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Toti: "Italia viva? A Roma parla una lingua, in questa provincia un'altra. Peracchini sindaco altri 5 anni: lui e la sua squadra hanno lavorato bene" - Citta della Spezia
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Toti: “Italia viva? A Roma parla una lingua, in questa provincia un’altra. Peracchini sindaco altri 5 anni: lui e la sua squadra hanno lavorato bene”

Giovanni Toti

Oltre alla pandemia e alla quotidiana amministrazione del territorio, nel futuro prossimo di Cambiamo c’è anche un’altra sfida importante, quella delle amministrative 2022. In palio ci sono Genova e La Spezia, le due più importanti città della Liguria e il presidente Giovanni Toti ha deciso di iniziare a serrare le file in vista del voto spezzino convocando gli amministratori a Porto Lotti.
Una mattinata di testimonianze e appelli, quella moderata dal coordinatore provinciale Loris Figoli, che ha visto la partecipazione di molti sindaci, assessori e consiglieri: da Pierluigi Peracchini, seduto al banco, alla prima fila composta dall’onorevole Manuela Gagliardi e dagli assessori Luca Piaggi e Kristopher Casati, sino alla sindaca di Sarzana Cristina Ponzanelli, che vivrà la sfida della riconferma un anno dopo il collega del capoluogo, e a Matteo Cozzani e Leonardo Paoletti, primi cittadini di Porto Venere e Lerici. Accanto a Toti l’immancabile Giacomo Giampedrone.

Le proposte calate sul tavolo per le amministrative spezzine hanno riguardato l’organizzazione di gazebo, per stare maggiormente tra le persone, ma anche un maggiore utilizzo dei social network, mentre alcuni amministratori hanno manifestato grande attenzione alla necessità di una comunicazione che trasmetta le cose fatte in maniera più diretta.

Quando Toti ha preso la parola ha prima di tutto rimarcato l’impegno profuso negli ultimi due anni per fronteggiare la pandemia: “Non abbiamo mai avuto difficoltà ad assumerci le nostre responsabilità e siamo stati spesso, se non sempre, dalla parte del giusto. Abbiamo fatto scelte talvolta impopolari e scomode, ma che hanno portato a importanti risultati. Così come abbiamo fatto alla Spezia, dove abbiamo avuto il coraggio di cambiare, sia il capoluogo che l’intero golfo. Non dimentichiamo infatti che a Lerici e Porto Venere siamo presenti con due sindaci al secondo mandato”.

“Oggi – ha aggiunto il governatore – La Spezia è una città diversa, che guarda al futuro e vede dove andare. C’è il distretto della nautica con il Miglio blu, il turismo, c’è una città pulita, un porto in fase di sviluppo e una stazione crocieristica da avviare. C’è una maggiore integrazione con le Cinque Terre, mentre il territorio sta dando voce alle sue vocazioni industriali. In questi giorni si parla di Oto Melara, e la nostra posizione è chiara: deve restare nell’area delle imprese strategiche italiane. Prima Spezia non sapeva dove andare, era una città smarrita: abbiamo saputo prendere in mano una situazione complessa e dargli un indirizzo. Sono queste le scelte che dobbiamo difendere. Troppo spesso le opposizioni dicono cose che non stanno né in cielo né in terra, ripetendo all’infinito bugie con la speranza che diventino realtà. Non dobbiamo giocare in difesa ma in attacco. Per esempio riguardo alla centrale Enel: il progetto di centrale a gas fa parte di un Piano energetico nazionale votato da Pd, Movimento cinque stelle e Italia viva. Spetta al governo la definizione di quel piano, dopo di che noi ci facciamo carico di quello che ci spetta, portando avanti la posizione del territorio e del Comune della Spezia. Se Orlando non vuole il turbogas a Spezia, mentre il Pd a Roma dice diversamente, non deve far altro che sconfessare le decisioni prese da Calenda e Di Maio. Ma la domanda che rivolgo al centrosinistra e ai parlamentari o ministri che hanno approvato quel piano è perché lo hanno fatto e perché oggi affermano l’esatto contrario, scaricando su di noi le colpe? Allo stesso modo mi auguro che la smettano di dire che vogliamo chiudere il San Bartolomeo di Sarzana: non è vero. Abbiamo assunto migliaia di operatori nelle strutture ospedaliere e non chiuderemo nessun presidio. Semmai questo lo hanno fatto altri prima di noi”. E per Toti anche l’appalto del nuovo ospedale e quello della Variante Aurelia sono argomenti su cui il centrosinistra racconta frottole: “Noi semmai abbiamo fatto tutto il necessario per sbloccare queste opere. Noi, per esempio, abbiamo realizzato la messa in sicurezza della Ripa nei tempi promessi, senza intoppi. Leggo dai giornali che lì vicino, a Saliceti, ci sono i comitati che si sono accampati nell’area dove dovrebbe sorgere il biodigestore. Stiamo andando verso la chiusura del ciclo dei rifiuti grazie a questo progetto, ma se c’è chi è contrario se ne può parlare a patto che ci siano delle alternative, non con lo spirito del no a tutto. Ed è destabilizzante, in questo senso, quello che fanno le forze politiche di opposizione”.

Tornando sulle Comunali spezzine Toti si è detto “convinto che Peracchini farà altri 5 anni da sindaco perché ha fatto bene con la sua squadra e ha saputo dare un disegno a questa città”. “Faremo quello che abbiamo promesso e tanti si avvicineranno a noi con simpatia. Rivolgo un appello anche agli alleati, perché considerino il progetto comune più delle ambizioni personali. E non ho dubbio che si andrà oltre a queste diverse sensibilità. Abbiamo incontrato tutte le forze politiche del centrodestra, comprese Forza Italia e Liguria popolare, ed è chiaro a tutti che nessuno per una poltrona o un po’ di visibilità vuole distruggere o provare a distruggere un progetto serio. Bucci alla Leopolda? Con Italia viva condividiamo molte idee sul modello di crescita del Paese, condividiamo un po’ meno il fatto che a Roma parli una lingua mentre in questa provincia ne parla un’altra. Noi siamo nel centrodestra e ci rimarremo cercando di allargare una colazione che rimane granitica nelle sue condizioni, se qualcuno dopo aver osteggiato e criticato il nostro operato ha cambiato idea e vuole collaborare con noi è il benvenuto. Sono convinto che la strada che abbiamo imboccato è quella giusta. Spezia è un po’ la culla di cosa volevamo fare. E ci siamo riusciti”.

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