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Atto d'indirizzo

Rifiuti, Lerici affida una perizia su servizio e Piano economico finanziario

"Insoddisfacente qualità di spazzamento e lavaggio su buona parte del territori e necessità di adeguamenti alle specificità del comune".

Comune di Lerici

L’amministrazione comunale di Lerici ha approvato un atto di indirizzo con il quale si dà mandato al responsabile dell’Ufficio Lavori pubblici e Ambiente di affidare a una figura professionale un incarico per la redazione di una perizia finalizzata, come si legge nell’atto, “alla verifica analitica e sistematica del corretto svolgimento dei servizi legati al ciclo dei rifiuti; alla definizione della congruità dei servizi con gli standard qualitativi fissati dal contratto di servizio e dalla normativa vigente; alla proposta di soluzioni migliorative che siano più efficaci e adeguate al contesto territoriale; alla valutazione sulla congruità economica del PEF (Piano economico finanziario, ndr) 2022 e a interfacciarsi con il Gestore (Acam Iren, ndr)”. Nella parte del documento propedeutica alla deliberazione si ripercorre la vicenda rifiuti degli ultimi anni, riportando ad esempio che “l’attuale gestore del servizio in regime di proroga (Acam Ambiente, ndr) la sua controllante (Iren, ndr) hanno, altresì citando il Comune di Lerici davanti al Tribunale delle Imprese di Genova chiedendo, fra l’altro, la condanna del Comune di Lerici a mantenere il servizio in campo ad essi fino al 31 dicembre 2028”. Comune che, com’è noto, nel 2018 aveva deliberato in consiglio la fine dell’affidamento in house ad Acam, procedendo con propria gara a un nuovo affidamento, poi stoppato dalla giustizia amministrativa – ora la vertenza su questo fronte è sul tavolo della Corte di giustizia europea, a cui l’ha rimandata il consiglio di stato.
Nell’atto di indirizzo si legge inoltre che “per il PEF 2020 del comune di Lerici, il Gestore rivendica la somma di 36.969 euro di costi non riconosciuti dall’ETC (ente territoriale competente, ndr)” e che “il PEF complessivo della provincia della Spezia si discosta in modo significativo rispetto ai costi standard fissati dal MEF (Ministero economia e finanze, ndr)”.
L’amministrazione Paoletti ravvisa anche “l’insoddisfacente qualità del servizio di spazzamento e lavaggio su buona parte del territorio e la necessità di procedere con una verifica analitica e sistematica della stessa, nonché la necessità di adeguamento dei servizi di spazzamento, lavaggio e raccolta domiciliare alle specificità del nostro comune sia in termini di flussi turistici che di peculiarità territoriali”.

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