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"Nell'area Enel dal brucomela siamo passati al turbogas. Un disastro" - Citta della Spezia
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“Nell’area Enel dal brucomela siamo passati al turbogas. Un disastro”

Luna park, l'attrazione del Brucomela

Alle accuse incrociate fra esponenti di centro destra e di centro sinistra sulla centrale a turbogas c’è ben poco da aggiungere, ma crediamo che sia opportuno a questo punto realizzare in fretta, prima che sia troppo tardi, ciò che questa giunta ha dimenticato di mettere in atto per manifesta incapacità. 

Non ci vuole molto a capire che Peracchini non avesse idea né del futuro destino dell’area Enel, né tanto meno fosse al corrente – e questo è ancor più grave – dell’esistenza di Futur-E, un tavolo  promosso da Enel per la riqualificazione delle centrali in via di dismissione, al quale “quelli di prima” – non indenni, è bene ricordare, da gravi e precise responsabilità a riguardo, soprattutto nel passato- ne avevano già preparato l’adesione.

L’unica visione per il futuro dell’area  pervenuta da questa amministrazione è stata, dapprima l’idea fantasiosa proposta da un consigliere di maggioranza di realizzare un parco divertimenti, al quale pare che nemmeno il primo cittadino abbia dato molto credito, seguita successivamente dall’approvazione a ottobre 2018 di un ordine del giorno in cui la maggioranza si dichiarava favorevole alla conversione a turbogas, salvo un successivo retrofront quando dalle opposizioni e dalla cittadinanza ci fu una levata di scudi. 

Così dal fantasioso bruco mela volteggiante attorno alla ciminiera, che fa il paio con la mania di disseminare chilometri di lucine di Natale in ogni angolo della città, da quest’anno anche nei mesi estivi, si è passati all’approvazione della centrale a turbogas e poi a un repentino contrordine, dimenticandosi che, anche quando malauguratamente si fosse realizzata la nuova e più piccola centrale, si sarebbe dovuto comunque dar luogo a un progetto sulla destinazione del sedime rimanente (la nuova centrale occuperebbe circa un sesto del 72 ettari dell’area), vicinissimo al porto e già servito dalla ferrovia, area strategica di rara reperibilità e quasi unica in Liguria.

Nell’assenza di progetti e nella totale mancanza di dialogo da parte dell’amministrazione,  Enel ha pensato di destinare quelle aree di pregio e di sue proprietà alla logistica, parola che  assume in questo frangente il significato di deposito di container, ovvero destinazione a basso tasso di occupazione per metro quadrato e di contenuto tecnologico quasi assente. Perché se la centrale a turbogas sembra ormai cosa fatta, e noi di +Europa ce ne dispiacciamo, non per convinzione ideologica ma per il fatto che questa città ha già dato troppo in termini di morti e malattie dovute alla presenza sessantennale della centrale a carbone, è per il resto dell’area che si dovrebbe tenere alta la discussione fra comune e proprietà, tentando comunque di utilizzare ogni strumento legislativo e amministrativo per evitare che la centrale venga realizzata. E l’amministrazione comunale può fare molto, sia in termini di strumenti urbanistici (PUC), che cercando manifestazioni di interesse, come avvenne negli anni passati con il gruppo Malacalza che rilevò l’area della ex San Giorgio impiantando ASG, azienda Hi-tech operante a livello mondiale nel campo dei semiconduttori, grazie alla mediazione della giunta Federici.

Perché siamo convinti che lavoro, ambiente, beni comuni, università, ricerca, Stato, cittadini,  amministrazioni locali, industria privata e pubblica possano coesistere a patto che tutti i portatori di interesse siedano attorno allo stesso tavolo, ma ciò non è accaduto.

Data la ormai conclamata insipienza di questa giunta, che per fortuna sta volgendo al termine del proprio mandato, ci auguriamo che a porre rimedio a questo disastro, che si aggiunge a quello ancor più catastrofico della mancata costruzione dell’ospedale del Felettino, ci sia dai prossimi mesi un uomo nuovo, indipendente, slegato dai giochi della vecchia politica, capace di agire per il bene dei suoi concittadini, e che riesca a rimarginare e a suturare le ferite che sono state inferte alla città e ai suoi organi vitali dalla pessima politica di Toti & Peracchini, dandole una nuova linfa vitale che permetta una vera e propria rinascita.

 

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