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La conferenza prepartita

Thiago ci scherza: “Il prossimo che mi fischia un rigore lo abbraccio…”

Arriva un Sassuolo in grande forma, ma c’è il Picco con i suoi tifosi: “Vogliamo dare loro una gioia e credo che in certi momenti si creano situazioni speciali. Come quando sono andato ad abbracciarli dopo la vittoria contro il Torino: non è nulla di preparato, sono gesti spontanei. Io li sento vicini a noi tutti i giorni”.

Thiago Motta
“Abbiamo stabilito il record di rigori contro, situazioni che magari si potevano evitare. Sono 8 con quello in Coppa Italia contro il Pordenone. Il prossimo arbitro che mi dà un rigore non andrò ad abbracciarlo solo perché sennò mi ammonisce”. La butta sullo scherzo Thiago Motta, ma il tono non è per niente allegro. Ha lasciato il segno l’episodio di Lautaro, che a San Siro si fa 15 metri a palla lontana per stendere Erlic. Beccandosi solo il giallo. “Contro l’Inter non è mai facile, se poi anche gli episodi non vanno dalla tua parte diventa ancora più difficile da battere. Sono situazioni che possono dare la possibilità ad una squadra di combattere fino alla fine. Abbiamo visto tutti Torino-Empoli: un’espulsione ha cambiato una partita che era sul 2-0 dopo pochi minuti. Ciò non toglie che dobbiamo difenderci bene, tutti assieme, sia bassi che alti, e poi fare meglio quando abbiamo il pallone tra i piedi”.
Tre sconfitte consecutive, una certa difficoltà ad esprimersi nella fase offensiva ma anche l’inserimento graduale di elementi fino ad oggi rimasti ai margini: Reca e Bourabia, ma anche i migliori Erlic e Nzola. “Non è difficile motivare il gruppo, perché sappiamo che c’è sempre l’opportunità di svoltare con la partita successiva”, dice in conferenza. Il calendario porta al Picco una delle formazioni più un forma del momento, il Sassuolo di Alessio Dionisi. “Ha giocatori individualmente molto tecnici, molto consci di ciò che devono fare in campo. In questo momento stanno dimostrando di essere una squadra forte. Ma noi giochiamo a casa nostra e con una buona prestazione possiamo ottenere un risultato diverso dalle ultime partite”.
A San Siro un tesoro di ripartenze sfruttate poco, ma anche un atteggiamento che non è sempre sembrato grintoso. “Non credo siamo demoralizzati. Cerchiamo sempre di ottenere un risultato positivo, con lo spirito giusto. Abbiamo quasi sempre giocato con quattro difensori, tre centrocampisti e tre attaccanti per caratteristiche, magari variando la posizione del singolo per mettere in difficoltà l’avversario”.
Sui singolI: “Nguiamba si sta allenando come gli altri, quando lo vedrò pronto lo vedrete in campo. Fino ad allora deve lavorare per mettersi nella condizione migliore. Kiwior mi ha fatto una buona impressione, così anche in allenamento. A San Siro ha dato risposte interessanti per la squadra e per sé stesso, sa far uscire la palla da dietro e ha un atteggiamento interessante. Di Manaj sono contento da almeno tre settimane, non mi sorprende abbia fatto bene contro l’Inter. E’ vero che in fase di attacco non abbiamo fatto una partita eccelsa, come si poteva prevedere contro l’Inter, però ha mostrato la giusta mentalità e sono molto soddisfatto. Ha qualità fisiche e tecniche“.
Insomma, le gambe non tremano. “Impauriti no. Scendiamo in campo con il giusto rispetto, il coraggio di fare una buona prestazione e la fiducia nelle nostre qualità. A Milano ho utilizzato i giocatori che erano più pronti, nelle migliori condizioni per affrontare l’Inter. Non ho titolari, è la mia realtà. Io lavoro così”. L’elemento Picco sarà fondamentale. “Il pubblico ha sempre sentito di aiutarci. Sono convinto che lo stimolo debba partire sempre da noi in campo. Vogliamo dare loro una gioia e credo che in certi momenti si creano situazioni speciali. Come quando sono andato ad abbracciarli dopo la vittoria contro il Torino: non è nulla di preparato, sono gesti spontanei. Io li sento vicini a noi tutti i giorni”.
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