello Magra Vara”. Il consigliere ha infine ricordato “che in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 28 settembre, era uscito il Decreto MITE che finanzia con ben 900 milioni di euro la realizzazione di impianti di rifiuti anche da raccolta differenziata. Lo stesso decreto però avvisa: tra i parametri per poter accedere al finanziamento c’è pure quello secondo cui i progetti devono essere coerenti con gli strumenti di pianificazione del D.lgs. 152/2006, smontando uno dei principali argomenti che i fautori dei biodigestori usano per farli, e cioè che sono a libero mercato i rifiuti che vi finiscono. Di conseguenza i Piani non devono giustificare ex post i siti e i progetti, ma devono essere oggetto della corretta procedura di VAS e delle corrette analisi territoriali nella pianificazione provinciale come prevedono le apposite norme del D.lgs. 152/2006”.

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