Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
In scena a sarzana

Il Canto della Sibilla, antica tradizione mediterranea

La notte di Natale, un bambino intona un testo in cui vengono fatte profezie relative al Giudizio Universale, sulle note di una melodia tramandata da diversi manoscritti medievali.

Canto della Sibilla

La collaborazione tra le associazioni Incanto Armonico di Sarzana e Musicaround di Genova continua, dopo l’appuntamento del festival estivo, con un concerto che riporta all’antica tradizione mediterranea del Canto della Sibilla, uno dei più affascinanti documenti dell’Europa Medievale che attraverso diciassette secoli è pervenuto sino ai giorni nostri.
Domenica prossima 5 dicembre, a Sarzana, nella chiesa di San Francesco, si apre dunque alle 18.30 il periodo natalizio con El Cant de la Sibil-la, concerto che prende il nome dall’antico Canto della Sibilla, le cui origini risalgono ai primi secoli del cristianesimo. La tradizione, che nel 2010 è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio Immateriale dell’Umanità, sopravvive ancora oggi in alcune zone delle Isole Baleari e della Sardegna: in tali località, la notte di Natale, un bambino intona un testo in cui vengono fatte profezie relative al Giudizio Universale, sulle note di una melodia tramandata da diversi manoscritti medievali. Dopo il Concilio di Trento, pur essendo stato abolito dalla liturgia, il rito fu comunque trasmesso oralmente in molte zone del Mediterraneo, riuscendo così ad arrivare fino a noi.
L’evento del 5 dicembre, che vedrà il Cant de la Sibil-la nella sua versione catalana, prevede inoltre l’esecuzione di brani legati al giorno del Giudizio tratti da fonti medievali come il Codex Las Huelgas e Le Cantigas de Santa Maria. Sotto la direzione di Vera Marenco, a dar voce alla Sibilla sarà la straordinaria ed intensa presenza della cantante solista Eugenia Amisano, accompagnata dall’ensemble strumentale Musicaround, e dai cori della cappella musicale “Ferdinando Maberini” e “Juvenes Cantores” dell’antica cattedrale di Sarzana (maestro del coro Alessandra Montali) insieme al coro genovese Arkansé.
L’attualità del messaggio riportato nei testi sul potere distruttivo che l’uomo esercita contro se stesso, come ha sottolineato Marenco in una recente intervista, fa emergere l’importanza che l’esecuzione di tale antichissima musica assolve: essa riconduce ad un profondo contatto con la natura, con l’umanità, con la storia, con il passato e con il futuro, coinvolgendo chi suona e chi ascolta in un’esperienza di piena partecipazione.
L’ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti disponibili. E’ necessario il green pass per l’ingresso. Il programma è presentato su You Tube.

Più informazioni