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Cinque opere mancate (purtroppo o per fortuna)

Il vecchio futuro di Piazza Cavour

Città della Spezia ospita il terzo dei cinque approfondimenti su altrettante occasioni architettoniche mancate dalla nostra città, tra gli anni Trenta e Cinquanta. Una al mese, alla scoperta di quel che poteva essere e non è stato.

Il plastico di una Piazza del mercato mai fatta

Come noto, fino agli anni Sessanta, due eleganti strutture di ferro coprivano parte del mercato di piazza Cavour (foto sotto), arricchendo la città di quell’atmosfera parigina di cui la scalinata Cernaia rimane, oggi, l’unica silenziosa custode. Verso il 1970, delle due strutture ne rimaneva una sola, ormai fatiscente, e si ritenne più conveniente demolire che ristrutturare. Certo, «in una città come Torino non sarebbe successo», viene da dire. E infatti non è successo, Porta Palazzo conserva ancora le sue invidiabili tettoie Liberty.

Piazza Cavour e la copertura liberty

Resta tuttavia da chiedersi se, prima della demolizione, la sensibilità urbanistica e architettonica – complice l’ansia modernista tipica della nostra città – non si fosse già modificata, sull’onda lunga di significativi episodi futuristi e razionalisti che avevano orientato il successivo sviluppo architettonico della città, aprendo alle sperimentazioni di Cesare Galeazzi. Nella Spezia del dopoguerra, quanto poteva ancora piacere il Liberty? Viene spontaneo porsi domande del genere, nel momento in cui salta fuori la foto di un plastico che rimodula totalmente la piazza del mercato, tanto più se il plastico (foto sotto) in questione è datato 1955.

Il 27 marzo dello stesso anno, presso il Teatro Civico il sindaco Varese Antoni tenne una conferenza sulle attività ed i programmi dell’amministrazione comunale. Nell’atrio fu allestita un’interessante mostra fotografica delle opere realizzate in quel periodo dall’amministrazione democratica. Faceva spicco la foto di un plastico del progetto per il nuovo mercato al minuto di Piazza Cavour. Nel suo discorso, il primo cittadino elencava le somme già stanziate per l’imminente realizzazione di una serie di opere pubbliche, tra cui anche una Casa della Cultura. Al nuovo mercato cittadino era destinato un fondo di 110 milioni di Lire.

Il plastico di una Piazza del mercato mai fatta

La maggiore attesa in città esiste senz’altro per il mercato al minuto di Piazza Cavour.

Parliamone dunque! Il progetto è pronto. Il plastico, realizzato encomiabilmente dal nostro Prof. Ambrosini, è in visione nella piazza antistante il teatro sotto i portici di via Chiodo, negozio «Olivetti». Non c’è dubbio che la soluzione presenti il duplice aspetto positivo, di abbellire la città, e di fornire agli operatori economici ed alle nostre massaie un servizio razionale ed accogliente. Tutti gli attuali operatori economici vi troveranno adeguata sistemazione.

Il Prof. Ambrosini a cui faceva riferimento il Sindaco era Arduino Ambrosini (padre del più noto architetto Enrico), disegnatore del Comune. Pochi anni prima, Ambrosini aveva dato prova della propria maestria nei due bassorilievi allegorici celebranti i caduti di tutte le guerre, visibili ancora oggi in Piazzale del Marinario a lato della celebre Vittoria Alata, realizzata una trentina di anni prima da Angiolo Del Santo per la precedente sede comunale di “Palazzo Cenere”.

La somma stanziata per il nuovo mercato al minuto sarebbe stata mutuata dall’I.N.A., la stessa società di assicurazione che in quei mesi otteneva, dallo stesso Antoni, il via libera per edificare la propria sede spezzina in piazza Beverini – nel palazzo che ospiterà La Rinascente, Upim e Zara – escludendo definitivamente l’elegante e monumentale sede della Banca d’Italia dalla visuale della piazza. L’amministrazione Antoni seppe rifarsi inaugurando l’anno successivo la Fontana delle Voci in piazza Brin, opera di Mirko Basaldella.

Il progetto del nuovo mercato al minuto sarebbe stato poi sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale. Dopodiché si sarebbe potuto iniziare l’opera, una volta che le autorità superiori (Giunta Provinciale Amministrativa e Ministeri) avessero approvato gli atti deliberativi, “Il che ci auguriamo avvenga sollecitamente e senza intralci.”, aggiungeva saggiamente, nel suo discorso, il Sindaco Antoni. Se qualcosa è andato storto, supponiamo debba essere stato in sede ministeriale, come già avvenuto per il Palazzo di Giustizia di Guidugli (leggi l’articolo).

Alla fine degli anni Sessanta, quando si decise di abbattere la vecchia struttura e costruirne una nuova, l’amministrazione Musiani delegò direttamente il progetto agli ingegneri del Comune, i quali non tennero in considerazione il progetto del 1955, sul quale, già allora, doveva essere sceso l’oblio. Diversamente, per la struttura attuale, alla fine degli anni Novanta, l’amministrazione Pagano ha bandito un concorso di idee, vinto dall’architetto Gaspare Chiodo, che inaugurava l’opera nel 2005.

Piazza Cavour e la copertura anni 70-2000

Quanto alla copertura del 1970 (foto sopra) – una semplice tettoia – questa non rievocava alcun aspetto dell’articolata architettura del plastico, che sembra fluttuare come una base spaziale, promessa e premessa di un più ampio e utopico progetto sociale, forte del rinnovato ottimismo post-bellico e in odore di boom economico. Un progetto sociale che vedeva l’architettura svuotarsi di ogni contenuto in nome della funzionalità, la ricerca astratta obbedire a pratiche esigenze decorative, nell’illusione di quel futurismo addomesticato eppure asettico, che negli stessi anni invadeva quartieri-cavia come l’EUR di Roma, e che Michelangelo Antonioni avrebbe messo a nudo, nel film L’eclisse (1962), in tutta la sua sorda alienazione.

Si ringraziano l’architetto Enrica Ambrosini per le preziose testimonianze e la Biblioteca Civica “U. Mazzini” per la disponibilità.

Bibliografia essenziale:

«Attività e Programmi Comunali» in La Spezia – Rivista del Comune – Anno XXIV – N. 1-3 Gennaio – Giugno 1955 (supplemento)

 

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