Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
Cgil, sunia e asgi sul piede di guerra

Bando ERP, i sindacati: “La norma anti stranieri è incostituzionale e danneggerà tutti”

Gli alloggi popolari solo a chi sia residente da almeno cinque anni. "Scatteranno i ricorsi e le graduatorie saranno bloccate", prevedono i sindacati. Una norma simile, già tentata in Lombardia, dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. "L'amministrazione provi a creare una vera strategia: si chiedano fondi del PNRR per ristrutturare le 350 case sfitte dell'Arte".

Gli alloggi non abitabili di Via Bologna

Le prime due famiglie pronte a presentare il ricorso si sono già rivolte agli uffici del SUNIA. E una di queste è italiana. Per il Sindacato unitario nazionale inquilini ed affittuari solo l’avanguardia di ciò che succederà nelle prossime settimane. Perché “questa discriminazione colpisce tutti, tutti coloro i quali hanno bisogno di una casa in questo periodo storico così difficile tra crisi economica e pandemia”. Si parla della norma introdotta nel bando per l’assegnazione di case popolari che limita l’ammissibilità solo a coloro i quali abbiano “residenza anagrafica o svolgimento di attività lavorativa esclusiva o principale del richiedente, da almeno cinque anni”. Emesso ieri, dopo una lunga gestazione che aveva già generato un dibattito politico e “tecnico”.

Che la norma sia illegittima lo ha già stabilito una sentenza del gennaio 2020 della Corte Costituzionale, allora presieduta da Marta Cartabia nel frattempo diventata ministra della Giustizia, quando fu inserita in un bando simile dalla Regione Lombardia. “Perché è figlia del desiderio di presentarla politicamente come una mossa per dare la casa prima agli spezzini. Invece è il sintomo di una mancanza di idea di futuro, di come non ci sia il desiderio di dare una risposta ad un problema grave – accusa Franco Bravo, presidente regionale del SUNIA -. Aggravato ulteriormente dalla pandemia, che ha fatto esplodere la richiesta di residenza pubblica secondo tutti gli osservatori. Dall’ISTAT a Nomisma passando per la Caritas”.

Ruggia, Ghiglione, Bravo, Angelicchio

 

Presa dalla Lombardia, passata alla Regione Liguria e già applicata dal Comune di Genova, dove le prime sentenze sui ricorsi sono attese a gennaio 2022. Infine ricalcata anche nel bando spezzino, con applicazione ad un’area che comprende anche Ameglia, Arcola, Bolano, Castelnuovo Magra, Follo, Lerici, Luni, Porto Venere, Santo Stefano di Magra, Sarzana e Vezzano Ligure. Creando un potenziale serbatoio di ricorrenti che l’ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) si candida a patrocinare gratuitamente. “Lo stesso iter politico del bando lascia perplessi – analizza l’avvocata Francesca Angelicchio -. La giunta comunale spezzina era consapevole dall’incostituzionalità della norma inserita e ciononostante è stata perseguita con pervicacia, mettendo una spada di Damocle sull’intero bando. Perché i ricorsi ci saranno e, con buona probabilità, saranno anche vinti. Oltretutto la stessa avvocatura comunale ha emesso un parere contrario a questa legge, coerente con le decisioni della Corte Costituzionale. Un altro elemento che rende palese la posizione imbarazzante dell’amministrazione”.

A muovere le critiche del sindacato è inoltre l’aver conteggiato rendite INAIL, pensioni di guerra e pensioni di accompagnamento ai fini del punteggio che determina la graduatoria. “Quello che si ottiene è che si restringe la platea degli ammissibili e quindi si tenta di ridimensionare agli occhi dell’opinione pubblica un problema enorme – attacca Bravo -. A Genova per esempio sono state accettare solo 1072 domande su circa 2.500 arrivate. Chi ha un’anzianità di residenza minore di cinque anni venga da noi: hanno diritto ad essere tutelati”.
“Queste osservazioni sono già state fatte in tutte le sedi: direttamente all’assessore Sacajola, sulla stampa, con lettere ed in incontri con il sindaco e infine nella commissione consigliare competente. Si è voluti andare avanti in maniera inspiegabile – illustra Cristiano Ruggia, segretario provinciale Sunia -. Non è argomento stato, si sta parlando della vita di centinaia di famiglie. Ne abbiamo già due che si sono rivolte a noi e una è italiana. Perché questa discriminazione colpisce tutti, tutti coloro i quali hanno bisogno di una casa in questo periodo storico così difficile, tra crisi economica e pandemia”. Erano oltre dieci anni che non si faceva un bando ERP alla Spezia. “E anche allora nacquero analoghe contestazioni nei confronti dei Comuni di Porto Venere e Ortonovo per clausole simili. Ed erano governati dal centrosinistra, questo per spiegare come la nostra non sia una polemica politica di parte”, ricorda Bravo.
Ruggia, Ghiglione, Bravo, Angelicchio
“Cosa possiamo rispondere ad una famiglia italiana che si sente scavalcata da una famiglia di stranieri? Ci sono due modi per me. La prima è che, comunque, la risposta non può essere incentivare una guerra tra poveri come si sta facendo. Non fa bene a nessuno, tanto più se per conseguire un poco di consenso politico – non a caso il bando esce a pochi mesi dalle elezioni – si va contro una norma costituzionale. Perché il risultato sarà penalizzare sia le famiglie italiane che quelle straniere”, riassume la segretaria provinciale della CGIL Lara Ghiglione. “La seconda è che bisognerebbe dare risposte a tutti. E per farlo serve una programmazione. Visto che l’ultimo bando risale a 11 anni fa, nel frattempo si poteva pensare ad aumentare la disponibilità di alloggi sociali. Il problema c’è ed è l’amministrazione che deve provare a dare risposte”.
“Vi sono 350 case sfitte in gestione ad ARTE nella nostra città – la proposta dunque di Ruggia -. Chiediamo dunque che ci si muova con una strategia: sia inserito nel PNRR la richiesta di fondi per la ristrutturazione di queste case. A cui aggiungere magari il recupero delle abitazioni del Demanio Militare non utilizzare e la costruzione di nuove, in zone già impermeabilizzate. E’ una grande opportunità. Speriamo che l’amministrazione ci pensi”. Secondo una stima di ARTE le domande per il bando potrebbero essere circa tremila. In caso di ricorsi, nello scenario dipinto dai sindacati, sarà conseguente il blocco delle graduatorie e quindi della assegnazioni degli alloggi.
leggi anche
Marco Scajola
La replica
Bando Erp, Scajola: “Inaccettabili polemiche infondate da sindacati a discapito persone in maggiore difficoltà”
Regione Liguria
Pnrr
Natale: “Molti Comuni fuori da finanziamento per Erp”. Scajola: “Parla senza conoscere fatti”