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Il capoluogo

Forza Italia, da Genova critiche all’approccio “rancoroso e vendicativo” di Grazzini

I capigruppo in Regione Liguria e al Comune di Genova frenano: "Forza Italia non ha come mission quella di giocare a spaccare tutto, tanto più in un momento come l’attuale in cui anche a Roma si lavora per la massima unità, anche in vista delle imminenti scadenze elettive”.

Claudio Muzio e Mario Mascia

“Lavorare per preservare e rafforzare l’unità del centrodestra anche in vista delle prossime scadenze elettorali è un obiettivo di fondamentale importanza politica e amministrativa, che non può essere sacrificato sull’altare di revanscismi e battaglie autoreferenziali che rischiano di produrre, quale unico risultato, quello di regalare alle sinistre Enti oggi governati dalla nostra coalizione”. E’ quanto scrivono, in una nota congiunta, i capigruppo di Forza Italia in Regione Liguria e Comune di Genova, Claudio Muzio e Mario Mascia.

“Come ha ribadito con chiarezza il presidente Berlusconi pochi giorni fa nel suo intervento ad Atreju – proseguono – il centrodestra per Forza Italia ‘è una scelta di campo irreversibile’ di cui siamo orgogliosi e che appartiene al DNA e alla storia stessa del nostro movimento politico. Chi, nel campo moderato, in vista delle prossime elezioni amministrative lavora per dividere e non per unire, portando avanti come alla Spezia sfide all’O.K. Corral o duelli in punta di comunicato e utilizzando tra l’altro sui propri manifesti il simbolo di Forza Italia senza il nome di Berlusconi che ne è ideatore, fondatore e presidente, non fa il bene né della coalizione né, in ultima analisi, del partito. Forza Italia non ha come mission quella di giocare a spaccare tutto, tanto più in un momento come l’attuale in cui anche a Roma si lavora per la massima unità, anche in vista delle imminenti scadenze elettive”.

“Un approccio rancoroso e vendicativo – sottolineano ancora Muzio e Mascia – non risponde né al bene comune dei cittadini che rappresentiamo per mandato elettivo, né allo stesso interesse politico strategico del nostro movimento. Facciamo perciò nostre, parola per parola, le dichiarazioni del presidente Silvio Berlusconi, che ha ricordato come la politica ‘non dev’essere un esercizio autoreferenziale, un teatrino che parla solo a se stesso, ma per tornare ad appassionare deve pensare ai temi veri che riguardano gli italiani’. Anche noi crediamo che per i moderati, come ha detto il fondatore di Forza Italia, ‘il bipolarismo non dovrà tornare ai toni rabbiosi del passato, non dovrà diventare un tentativo di distruggere il nemico, ma dovrà essere un civile confronto con l’avversario per affermare le idee migliori’, quelle con le quali il centrodestra che noi auspichiamo unito nel 2022 in Liguria lotterà per la riconferma dei sindaci uscenti e nel 2023 si candiderà a tornare al governo del Paese”.

“Far rivincere la sinistra in Liguria – concludono – è un esercizio che può forse appagare lo spirito di rivalsa di qualcuno che pensa solo alle proprie ambizioni personali, ma di certo non fa il bene né di Forza Italia, né del centrodestra, né delle città e della regione che amministriamo insieme con i nostri alleati di centrodestra. Non abbiamo bisogno di sfasciacarrozze, ma di tessitori di reti che con passione, equilibrio e buon senso lavorino pancia a terra sul territorio, in asse con la linea politica nazionale, per aggregare consenso e dare risposte concrete e puntuali alle nostre comunità. E’ questo il mandato assegnatoci dai cittadini che, ricordiamo, ci hanno eletti all’interno della coalizione di centrodestra unita. Ed è questo ciò per cui continueremo a lavorare”.

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