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Il buon tedesco. Il nuovo libro di Carlo Greppi - Citta della Spezia
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Il buon tedesco. Il nuovo libro di Carlo Greppi

Il buon soldato

È storia nota che a Sarzana e in altri luoghi dello spezzino e della Lunigiana, durante la seconda guerra mondiale un gruppo di tedeschi decise di passare dall’altra parte della barricata, aderendo al movimento partigiano esploso in questi luoghi nella primavera del 1944. Per conoscere meglio questa pagina di storia locale, oggi c’è un nuovo libro intitolato “Il buon tedesco” scritto da Carlo Greppi per Laterza edizioni e che tratteggia la figura del capitano Jacobs. Un soldato rispettoso delle gerarchie e ligio al dovere ma che a un certo punto da soldato modello si trasforma in ribelle e, insieme al suo attendente, sposa la causa della Resistenza. Per quanto unica appaia questa scelta, la verità è che il suo non fu affatto un caso isolato. Furono infatti centinaia i tedeschi e poi gli austriaci a vestire i panni dei partigiani mettendosi contro i propri camerati e scrivendo un’affascinante pagina di storia italiana.

La sinossi del libro “Il buon tedesco” racconta quanto contenuto in questo libro di 280 pagine uscito da poco in libreria e che, come anticipato, porta la firma di Carlo Greppi, dottore di ricerca in Studi storici all’Università di Torino, co-fondatore dell’associazione Deina e membro del Comitato scientifico dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, oltre a essere coordinatore della rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea in Italia. “Sui monti di Sarzana, proprio lungo la Linea Gotica, dove nel 1944 i combattimenti infuriavano con maggiore ferocia, il capitano della marina tedesca Rudolf Jacobs, ottimo soldato, abbandonò le proprie fila. Non lo fece per fuggire da una guerra ormai persa, ma per unirsi ai partigiani garibaldini, fino a morire eroicamente durante l’assalto a una caserma delle Brigate nere fasciste.

Apparentemente la sua sembra la storia di un’eccezione, commovente e coraggiosa, ma pur sempre un’eccezione rispetto alla nostra idea dei tedeschi zelanti combattenti della Germania nazista, fedeli fino al suo crollo. Eppure questa eccezione non fu così solitaria e isolata: parliamo di centinaia di uomini, almeno mille secondo le stime degli storici. O erano di più? Tedeschi e austriaci, “banditi”, “disertori”, “senza patria”, che hanno saputo dire di no agli ordini ingiusti, che hanno rigettato la legge dell’onore e del sangue per scegliere quella della libertà e della coscienza. Partendo da tracce labili, quasi svanite – un nome su una lapide, poche righe nei documenti ufficiali, qualche ricordo dei partigiani sopravvissuti –, questo libro è un’indagine appassionata e coinvolgente che ci trascina alla riscoperta di una pagina di storia che nessuno in Italia ha mai raccontato in questo modo”.

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