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Dibattito in consiglio

Comitati di frazione, candidature ‘in coppia’ e via libera alle assemblee in piazza

Approvato dal consiglio comunale di Lerici il nuovo regolamento.

San Terenzo assemblea

Ok dal consiglio comunale di Lerici al nuovo Regolamento dei Comitati di frazione, approvato ieri sera con il voto favorevole della maggioranza e del capogruppo di Lerici sogna Giovanni Agnellini e l’astensione dei consiglieri Arianna Bucci (misto) e del gruppo Siamo il Golfo dei poeti (Vara, Nebbia Colomba, Ratti). Una pratica affrontata, prima di arrivare in consiglio, in un percorso imbastito in commissione nel corso del quale sono state recepite alcune integrazioni e modifiche proposte dalle opposizioni. Bocciati ieri gli emendamenti presentati dai consiglieri Ratti e Vara (voto contrario della maggioranza, astenuti Agnellini e Bucci) che proponevano, tra le varie cose, doppia preferenza obbligatoria a candidati di genere diverso in occasione delle elezioni del consiglio di frazione e la possibilità per il consiglio di frazione di indire referendum e sondaggi di opinione tra i cittadini. “Ho delle perplessità. Non si capisce perché gli eletti nel consiglio abbiano così pochi compiti, di fatto limitati all’indizione dell’assemblea di frazione”, ha affermato nel dibattito il capogruppo Vara; e per Ratti “c’è una mortificazione dei comitati di frazione. Non tutte le problematiche riferite dai cittadini, pensiamo all’illuminazione in una singola via, possono essere portate in assemblea”; da Ratti parere negativo anche sull’abolizione della Conferenza dei presidenti. Siamo il Golfo dei poeti ha però con soddisfazione sottolineato il ritocco al passaggio sulle riunioni del consiglio di frazione, ora in seduta pubblica. La consigliera Bucci ha sostenuto la necessità di consentire lo svolgimento delle assemblee di frazione in Piazza – modalità che, era emerso in commissione, Palazzo civico intendeva non contemplare – “utilizzando un registro votanti”; tema questo sospinto anche dal consigliere Emanuele Nebbia Colomba.

Il consigliere Giovanni Agnellini ha quindi espresso l’opinione che dal confronto sul regolamento “sia uscito un ottimo risultato”. “Questo regolamento non sminuisce il ruolo dei consiglio di frazione e si pone l’obbiettivo fondamentale di mettere i cittadini al centro del comitato, che è uno strumento di democrazia diretta. La possibilità di fare referendum? È già garantita dallo Statuto comunale e l’assemblea quando si riunisce ha facoltà di votare su un determinato tema, e di per sé già un voto di questo tipo è un referendum, oppure di votare per fare un referendum attraverso quanto previsto dallo Statuto comunale”, ha affermato il capogruppo di maggioranza Marco Muro. Dal sindaco Leonardo Paoletti la precisazione che la dicitura all’interno degli spazi indicati intende “anche all’interno di una piazza, ma l’importante è fare in modo che si sappia chi è legittimato a votare”. Il primo cittadino ha altresì dichiarato che “con questo regolamento non abbiamo tranciato la libertà di movimento dei consiglieri di frazione, ai quali non c’è bisogno che conferisca io il potere di dialogare con la gente. Oggi, con il nuovo regolamento, il consigliere di frazione è quasi più di un consigliere comunale. Non c’è niente di più esaltante di decidere quando convocare l’assemblea e di cosa parlare. E il referendum, già presente nello Statuto comunale, è un istituto di partecipazione diretta incompatibile con un altro istituto di partecipazione diretta, cioè il comitato di frazione. È come dare all’assemblea la possibilità di replicare sé stessa”.
Al capitolo elezioni dei comitati, il nuovo Regolamento prevede che chiunque voglia candidarsi, nel farlo, debba portare anche un candidato di diverso genere (non da votare poi per forza in coppia). “Io stesso ho qualche perplessità ma non vedo altra soluzione, e alle quote rosa preferisco garantire un equilibrio di genere in partenza”, ha osservato il sindaco Paoletti. Respinto come detto l’emendamento di Siamo il Golfo dei poeti che chiedeva l’obbligo di doppia preferenza con differenza di genere.

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