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Tiranti, bulloni e saldature: Ponte Thaon di Revel ai raggi X. Transito consentito a singhiozzo per 45 giorni - Citta della Spezia
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Sommariva: "intervento programmato"

Tiranti, bulloni e saldature: Ponte Thaon di Revel ai raggi X. Transito consentito a singhiozzo per 45 giorni fotogallery

Ponte Thaon di Revel chiuso per lavori

Manutenzione ordinaria programmata. E’ questa la motivazione della chiusura del Ponte Thaon di Revel ordinata dal presidente dell’Autorità di sistema portuale Mario Sommariva nei giorni scorsi. Un intervento corposo, quello iniziato questa mattina, che impegnerà i tecnici di Via del Molo e quelli della ditta esterna incaricata per una durata prevista di 45 giorni. Ma non sarà una serrata continuativa. Le operazioni si svolgeranno durante il giorno (indicativamente dalle 8 alle 17) e a fine giornata il transito pedonale sarà nuovamente consentito sino alla ripresa delle lavorazioni la mattina successiva. Nessuna chiusura nel corso dei fine settimana e dei festivi. Gli interventi potrebbero in alcuni casi non richiedere affatto la chiusura della passerella, concentrandosi in parti della struttura che non mettono a rischio l’incolumità dei passanti. Inoltre, coordinando lo svolgimento dei lavori con le esigenze dei diportisti ormeggiati all’interno della sezione velica della Marina militare, sarà possibile anche il transito delle imbarcazioni.

La manutenzione citata nell’ordinanza numero 95 del 30 novembre giunge a poco più di 8 anni dall’inaugurazione della struttura (era il 2 luglio 2013) e, stando alle informazioni dell’ingegner Mirko Leonardi, coinvolgerà praticamente ogni elemento del ponte. Questa mattina le attenzioni erano concentrate sui tiranti, che saranno sottoposti a pesatura e a misurazione, ma saranno oggetto di check-up anche i motori del sistema di sollevamento, gli impianti idraulici, le saldature e i bulloni. Insomma: tutto.
Per prima cosa si procederà alla misurazione dello stato tensionale dei tiranti e i risultati saranno comunicati al progettista che ha firmato progetto esecutivo che dirà se è necessaria una eventuale ritesatura dei cavi. In seguito i tiranti saranno ricoperti con una cera protettiva. Con strumenti appositi saranno effettuate alcune “radiografie” delle saldature, per verificare che non ci siano distacchi o corrosioni, mentre il serraggio dei bulloni e dei perni sarà verificato con chiavi dinamometriche. Infine verranno realizzati rilievi topografici tramite mire ottiche posizionate su elementi strutturali fondamentali come le antenne e la mappatura sarà confrontata con quelle future per verificare che non ci siano spostamenti dell’opera.

“I ponti sono strutture delicate – afferma a CDS il presidente Sommariva – ed è giusto dedicare loro le attenzioni che meritano. Tuttavia non si tratta di un intervento in emergenza, ma di un intervento programmato”.

Inutile negare che balza alla mente quanto accaduto meno di sette mesi fa dall’altra parte del golfo, quando il ponte levatoio della Darsena Pagliari, realizzato solo un paio d’anni prima, è crollato mentre era in fase di chiusura, destando sgomento e scalpore. Anche perché non erano sufficientemente distanti nel tempo disastri come lo sgretolamento del ponte di Albiano Magra e la tragedia del Ponte Morandi. Tre casi in pochi anni e che in qualche modo hanno sempre toccato gli spezzini, che dovranno pazientare qualche settimana prima di attraversare nuovamente il Thaon di Revel. Con molte garanzie in più.

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