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Autotrasportatori contro Msc: “Il ritiro dei container vuoti in porto crea attese, inquinamento e assembramenti”

Nelle prossime settimane le bitte delle banchine del porto spezzino accoglieranno le gomene di tre grandi portacontainer, in linea con la peak season natalizia, il periodo dell’anno in cui è maggiore in traffico dei contenitori. E quasi sicuramente in quelle tre occasioni per molti autisti dei tir che movimentano le merci ci sarà da armarsi di pazienza per superare lunghe code e ore di attesa. Tanti, ma non tutti: il problema, infatti, riguarderà solamente quegli autotrasportatori che dovranno ritirare i container vuoti di Msc. La compagnia di navigazione italo-svizzera, infatti, a differenza di tutte le altre, non consegna i vuoti a Santo Stefano, ma in porto, obbligando i camionisti a mettersi in coda al varco degli Stagnoni. Talvolta anche per tre o quattro ore, a seconda del traffico della mattinata. Una pratica di contenimento dei costi di trasferimento, quella dello smistamento dei vuoti all’interno dei terminal, che Msc attua anche in altri porti italiani.

Msc rappresenta il 60 per cento dei traffici del porto spezzino e la situazione è sempre più insostenibile. E lo sarà ancora di più nelle prossime settimane. La compagnia così facendo – spiega a CDS Stefano Ciliento, presidente di Confartigianato Trasporti La Spezia – scarica sugli autotrasportatori i costi del trasferimento dal porto a Santo Stefano e li costringe a perdere ore di lavoro in attesa di poter entrare in porto. E’ necessario modificare al più presto questo sistema perché così facendo si creano assembramenti davanti al gabbiotto dove si consegnano i documenti, ma anche ingorghi lungo il raccordo (costantemente oggetto di lavori ormai da tre anni) e spese di trasporto che finiscono per essere a carico dei camionisti. E in particolare agli Stagnoni l’attesa avviene sotto il viadotto dell’autostrada, senza un riparo reale né una segnaletica a terra che inviti a mantenere le distanze. E tanto meno c’è chi controlla, anche “.
Quindi, oltre a un maggiore inquinamento e ai costi che colpiscono i portafogli e la produttività di ditte e partite Iva, questa situazione contribuisce anche a creare potenziali situazioni di rischio per la salute, portando decine e decine di persone ad attendere nella stessa area.
“Gli spazi per organizzare un piazzale per i vuoti Msc a Santo Stefano ci sono – prosegue Ciliento – ed esistono servizi di shuttle che trasportano i vuoti a Santo Stefano. Le altre compagnie, da Hapag Lloyd a Cma-Cgm, sino a Maersk, li utilizzano. Non si capisce perché per Msc debba essere diverso”.

Il problema delle code e degli ingorghi per il ritiro dei vuoti di Msc è noto all’Autorità di sistema portuale, che sta cercando soluzioni in merito insieme al terminalista Lsct, di cui Msc è socio al 40 per cento. Talvolta, infatti, il caos nell’area di stoccaggio dei vuoti all’interno del perimetro portuale è tale da costringere a bloccare l’accesso a nuove motrici per periodi che vanno dalla mezz’ora sino a un massimo di un’ora. Scene già viste e che rischiano di ripetersi nelle prossime settimane.

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