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L'obbiettivo

Toti: “Liguria da 45mila a 80mila vaccini settimanali”

Il presidente: "Ho chiesto apertura agente in tutte le Asl e linea a presentazione nei principali hub".

Centro vaccinale Ex Fitram

“Il sistema regionale si è messo in moto per dare attuazione a quanto deciso dal Governo. Contiamo di portare, dalla settimana prossima, l’offerta vaccinale dagli attuali 45mila vaccini circa a settimana a circa 80mila. Si tratta di un numero prudenzialmente alto, per garantire a tutte le categorie la possibilità di usufruire della terza dose prima delle vacanze di Natale. La Liguria si conferma in zona bianca”. Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti durante il punto stampa sulla situazione Coronavirus e vaccini nella nostra regione.
“A tutte le aziende sanitarie – prosegue Toti – ho chiesto l’apertura delle agende per le prenotazioni dalla settimana prossima per poter soddisfare quelli che immaginiamo possano essere i bisogni, sia di prima che di terza dose, delle categorie che abbiamo censito, in sostanza forze dell’ordine, personale scolastico e tutti coloro a cui scadrà il green pass nel periodo di riferimento. Ho chiesto inoltre a tutti i principali hub vaccinali che venga predisposta una linea a presentazione, senza prenotazione. Ogni azienda sanitaria ne avrà almeno uno. Sarebbe comunque meglio che si passasse attraverso la prenotazione per non ingolfare i nostri centri di prenotazione”.

“La Liguria si è mossa anche in vista dalla vaccinazione della fascia dai 5 agli 11 anni, che al momento non è operativa in Italia: ci portiamo avanti con anticipo per essere pronti, quando Aifa darà il via libera e ci verranno comunicati dal ministero i criteri applicativi – conclude Toti – La settimana prossima incontreremo i pediatri di libera scelta, e ho chiesto all’ospedale Gaslini di predisporre una linea di vaccinazione per quella categoria, linea di vaccinazione che sarà presente anche in tutte le altre aziende sanitarie liguri, in modo tale che ovviamente per i piccoli soggetti che si vaccineranno ci siano tutte le opportune precauzioni, e ovviamente ci sia tutto l’opportuno supporto informativo alle famiglie. Gli esperti comunque sottolineano come sia una vaccinazione opportuna non solo per ridurre la circolazione, ma perché essendo il virus molto diffuso in quella fascia di età non è escludibile a priori la possibilità di complicazioni, anche se molto meno probabili in termini statistici rispetto alle persone più grandi”.

“L’aumento importante dell’incidenza media settimanale – così il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi – si registra in modo omogeneo su tutto il territorio regionale, oggi abbiamo superato i 150 casi ogni 100.000 abitanti mentre si conferma un’incidenza diversa nelle diverse fasce di età: l’estate scorsa era maggiore negli adolescenti mentre in questo momento il driver di infezione è rappresentato dai bambini tra i 6 e i 12 anni, con una incidenza superiore due volte e mezzo a quella nelle altre fasce d’età. Sono in aumento anche le ospedalizzazioni, a fronte di una crescita esponenziale dell’incidenza, l’aumento dei ricoveri in ospedali nelle ultime settimane è stata costante. La Liguria nell’ultimo report ministeriale si conferma in area bianca, con un rischio moderato. Per quanto riguarda le coperture vaccinali con almeno una dose, quello registrato nelle fasce target che possono avere complicanze, rileva tassi di copertura pari ad almeno l’85% nei soggetti sopra i 50 anni. Per quanto riguarda le dosi aggiuntive e booster i valori non sono ancora ottimali, occorre raggiungere tassi di copertura superiori in questi soggetti che possono andare incontro a forme più complicate di malattia. L’offerta vaccinale verrà ampliata: oggi siamo intorno alle 10.000 dosi settimanali e l’obiettivo è quello di arrivare a 80.000, con un equilibrio tra offerta organizzativa e vaccini disponibili.

“La novità in arrivo – aggiunge Barbara Rebesco, direttore politiche del farmaco Alisa – è il vaccino pediatrico, l’Ema ha espresso infatti parere favorevole: si tratta di una nuova formulazione del vaccino Pfizer con un proprio codice colore. Nell’adulto la fiala è di colore viola mentre nel bambino tra 5 e 11 anni è di colore arancione e prevede la somministrazione di un dosaggio inferiore. Lo studio che ha portato all’approvazione del vaccino ha dimostrato un’ottima efficacia di protezione del vaccino e un ottimo profilo di tollerabilità. In merito agli anticorpi monoclonali, abbiamo ricevuto oggi un nuovo farmaco che è efficace anche nei confronti delle ultime varianti, aumentando così i farmaci disponibili per la cura del Covid”.

“Da un po’ di giorni – l’intervento di Angelo Gratarola, direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Policlinico San Martino – le terapie intensive oscillano tra i 18 e i 20 pazienti in tutta la Regione. Il 90% di questi pazienti non è vaccinato. Questo dimostra che la popolazione non vaccinata è in realtà fragilissima in questo momento di alta circolazione virale. Si tratta di un problema che, chi non ha ancora aderito alla campagna vaccinale, deve porsi. L’età media è scesa, siamo intorno ai 55 anni. Questo dimostra che la popolazione vaccinata degli ultraottantenni, delle persone più fragili e delle fasce avanzate sicuramente è sfuggita al virus, avendo acquisito un’immunità più importante; immunità che dovrà adesso essere riconfermata attraverso le dosi booster, proprio per evitare che questa popolazione possa tornare ad infettarsi. Questo è ciò che sta avvenendo in questi giorni.

“Per quanto riguarda le Malattie Infettive – così Matteo Bassetti, responsabile Dipartimento interaziendale regionale di Malattie Infettive e direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino -, questa settimana è stata come la precedente: non abbiamo avuto una maggior pressione. Si confermano i dati della scorsa settimana: a stasera, al San Martino, abbiamo 7 Covid positivi, di cui 4 non vaccinati, con un’età media di 62 anni. I vaccinati, invece, hanno un’età media di 80 anni. Quello che dunque stiamo vedendo è che il non vaccinato ha un’età media molto più bassa, infatti la fascia significativa di non vaccinati è tra i 50 e i 60 anni, mentre la vaccinazione, nell’anziano, sembra dare una protezione nei confronti delle forme più gravi. Lunedì la squadra delle Malattie Infettive del San Martino tornerà a Masone, in RSA, per somministrare altri 13 trattamenti con gli anticorpi monoclonali, oltre a quelli già somministrati. Lo scopo del monoclonale è infatti quello di evitare la progressione da poco sintomatico a molto sintomatico e, eventualmente, ricoverato. La Liguria si colloca al primo posto in Italia come utilizzo degli anticorpi monoclonali per numero di abitanti. Siamo oggi a oltre 750 trattamenti, molto ben distribuiti su tutte le province. La media di questa settimana dei monoclonali, a Genova, è stata di 5 al giorno. Infine: con Alisa si sta preparando il protocollo di utilizzo dei monoclonali nelle strutture assistenziali, cosicché tutti si possano uniformare.

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