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I rampari e le fortificazioni - Citta della Spezia
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Una storia spezzina

Rubrica

I rampari e le fortificazioni

Sanra Maria e il bastione

Un lettore chiede informazioni sui rampari, insolita parola che nella letteratura spezzina compare solo per l’incursione fatta nel 1800 da due navi inglesi ai danni di Santa Maria che alla Castagna era il fulcro della difesa del Golfo. Gli Inglesi minarono la fortezza ma caddero solo qualche muro ed i misteriosi rampari oggetto del quesito. Ramparo (dal francese rempart, baluardo) indica il terrapieno che corre lungo la cinta muraria per proteggere con il fossato la linea difensiva esterna.
Orbene, i soldati britannici, probabilmente per la fretta di compiere l’operazione prima che si facessero vivi i Francesi, misero le cariche male e di fatto “venarono” soltanto la cinta difensiva, una cicatrice ben visibile tanto che gli architetti di Napoleone realizzarono il pan de relief del Golfo (il plastico) riproducendo fedelmente anche la lunga fenditura. Il lavoro è da sempre conservato al Museo degli Invalidi a Parigi ma non è esposto al pubblico. Lo hanno relegato in uno sgabuzzino: per loro è roba da poco ma per noi è la nostra storia.
I rampari vennero alla luce nel XVI secolo quando la tecnica del combattimento s’era modificata dal profondo per la venuta dei cannoni.
Prima del loro avvento una città o una qualsiasi fortificazione era difesa da un muro rettilineo, alto e dritto, che piombava al suolo perfettamente (o quasi) perpendicolare al terreno su cui era piantato. Quel tipo di difesa fu validissimo finché gli attacchi erano condotti all’arma bianca, ma si dimostrarono totalmente inefficaci contro il tiro dei pezzi di artiglieria. Erano bocche da fuoco rozze e primitive, con l’alzo sballato ma se si puntava una canna da poca distanza contro un muro liscio, era inevitabile che si creasse un bel buco per cui gli attaccanti potevano agevolmente fare irruzione nella città assediata.
Occorreva trovare un diverso sistema di fortificazione ed ecco che gli ingegneri militari escogitano la difesa con mura più basse ma più profonde che hanno come ulteriore protezione i terrapieni che svolgono la stessa funzione dei sacchetti di sabbia.
Quella difesa in Italia viene chiamata “le mura alla moderna” ma per il resto dell’Europa sono “le mura all’italiana” perché a progettarle furono ingegneri e architetti del Bel Paese.
In questo modo nascono i rampari ma non va dimenticato che le mura ora scendono a scarpa per creare angoli acuti che spezzino per l’inclinazione l’impatto con le palle da fuoco. Per vederne un bell’esempio, basta salire al castello che fu ristrutturato a inizio ‘600: bello dentro ma anche all’esterno i bastioni sono spettacolo costruttivo da gustarsi.

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